Dopo anni lontano dalla gara, Raf torna al Festival di Sanremo con una consapevolezza nuova e uno sguardo rivolto al futuro. In gara con “Ora e per sempre”, brano scritto insieme al figlio, il cantautore porta sul palco dell’Ariston una storia d’amore autentica, intima e profondamente autobiografica. Un ritorno che non ha il sapore della nostalgia, ma quello di una maturità artistica che guarda avanti.
Abbiamo parlato con lui tra prove, emozioni e ricordi.
Che cosa ti ha convinto a tornare a Sanremo?
«Una canzone può cambiare tutto. Se non avessi avuto questo brano probabilmente non ci avrei nemmeno pensato. Sentivo che meritava un palcoscenico capace di raggiungere anche chi non ascolta abitualmente la mia musica. Sanremo oggi è questo: un luogo d’incontro, non solo una gara.»
Che ruolo ha questa partecipazione nella tua carriera?
«Non sento il bisogno di incastrarla in un percorso preciso. È semplicemente un altro capitolo della mia storia musicale. Sono cambiato io, è cambiato il Festival, e questa combinazione mi permette di viverlo con maggiore serenità e maturità.»
In passato molti artisti della tua generazione evitavano la gara. Oggi cosa è diverso?
«Una volta l’attenzione era tutta sull’eliminazione e sulla competizione. Questo rischiava di mettere in secondo piano la musica. Oggi l’atmosfera è più distesa: vedo artisti concentrati sull’esibizione, non sulla classifica. Anche i giovani sembrano vivere l’esperienza con più consapevolezza.»
Hai portato a Sanremo brani diventati iconici senza vincere. Quanto conta davvero il risultato?
«Sanremo insegna che il destino delle canzoni non si decide in classifica. Si può arrivare ultimi e lasciare un segno profondo. È successo a tanti artisti e anche a me. Ciò che conta è ciò che accade dopo.»
“Ora e per sempre” nasce con tuo figlio: che emozione è stata?
«È un orgoglio enorme. L’idea musicale era sua, il testo l’ho scritto io perché racconta la storia più importante della mia vita. Firmare questo brano insieme è qualcosa che porterò sempre dentro. Essere qui con questa canzone, per me, è già una vittoria.»
Che consigli dai a tuo figlio se decidesse di seguire una strada artistica?
«Gli dico sempre di fare ciò che lo rende felice. Se ami quello che fai, hai già un vantaggio enorme. La passione rende tutto più vero e più sopportabile, anche le difficoltà.»
Se vincessi Sanremo?
«Sarei molto felice. Ma la vera vittoria è essere qui con una canzone che mi rappresenta fino in fondo.»
Con la sua eleganza discreta e la profondità emotiva che da sempre lo contraddistinguono, Raf torna all’Ariston non per inseguire il passato, ma per raccontare il presente. E forse è proprio questa sincerità a rendere il suo ritorno uno dei momenti più autentici di Sanremo 2026.




