Jorit Agoch: storia di uno street artist scomodo tra Massimo Troisi e San Gennaro

L’arte è stimolo creativo, denuncia, riflessione, coraggio, poesia. È un connubio di sensazioni che avvicinano l’artista al suo pubblico. L’artista si fa tramite e attraverso la sua arte aiuta lo spettatore ad emozionarsi, riflettere, innamorarsi, perdersi.

Jorit Agoch fa parte di questa cerchia di artisti contemporanei, italiano, specializzato in Street Art, nato a Napoli da padre Italiano e madre Olandese.

Ha iniziato a dipingere con lo spray sui muri della sua città natale Quarto, nella periferia nord di Napoli. Nel 2005 dopo il suo primo viaggio in Africa, continente che lo colpirà profondamente e che visiterà per sette volte alcune con permanenze molto lunghe, studierà e poi collaborerà con la scuola internazionale d’arte ”Tinga Tinga” di Dar es Salaam. Qui affinerà il suo stile con raffigurazioni realistiche del volto umano che inizierà a marchiare con due strisce rosse sulle guance, ricordando rituali magici/curativi africani in particolare alla procedura della scarnificazione, rito iniziatico del passaggio dall’infanzia all’età adulta e di appartenenza a una comunità.

Jorit rappresenta nuove icone della cultura popolare con uno stile iper realistico, un’artista che nel napoletano ha lasciato tracce indelebili della sua straordinaria capacità figurativa. I murales dedicati a Massimo Troisi, a San Gennaro e Diego Armando Maradona sono testimonianza della sua spiccata capacità artistica.

A causa della sua arte di denuncia, il 28 luglio 2018, è stato arrestato e in seguito rilasciato, subordinato dalle autorità israeliane a un provvedimento di espulsione dal Paese, insieme a un altro italiano e un palestinese in Palestina, mentre stava disegnando un murale che raffigurava la giovane attivista simbolo della lotta Palestinese Ahed Tamimi, 17enne palestinese, a sua volta liberata dopo otto mesi di detenzione scontati per aver schiaffeggiato due soldati israeliani. Jorit, ha commentato su Instagram: «Liberi. Grazie a tutti».

Giada Fanelli