Lucio Dalla torna oggi, 18 settembre, con “Sono Lucio”, una nuova antologia che prova a fare qualcosa di più ambizioso rispetto alla tradizionale raccolta celebrativa: presentare uno dei più importanti cantautori italiani anche a chi non era ancora nato quando quelle canzoni sono diventate classici.
Da “Caruso” a “Futura”, passando per Anna e Marco, Piazza Grande, L’anno che verrà, Come è profondo il mare, La sera dei miracoli e Le Rondini, il progetto attraversa epoche differenti della carriera di Dalla. Nella versione digitale sono 40 i brani scelti per raccontarne l’universo musicale.
Ma la domanda più interessante è un’altra: perché nel 2026 abbiamo ancora bisogno di presentare Lucio Dalla alle nuove generazioni?
Lucio Dalla senza nostalgia
Sono trascorsi oltre quattordici anni dalla morte di Lucio Dalla, avvenuta il 1° marzo 2012. Eppure molte delle sue canzoni continuano a comportarsi in maniera curiosa: appartengono chiaramente a un’altra epoca, ma non sembrano avere bisogno di essere modernizzate per continuare a funzionare.
È proprio da questa idea che nasce Sono Lucio. Il progetto è stato pensato sia per chi conosce da sempre il repertorio del cantautore bolognese sia per chi vuole incontrarlo per la prima volta.
Non un monumento, quindi, ma una porta d’ingresso.
Ed è una distinzione importante. Perché celebrare un artista significa spesso rivolgersi a chi già lo ama. Raccontarlo nuovamente significa invece provare a conquistare qualcuno che ancora non lo conosce.
Da “Caruso” a “Futura”, storie che continuano a circolare
Il repertorio scelto attraversa alcuni dei momenti più riconoscibili della produzione di Dalla.
Ci sono “Caruso”, “Futura”, “Anna e Marco”, “Piazza Grande”, “L’anno che verrà”, “Cara”, “Attenti al lupo”, “Disperato erotico stomp”, “Balla balla ballerino”, “Canzone” e “Come è profondo il mare”, insieme ad altri brani del suo repertorio.
Riascoltarli consecutivamente permette anche di comprendere quanto fosse difficile racchiudere Dalla dentro un’unica definizione.
Popolare senza essere prevedibile, sperimentale senza perdere il pubblico, capace di passare dall’ironia alla malinconia e di costruire personaggi che sembravano esistere davvero.
Anna e Marco non erano semplicemente due nomi dentro una canzone. Futura non era soltanto una storia d’amore. Piazza Grande non era soltanto un luogo.
Dalla riusciva a trasformare piccoli dettagli in immagini collettive.
“Anna e Marco” ha anche un nuovo video
Proprio “Anna e Marco”, pubblicata originariamente nel 1978, accompagna l’uscita dell’antologia con un nuovo videoclip diretto da Marco Pellegrino, già regista nel 2019 del video de L’anno che verrà.
È un passaggio particolarmente interessante perché permette a una canzone di quasi mezzo secolo fa di entrare nell’immaginario visivo del presente senza modificarne la musica.
Cambiano le immagini, cambiano i ragazzi che la ascoltano, cambia il modo attraverso il quale scopriamo una canzone.
La storia raccontata da Dalla, invece, rimane lì.
Le fotografie di Luigi Ghirri e la scrittura di Lucio
Anche l’immagine di Sono Lucio è legata profondamente alla storia personale del cantautore.
La copertina utilizza una fotografia di Luigi Ghirri, uno dei grandi protagonisti della fotografia italiana del Novecento e amico di Dalla. Altri suoi scatti accompagnano il progetto, mentre persino il titolo “Sono Lucio” è riprodotto utilizzando la calligrafia originale del cantautore.
Il risultato mette insieme musica, fotografia e memoria senza trasformare Dalla in un’immagine immobile del passato.
Anche il lavoro sul suono segue questa direzione: i brani sono stati rimasterizzati direttamente dai nastri analogici originali a 192 kHz/24 bit. La raccolta è disponibile in digitale, doppio CD e doppio vinile, compresa un’edizione numerata color Azzurro Mare.
Perché Dalla può parlare ancora a un ventenne
Un ragazzo che oggi ha vent’anni è nato molto dopo “Caruso”, “Futura” o “Anna e Marco”. Potrebbe incontrare Dalla attraverso una playlist, un video, un algoritmo o una canzone utilizzata sui social, senza avere alcuna memoria personale dell’artista.
Eppure può riconoscersi nelle sue storie.
Perché Dalla raccontava soprattutto solitudini, desideri, città, paure, futuro e persone apparentemente normali. Temi che non appartengono a una generazione precisa.
Il nuovo progetto non prova quindi a rendere Lucio Dalla contemporaneo. Probabilmente non ce n’è bisogno.
“Sono Lucio” rimette semplicemente le sue canzoni davanti a una nuova generazione e lascia che siano loro, ancora una volta, a fare il resto.




