Il nuovo lusso corre su rotaia ma dimentica il Wi-Fi: i treni che fanno dimenticare l’aereo

C’erano una volta i treni. Poi arrivarono le low cost, il check-in da fare in pigiama e le boarding pass da strappare con l’indifferenza di chi sta entrando in un fast food. Ma il viaggio, quello vero, oggi torna a cercare il suo tempo. E lo fa a bordo di carrozze rivestite di velluto, con moquette dai toni saturi, e dettagli in ottone che riflettono una sola certezza: l’unico mezzo di trasporto davvero sensuale non ha le ali. Ha le rotaie.

Benvenuti nel Rinascimento del lusso ferroviario. Dove il design non è più solo comfort, ma diventa manifesto. Un’ode alla lentezza, sì, ma anche alla bellezza. Quella che non ha bisogno di arrivare presto, perché ti accompagna ovunque tu vada – dentro e fuori.

Non chiamateli treni, chiamateli salotti in movimento

Basta guardare il La Dolce Vita Orient Express per capirlo: nato in Italia, con l’estetica curata da Dimorestudio, è un viaggio che si snoda lungo i binari del tempo. Forme morbide, sedute che sembrano abbracci, geometrie che flirtano con gli anni ’60 e ’70, tra citazioni sottili a Cini Boeri, Bonalumi, Capogrossi. Un treno che più che trasportarti, ti trattiene. Ti seduce. Ti rallenta. E ti dice che, in fondo, il vero lusso è perdere tempo con stile.

Dior, velluti e spa sulle Highlands

Nel frattempo, in Scozia, il Royal Scotsman – rinnovato da Belmond – trasforma il concetto di benessere su rotaia. Spa a bordo firmata Dior, solo 38 ospiti, Highlands fuori dal finestrino, e un interno così british che persino la regina (se fosse ancora tra noi) alzerebbe il mignolo per il tè. Mentre lo chef Simon Rogan, a bordo del nuovo Britannic Explorer, fa il resto: trasforma la Cornovaglia in un piatto gourmet. Il viaggio? Inizia col menu.

Singapore-Malesia: il sogno in seta e ciliegio

Dall’altra parte del mondo, l’Eastern & Oriental Express è un omaggio vivente all’arte del dettaglio. Boiserie di ciliegio, tappeti batik, sete orientali. Un treno che non grida lusso: lo sussurra. È la risposta asiatica all’idea occidentale di design: stratificata, avvolgente, inesorabilmente elegante.

La carrozza firmata JR e il ritorno dell’Orient Express

Poi c’è lui. Il mito. L’Orient Express, che nel 2026 tornerà a correre con dodici cabine deluxe e una novità assoluta: l’Observatoire disegnato dall’artista JR. Una suite che è anche biblioteca, sala da tè, stanza da bagno e installazione. Un pezzo d’arte che viaggia. Perché l’esperienza oggi non è solo il paesaggio, ma il contenitore che lo attraversa.

Dietro il progetto, Maxime d’Angeac, che pesca nel DNA del treno originale: Art Déco, Lalique, legno scuro, vetri incisi, tappeti audaci, ottone, acciaio. Un equilibrio tra nostalgia e innovazione in cui ogni dettaglio è su misura. Nulla è lasciato al caso. Nemmeno la luce.

La rivoluzione silenziosa del TGV M

E poi c’è il futuro. Che, per una volta, non urla. Il TGV M è il lato zen dell’alta velocità: modulare, silenzioso, riciclabile al 97%, flessibile come una playlist di Spotify. E soprattutto, bello. Progettato da nendo con Arep, ha linee fluide ispirate ai fiumi, sedili come ciottoli levigati dall’acqua, e interni che abbracciano il corpo e la mente.

Perché anche se il tempo è poco, si può ancora viaggiare con grazia. Anche se vai veloce, non devi rinunciare al bello.

Il treno è il nuovo yacht

Oggi, il treno è tornato a essere quello che era nel 1883: una dichiarazione di stile. Ma con un’aggiunta. È anche una dichiarazione etica. Consuma meno, inquina meno, ti impone di rallentare. E se l’aereo è l’ansia, il treno – quello giusto – è la cura. Ti riporta a una dimensione più umana, più estetica, più tua.

Quindi, lasciate perdere la lounge dell’aeroporto. Chiudete il portatile. Togliete il tacco. Aprite il finestrino (almeno con gli occhi). Il futuro del viaggio non vola. Scivola. E lo fa con una moquette su misura.

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Sofia Conti è una giornalista dedicata al benessere e alla bellezza. Ama condividere segreti e tendenze per aiutare gli altri a raggiungere il loro massimo potenziale.