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È morta Emma Bonino, addio alla voce radicale dei diritti. Nell’ultima intervista a Domanipress la confessione: «La democrazia liberale è in serio pericolo»

Emma Bonino è morta questa mattina a Roma all’età di 78 anni. Una vita attraversata dalle battaglie per i diritti civili, la libertà individuale e l’Europa. Nell’intervista rilasciata al direttore di Domanipress Simone Intermite aveva consegnato parole che oggi assumono un significato ancora più forte: «Attualmente stiamo attraversando un periodo cupo, segnato da una nostalgia reazionaria».

È morta Emma Bonino, una delle figure più riconoscibili e combattive della storia pubblica italiana degli ultimi cinquant’anni. Aveva 78 anni.

L’annuncio della scomparsa è arrivato da +Europa: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».

Bonino era stata ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale Santo Spirito di Roma dopo un peggioramento delle condizioni di salute. Nelle ultime ore aveva lasciato la terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata, mentre il quadro clinico continuava a essere definito delicato.

Una vita dedicata ai diritti civili

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino aveva trasformato la disobbedienza civile in uno strumento di battaglia pubblica, legando il proprio nome alle campagne per la libertà di scelta delle donne, contro la pena di morte, contro la fame nel mondo e per la tutela dei diritti individuali.

Entrata nel Partito Radicale negli anni Settanta, fu tra le protagoniste delle battaglie che accompagnarono il Paese verso la legalizzazione dell’aborto. Una stagione nella quale Bonino scelse anche l’autodenuncia e la disobbedienza civile come strumenti per portare temi allora considerati quasi indicibili al centro del dibattito pubblico.

Eletta per la prima volta alla Camera nel 1976, avrebbe poi attraversato quasi mezzo secolo di vita istituzionale. È stata deputata, parlamentare europea, senatrice, vicepresidente del Senato, commissaria europea, ministro del Commercio internazionale e delle Politiche europee e ministro degli Esteri.

L’Europa come progetto politico

Uno dei fili più tenaci della sua storia è stato però l’europeismo. Per Emma Bonino l’Europa non era soltanto un insieme di istituzioni o regole economiche, ma lo spazio nel quale costruire una democrazia capace di difendere libertà e diritti in un mondo sempre più attraversato da nazionalismi, guerre e nuove spinte autoritarie.

Una convinzione portata avanti fino agli ultimi anni, insieme al progetto di un’Europa maggiormente integrata e federale, capace di parlare con una voce comune sul piano internazionale.

L’ultima intervista a Domanipress

Proprio dei rischi che corre la democrazia, del futuro dell’Europa e delle nuove spinte reazionarie Emma Bonino aveva parlato anche in una delle sue interviste a Domanipress, nel dialogo con il direttore Simone Intermite.

Il suo giudizio era netto: la democrazia liberale stava attraversando una fase di serio pericolo e la risposta, secondo Bonino, non poteva essere la rassegnazione.

«Attualmente stiamo attraversando un periodo cupo, segnato da una nostalgia reazionaria, quindi spero che nel Domani la gente cominci a reagire e a svegliarsi».

Era stata questa la risposta di Emma Bonino quando Simone Intermite le aveva chiesto come immaginasse il “Domani”. Parole che, rilette oggi, assumono inevitabilmente un peso diverso.

 

Un’eredità che va oltre gli incarichi

L’eredità di Emma Bonino non coincide soltanto con gli incarichi istituzionali ricoperti o con le battaglie vinte e perse nel corso di mezzo secolo.

Resta soprattutto l’idea che nessun diritto possa essere considerato conquistato per sempre e che la libertà abbia bisogno di persone disposte a difenderla anche quando significa esporsi, provocare, perdere consenso o andare controcorrente.

Bonino aveva affrontato anche la malattia pubblicamente. Nel 2015 aveva annunciato di avere un tumore al polmone, senza però abbandonare l’attività pubblica. Nel 2023 aveva poi raccontato di essere guarita.

Fino agli ultimi anni aveva continuato a intervenire sui grandi temi del presente: Europa, diritti, democrazia, guerre, libertà individuali e deriva autoritaria.

Con la morte di Emma Bonino si chiude una pagina fondamentale della storia radicale italiana. Ma resta aperta la domanda che ha accompagnato gran parte della sua vita pubblica: quanto siamo disposti a fare per difendere quelle libertà che, proprio perché sembrano acquisite, rischiamo troppo spesso di considerare scontate?