SANREMO – Emozione e riconoscenza all’Ariston: Fausto Leali riceve il Premio alla carriera a Sanremo 2026, un riconoscimento che celebra decenni di musica, voce e attraversamenti generazionali.
«Non sono mai stato troppo attento alla promozione»
Il premio arriva come un abbraccio collettivo, ma Leali non indulge nella retorica. Preferisce tornare alle decisioni che hanno definito il suo percorso, anche quando non sono state le più comode o “strategiche”.
Non sono mai stato troppo attento alla promozione. Ho avuto grandi successi in Spagna e in America Latina, ma non ho colto appieno l’occasione di espandermi ulteriormente. È qualcosa che rimpiango, ma è stata una mia scelta.
Parole che pesano come una confessione lucida: l’idea che il successo non sia solo una somma di traguardi, ma anche un mosaico di occasioni lasciate andare — per carattere, per libertà, per una visione personale del mestiere.
Le critiche che fanno male
Nel corso della video intervista, Leali accetta di aprire una parentesi più intima: quella delle parole ricevute dagli altri, quando diventano etichette ingiuste.
Hai mai ricevuto critiche che ti hanno ferito particolarmente?
Sì, una volta mi è stato dato del razzista. Nulla di più lontano dalla mia persona. La mia carriera e la mia vita testimoniano il contrario.
Un passaggio netto, senza fronzoli: il bisogno di rimettere al centro la realtà dei fatti, e non la scorciatoia del giudizio.
Guarda la video intervista nel Salotto di Domanipress




