Il Festival di Sanremo prende il largo ma naviga a vista. Ecco le pagelle della seconda serata

 

La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 parte con un ritmo più compatto e consapevole. Dopo l’effetto sorpresa del debutto, emergono con maggiore chiarezza le identità artistiche: convivono nostalgia e contemporaneità, scrittura d’autore e pop radiofonico, energia rock e introspezione. È una serata che non cerca lo shock, ma la coerenza: vince chi resta fedele al proprio linguaggio e convince chi osa senza perdere autenticità.

Ecco le pagelle della serata con i brani in gara.

Patty Pravo – “Opera”
Un titolo-manifesto per una performance che è rito scenico più che semplice esecuzione. Patty interpreta con carisma sacrale, tra teatralità e suggestione. La voce non è più quella di un tempo, ma il magnetismo resta intatto.
Voto: 8,5

LDA & Aka7even – Se ci sei tu
Pop sentimentale calibrato per il pubblico giovane e per le piattaforme digitali. Il ritornello è immediato e la chimica vocale funziona, ma la struttura resta prevedibile. Piacevole e radiofonico, senza un vero momento emotivo memorabile.
Voto: 6,5

Enrico Nigiotti – Ogni volta che so volare
Ballata intima costruita su sincerità e misura. Nigiotti racconta la fragilità senza retorica, sostenuto da una scrittura pulita e un’interpretazione autentica. Non cerca il colpo di scena, ma conquista con verità emotiva.
Voto: 7,5

Tommaso Paradiso – I romantici
Nostalgia urbana, immagini cinematografiche e malinconia sentimentale: il suo habitat naturale. Il ritornello entra subito in testa, mentre la scrittura mostra una maturità più riflessiva. Una canzone destinata a crescere nel tempo.
Voto: 8

Elettra Lamborghini – Voilà
Colori, ritmo e autoironia trasformano l’Ariston in un party pop. La performance è spettacolare e coinvolgente, mentre la componente vocale resta secondaria rispetto all’impatto visivo. Intrattenimento puro e perfettamente consapevole.
Voto: 7

Ermal Meta – Stella stellina
Una ballata costruita sulla sottrazione. Delicata, elegante, quasi sussurrata. Meta evita ogni enfasi e lascia spazio all’emozione autentica. Cresce ascolto dopo ascolto e colpisce per raffinatezza.
Voto: 8

Levante – Sei tu
Intima, controllata, emotivamente precisa. Levante costruisce una narrazione personale sostenuta da una performance intensa e misurata. Meno esplosiva rispetto al passato, ma artisticamente più matura.
Voto: 7,5

Bambole di Pezza – Resta con me
Energia rock e attitudine punk-pop. Portano una scossa autentica in una serata dominata dal pop melodico. Non perfette tecnicamente, ma identitarie e sincere.
Voto: 7

J-Ax – Italia starter pack
Ironia e fotografia sociale dell’Italia contemporanea. Tra stereotipi e provocazione, il messaggio arriva con chiarezza. Musicalmente meno incisiva rispetto ai suoi brani migliori.
Voto: 6,5

Nayt – Prima che
Scrittura urbana e introspezione emotiva. Nayt porta all’Ariston un linguaggio contemporaneo e credibile, con un’interpretazione trattenuta ma intensa. Solido e coerente.
Voto: 7

Fulminacci – Stupida sfortuna
Leggerezza malinconica e ironia generazionale. Il testo gioca con il disincanto, mentre la melodia resta subito riconoscibile. Un brano apparentemente leggero che nasconde profondità.
Voto: 7,5

Fedez & Marco Masini – Male necessario
Incontro generazionale riuscito. Masini aggiunge profondità interpretativa, Fedez contemporaneità narrativa. Il crescendo finale amplifica l’impatto emotivo e funziona particolarmente dal vivo.
Voto: 8

Dargen D’Amico – Ai Ai
Pop elettronico intelligente e stratificato. Ritmo, ironia e critica sociale convivono con naturalezza. Uno dei brani più contemporanei e radiofonicamente forti della serata.
Voto: 8

Ditonellapiaga – Che fastidio!
Ironica, provocatoria e perfettamente centrata nel personaggio. La performance gioca con sarcasmo e leggerezza diventando immediatamente divisiva. Fa discutere e resta impressa: segno di personalità.
Voto: 8.5

Lillo (momento comico)
Lillo porta sul palco il suo umorismo surreale e volutamente sopra le righe, ma la gag non decolla mai davvero. Qualche sorriso strappato, ritmo disomogeneo e battute che sembrano più efficaci sulla carta che dal vivo. L’Ariston resta tiepido e la comicità fatica a trovare un vero crescendo. Sembra tutto troppo improvvisato…anzi lo è.
Voto: 5

Achille Lauro (presentatore/co-conduttore)
Eleganza, presenza scenica e naturalezza televisiva. Lauro dimostra di saper abitare il palco con sicurezza, alternando ironia e misura senza rubare spazio ai protagonisti musicali. Il suo stile è contemporaneo ma rispettoso del contesto, e la conduzione risulta fluida e credibile.
Voto: 8

Fausto Leali – Premio alla carriera
Un momento carico di storia e memoria musicale. La voce resta potente e riconoscibile, capace di attraversare generazioni. L’omaggio celebra una carriera straordinaria e ricorda quanto la musica italiana debba alla sua interpretazione soul e viscerale. Standing ovation meritata.
Voto: 10

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