A volte la vita non avvisa: cambia direzione, sposta gli equilibri, costringe a fermarsi. Per Enrica Bonaccorti, quel momento è arrivato all’improvviso, nel cuore dell’estate, quando una diagnosi inaspettata – tumore al pancreas, oggi non operabile – ha stravolto ogni prospettiva.
Per giorni, per settimane, la conduttrice ha scelto il silenzio: una casa buia, un telefono che non squillava più, una quotidianità ridotta a pochi gesti essenziali. Non era una resa, ma il tempo necessario per trovare un nuovo respiro, una nuova voce.
Oggi quella voce è tornata limpida, ferma, decisa. Non per rimuovere la paura, ma per guardarla in faccia.
«Ho fatto tutte le terapie. Ora, l’attesa»
Dopo la diagnosi, Bonaccorti ha completato chemioterapia e radioterapia. Ora, due mesi e mezzo di attesa per la TAC finale.
«Avrei voluto continuare, fare di più. Ma non posso. Questa pausa mi mette ansia, sembra un momento sospeso. Però sto meglio di quanto avrei immaginato: qualche giorno di nausea forte, niente dolori».
Il buio iniziale e la rinascita
«All’inizio mi sono annullata. Non rispondevo ai messaggi, mi nascondevo, ero convinta che mi restasse poco tempo».
La figlia Verdiana è rimasta accanto a lei, l’ha protetta, l’ha accompagnata passo dopo passo.
Poi, la svolta: la decisione di raccontare.
«Dire la verità mi ha liberata. Mi sono arrivati migliaia di messaggi, di storie, di speranza. Mi avete fatto del bene. Mi avete ricordato che non sono sola».
Tra gesti di affetto e vicinanza, anche un amico speciale: Renato Zero, che le ha dedicato tempo, pranzi, visite. Una presenza discreta e preziosa.
Prepararsi al peggio per proteggere chi si ama
Nel suo silenzio, Enrica ha iniziato a sistemare le cose pratiche:
il testamento, gli scritti da lasciare a sua figlia, perfino una playlist per “dopo” – “Rhapsody in Blue” e “Why” di Annie Lennox.
«Non era disperazione. Era un modo per togliere peso agli altri».
«Non ho dolore, ma so cosa ho dentro. E oggi la guardo negli occhi»
Il tumore è in un punto complesso, impossibile da operare per ora.
«Devo sperare che regredisca. La vita ti toglie e ti dà: quello che arriva va preso. Ora la affronto. E oggi posso dire che sto bene, davvero. L’affetto delle persone mi ha riportata alla luce».
Una visione della comunicazione che diventa manifesto
Negli anni, Bonaccorti ha difeso una certa idea di professione fatta di rigore, empatia e responsabilità. Una visione che ha ribadito anche in una recente intervista al Salotto di Domanipress, dove ha dichiarato:
«Io sono innamorata, appassionata di comunicazione, mi piace portare alla gente non le mie opinioni ma le informazioni, e devono essere tutte corrette. Bisogna che non ci sia nessuna superficialità se si fa questo lavoro. Se poi si riesce a comunicare attraverso lo spettacolo, se si fa compagnia arricchendo chi ci segue, e non appiattendo e banalizzando, vuol dire che si riesce a fare bene il proprio mestiere».
E sul suo rapporto con la musica e con Modugno:
«In questi due brani c’è solo verità che la musica e l’interpretazione di Modugno hanno fatto diventare poesia. E la poesia, se è bella, è eterna».
L’intervista integrale è disponibile qui:
https://www.domanipress.it/intervista-enrica-bonaccorti-seguo-linsegnamento-di-domenico-modugno-in-tv-come-nella-vita-soffro-di-unempatia-esagerata/
Enrica non parla di vittoria. Parla di presenza.
Di un ritorno alla vita che non cancella il dolore, ma lo attraversa.
E lo trasforma.




