Netflix ha valicato tutti i muri del pudore con la serie “Sex Education”. Ce ne era davvero bisogno?

E’ ormai un anno che su Netflix una serie di grandissimo impatto culturale sta spopolando tra adolescenti e non: parliamo del provocante ed esilarante “Sex Education”.
Spinta, deliberatamente pungente e provocatoria, valica i muri del pudore attraverso temi rappresentanti il tabù per eccellenza nella società odierna: il sesso.

Il fatto che Sex Education abbia conquistato milioni di spettatori possiamo ricondurlo non solo all’ilarità che circonda l’intera storia dei personaggi protagonisti, ma soprattutto all’argomento centrale, che spesso non viene trattato nelle scuole e tanto meno nell’ambito familiare, in quanto ritenuto imbarazzante o privato.
Una serie che sfida questa “omertà” mettendo in luce i problemi sessuali di giovani adolescenti alle prese con le prime esperienze sessuali, ma anche i disagi degli adulti che vivono ormai una vita monotona, provocano in loro un calo dell’appetito sessuale o l’incremento fantasie erotiche per far resuscitare le passioni.

Matura, profonda, ma anche simbolo dello sfogo di adolescenti che parlano sottovoce, ma che finalmente hanno voce tramite i personaggi di Otis, Maeve e tutti gli altri studenti.
Giovani turbolenti, in procinto di affrontare e capire i propri orientamenti ed accettarli, ma soprattutto farli accettare alle persona intorno a loro.

Sex Education è una serie che serviva?
Nella nostra epoca ancora troviamo difficoltoso parlare di argomenti spinti come quelli del sesso e molto spesso proprio la disinformazione al riguardo genera mostri di ignoranza diffusi come un’epidemia.
Non è raro, per altro, trovare persone con problemi sessuali o dubbi su di esso, ma che hanno problemi a poterne parlare perfino con gli amici più stretti.

La serie rappresenta proprio quella educazione sessuale necessaria alle scuole, ma che ancora non viene applicata a livello di formazione.
Esasperando l’argomento, essa si fa carico di informare giovani e adulti sulle questioni più scomode e meno discusse, raccontando vicende esilaranti, ma che toccano anche una realtà sociale decisamente vergognosa quali la molestia, razzismo e bullismo.

In attesa della terza stagione della serie, non si può che prendere in considerazione un rewatch degli episodi per cogliere sempre più dettagli e rivivere le vicissitudini dei ragazzi protagonisti e dei loro stravaganti, ma altrettanto complessi, genitori.

Serena Marletta