Il 3 settembre alla Mostra di Venezia, prima mondiale del suo nuovo film “In the Hand of Dante”. Sul red carpet: Oscar Isaac, Al Pacino, Gal Gadot e… Martin Scorsese.
VENEZIA – C’è chi fa film e chi, invece, li dipinge. Julian Schnabel, classe 1951, newyorkese dallo sguardo largo e dalle mani inquietamente geniali, ha sempre fatto entrambe le cose. Ed è per questo che la Biennale di Venezia — in collaborazione con Cartier — ha deciso di rendergli omaggio con uno dei riconoscimenti più visionari del festival: il Cartier Glory to the Filmmaker Award della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
La cerimonia di premiazione avverrà mercoledì 3 settembre, alle 21.30 in Sala Grande, al Lido di Venezia, prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo film, In the Hand of Dante. Un progetto monumentale, tratto dal romanzo cult di Nick Tosches, che fonde mafia, misticismo e manoscritti danteschi con un cast da capogiro: Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, Jason Momoa, Al Pacino, John Malkovich, Franco Nero, e persino Martin Scorsese.
Il pittore che si è fatto regista
“Sono un pittore. Ma penso di essere anche un regista”, ha detto Schnabel. E nella sua voce non c’è esitazione, ma consapevolezza. Una doppia identità che lo ha portato a firmare pellicole come Basquiat, Lo scafandro e la farfalla e Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, scolpendo nel cinema una cifra personale fatta di luce, materia, frammenti visivi che sembrano usciti direttamente da una tela.
“Non avrei mai immaginato di essere incluso tra registi che ammiro. Ma ricevere questo premio per la prima mondiale del mio film, In the Hand of Dante, significa molto. Il percorso di Dante e di Nick Tosches riflette il mio. Grazie, non potrei essere più felice”, ha confessato.
Una vita tra New York e Venezia
Schnabel arriva alla Mostra del Cinema quasi trent’anni dopo la sua prima volta al Lido. Era il 1996, portava con sé Basquiat. Poi sarebbero arrivati Prima che sia notte — che gli valse il Gran Premio della Giuria e la Coppa Volpi a Javier Bardem — e Van Gogh, con un Willem Dafoe da Oscar.
E ancora, Miral, film proiettato persino nella Sala dell’Assemblea Generale dell’ONU, e il documentario Berlin, testimonianza struggente di un concerto di Lou Reed. Pittore riconosciuto a livello mondiale, ha esposto per cinque volte alla Biennale Arte, ma è con la macchina da presa che ha saputo trasformare la biografia dell’artista in una lente per leggere il mondo.
Il film: In the Hand of Dante
L’ultima scommessa di Schnabel è un film-mondo. Un oggetto filmico non identificato, tratto da un’opera oscura e cult come quella di Tosches, in cui la Divina Commedia autografa appare a New York come una reliquia mafiosa da autenticare. La trama scivola tra epoche, visioni, dannazione e redenzione, con un’estetica che – promette il regista – sarà “abbondante, traboccante e vibrante di vita”, come ha detto di lui Martin Scorsese.
La motivazione di Barbera
“Ogni film di Schnabel è un mondo a sé. Nessuno è uguale al precedente. La sua produzione è tanto generosa quanto selvaggiamente fantasiosa. È un dono al cinema”, ha dichiarato Alberto Barbera, direttore della Mostra.
Il sostegno di Cartier
Cartier, dal 2021 main sponsor della Mostra, non ha mai nascosto la sua fascinazione per quei registi che spingono il linguaggio cinematografico oltre i confini del visibile.
Arnaud Carrez, Senior VP e Chief Marketing Officer della maison, ha affermato:
“La creatività sfrenata di Schnabel ci introduce a mondi affascinanti. Questo incontro tra sensibilità artistica e dedizione alla creazione rappresenta un unicum prezioso, caro alla Maison”.
Il premio, tra glamour e visione
Il Cartier Glory to the Filmmaker Award celebra, da quattro anni, le personalità che hanno innovato radicalmente il linguaggio del cinema. Dopo Schnabel, a chi toccherà? Intanto, la Sala Grande si prepara ad accogliere una parata di star per l’anteprima mondiale del film. Sarà una serata che unisce arte, letteratura, mito e divismo — come solo Venezia sa fare.
Perché a Julian Schnabel non basta raccontare la realtà. Lui la trasforma. La scolpisce. E la fa esplodere sullo schermo.




