Il calendario Pirelli 2026 manda in pensione le lolite: adesso gli elementi della natura hanno il volto delle donne che bruciano di vita

Non c’è più spazio per le muse eterne e senza età: il nuovo Calendario Pirelli 2026, intitolato “Elements” e firmato da Sølve Sundsbø, apre una stagione diversa. Più vera, più radicale, più urgente. Presentato alla Municipal House di Praga, il progetto è un inno alla forza delle donne che non devono dimostrare nulla, se non la loro presenza scenica.
Sundsbo non fotografa il futuro: lo costruisce, intrecciando tecnologia 3D, natura primordiale e una sensibilità che mette al centro l’esperienza, non la perfezione.

Una natura che diventa identità

Gli scatti nascono tra la spiaggia di Holkham, nel Norfolk, e la campagna dell’Essex, luoghi in cui il fotografo ha trasformato gli elementi – terra, acqua, fuoco, vento, etere, cielo e fiori – in estensioni emotive delle protagoniste. In studio, la tecnologia ricrea cieli in movimento, tramonti liquidi, piogge digitali: la natura non è sfondo, ma parte del corpo delle modelle.
È un linguaggio visivo che mescola mito e contemporaneità, rito primordiale e design digitale.

Le protagoniste: potenza, storia, libertà

Undici donne, ventidue scatti, un unico filo rosso: profondità.
Nel cast ci sono Tilda Swinton, FKA twigs, Isabella Rossellini, Venus Williams, Luisa Ranieri, Irina Shayk, Eva Herzigova e altre muse che attraversano mondi diversi – dal cinema allo sport, dalla moda alla musica.
Ognuna interpreta un elemento, mettendo in scena una versione di sé che non vuole compiacere, ma esistere.

Sundsbo ha scelto donne “mature, con esperienza”: volti che raccontano storie vere, non archetipi di bellezza prefabbricati. Il risultato è un’estetica che vibra di autenticità: rughe, sguardi, linee morbide o nette diventano parte del paesaggio, come rocce e onde.

Un calendario che fotografa il cambiamento

Il vicepresidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, lo definisce un progetto “libero, non promozionale”. E di fatto lo è: The Cal non vende un prodotto, ma una visione.
Ed è una visione che parla di autonomia, emancipazione, passaggi di vita.
Le protagoniste incarnano non solo gli elementi, ma anche la storia dell’immaginario femminile degli ultimi trent’anni, fatto di ruoli conquistati, di spazi ampliati, di libertà difesa ogni giorno.

“Elements” non ammicca, non semplifica, non ringiovanisce ciò che giovane non è: lo celebra.
In un’epoca in cui tutto corre e tutto si filtra, The Cal 2026 sceglie il contrario: rallentare, contemplare, ascoltare.
E ricordare, con una forza quieta e feroce, che la bellezza non è un dato anagrafico, ma un modo di stare al mondo.

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