Al cinema “The darkest Minds” il primo film live-action della regista Jennifer Yuh Nelson

Da oggi al cinema “THE DARKEST MINDS”  il primo film live-action della regista Jennifer Yuh Nelson, nota per avere diretto due episodi della serie “Kung Fu Panda”. Il film è un adattamento dell’omonimo romanzo best-seller di Alexandra Bracken, il primo di una trilogia che comprende The Darkest Minds, Never Fade e In the Afterlight.

Il film è interpretato da Amandla Stenberg (“The Hunger Games”) nel ruolo di Ruby Daly, Harris Dickinson (“Beach Rats”) è Liam Stewart, Miya Cech (“American Horror Story”) interpreta Zu, Skylan Brooks (“Southpaw – L’ultima sfida”) ha il ruolo di Chubs, Mandy Moore (“One Direction: This Is Us”) è Cate, Patrick Gibson (“The OA”) veste i panni di Clancy Gray, Lidya Jewett (“Il diritto di contare” – Hidden Figures) ha il ruolo di Ruby da piccola e Gwendoline Christie (“Il trono di spade” – Game of Thrones) è Lady Jane.
La sceneggiatura è di Chad Hodge, noto per essere l’autore e produttore esecutivo della serie “Good Behavior” per la TNT e di “Wayward Pines” per la Fox.

Trama

Quando Ruby si era svegliata il giorno del suo decimo compleanno, qualcosa in lei era cambiato. Qualcosa di abbastanza allarmante da spingere i genitori a chiuderla in garage e chiamare la polizia. Qualcosa che l’aveva fatta arrivare a Thurmond, un duro “campo di riabilitazione” del governo. Anche se Ruby era scampata all’epidemia che aveva ucciso la maggior parte dei bambini in America, la misteriosa malattia aveva lasciato in lei e negli altri sopravvissuti qualcosa di gran lunga peggiore: spaventose capacità che non erano in grado di controllare.
Ora, a sedici anni, Ruby è considerata pericolosa. Quando la verità che aveva celato viene a galla, riesce per un pelo ad evadere da Thurmond. La ragazza fugge, alla disperata ricerca dell’unico rifugio sicuro per quelli come lei: East River. Ruby si unisce a un gruppo di ragazzi, anch’essi in fuga dai “campi”. Liam, il loro coraggioso leader, è molto preso da lei ma, per quanto lo desideri ardentemente, Ruby non può rischiare di avvicinarsi troppo. Non dopo quello che è successo ai suoi genitori. Quando arrivano a East River, nulla è come appare, men che meno il misterioso leader del rifugio.
Ma ci sono altre forze in gioco, persone disposte a tutto pur di usare Ruby nella loro lotta contro il governo. Ruby dovrà compiere una scelta terribile, una scelta che potrebbe portarla a rinunciare all’unica possibilità di avere una vita degna di essere vissuta.

LA PRODUZIONE
Tratto dall’omonimo celebre romanzo per ragazzi, THE DARKEST MINDS prende il via in un’America turbolenta in cui il 98% della popolazione infantile è morto per una misteriosa malattia e il 2% di sopravvissuti, ritenuto nemico dello stato, è costretto alla fuga.
“Il film parla di giovani in grado di sopravvivere grazie ai loro poteri ed è un film d’azione, ma è anche pieno di sentimento”, dichiara la regista Jennifer Yuh Nelson.
In THE DARKEST MINDS gli spettatori si identificheranno nei conflitti dei personaggi e si immergeranno nell’incubo in cui vivono. “Volevamo trasmettere la sensazione di una realtà attuale che riconosciamo”, afferma la Nelson. I poteri dei ragazzi sono unici, in contrapposizione con una realtà altrimenti normale. Provate a immaginare di uscire ora per strada e di vedere qualcuno che compie azioni straordinarie. L’idea era di non collocare il film in un periodo storico distante o in un luogo oscuro e futuristico, ma di far credere agli spettatori che tutto ciò che vedono potrebbe accadere.

“Oggi più che mai siamo consapevoli della nostra mortalità”, dichiara Gwendoline Christie, che interpreta la cacciatrice di taglie Lady Jane. “Viviamo in un’epoca turbolenta e, di conseguenza, queste storie distopiche sono più che mai importanti nella nostra vita, dato il loro potenziale di divenire realtà”.

THE DARKEST MINDS è stato un viaggio interessante: abbiamo acquistato i diritti del libro cinque anni fa, quando la 21 Laps, la mia società, era nota prevalentemente per la produzione di commedie e film per la famiglia di grande successo commerciale”, afferma Shawn Levy. “Ma abbiamo sempre avuto in mente di entrare in uno spazio diverso, che io chiamerei ‘genere ancorato ai personaggi’”.
“Nella storia c’è un tema senza tempo”, aggiunge il produttore Dan Levine. “È un tema universale, incentrato su alcuni bambini che crescono, diventano adolescenti e scoprono di essere diversi. La gente non li capisce, specialmente gli adulti e il governo, quindi vengono rinchiusi in campi speciali. La storia segue questi bambini mentre crescono e diventano dei giovani adulti in grado di stare in piedi e proteggersi da soli. Penso che la paura di non riuscire a trovare il proprio posto nella società e la ricerca dell’accettazione ci seguano anche nell’età adulta”.
“La storia parla di un mondo non molto diverso dal nostro”, osserva Amandla Stenberg, che interpreta Ruby Daly. “Ma si sono verificati alcuni eventi funesti e la maggioranza della popolazione infantile è morta. I bambini sopravvissuti hanno sviluppato delle abilità mentali inspiegabili e, a causa di esse, gli adulti li temono e li hanno confinati in alcuni campi. La storia si focalizza su una ragazza che, dopo essere fuggita dal campo in cui è relegata, trova una sua famiglia nel mondo esterno”.
“Chiunque abbia vissuto l’adolescenza può immedesimarsi nella storia”, dichiara Levine. “Questo è un elemento che distingue veramente il film. Quando le persone guarderanno il trailer e poi andranno al cinema, si renderanno conto che il film parla del presente e di qualcosa di molto reale, che potrebbe accadere prima o poi, nonostante gli elementi fantasy e il tema dei poteri straordinari. A noi la storia dà l’idea di essere reale, radicata nella realtà e di poter avere luogo non in un futuro distopico, caratterizzato da un nuovo ordine mondiale, ma anche domani”.
“Per me ciò che ha reso speciale THE DARKEST MINDS è la possibilità di osservare la storia da una prospettiva particolare”, aggiunge la Nelson. “È abbastanza scontato che un certo genere di film sia classificato con l’etichetta ‘per ragazzi’, perciò volevo realizzare qualcosa di inaspettato, qualcosa di nuovo. THE DARKEST MINDS è innovativo anche nella sceneggiatura, caratterizzata dalla presenza di forti legami emotivi. I personaggi sono reali e riconoscibili e desideri trascorrere con loro un po’ di tempo. L’azione poi è straordinaria. Ma per me ciò che fa la differenza è il cuore emotivo della vicenda”.
“Vi sono diversi temi ricorrenti nella storia”, afferma Levy. “È un film incentrato sul senso di appartenenza che, nel nostro caso, riguarda un gruppo di bambini dotati di poteri particolari. Ma non c’è nessuno che non abbia dovuto fare i conti con la ricerca della propria identità. È una ricerca che spesso raggiunge il punto culminante durante l’adolescenza, che è di fatto il punto focale del nostro film”.
Il film parla di un piccolo gruppo di ragazzi dotati di poteri sovraumani, di cui ancora non capiscono la portata, che si ritrovano insieme, accomunati dal fatto di essere in fuga dalle autorità. E parla del modo in cui fanno affidamento l’uno sull’altro ed entrano in sintonia tra di loro mentre cercano altri ragazzi dotati. Anche se tratta eventi e temi forti, il film è fondamentalmente improntato alla speranza, la speranza che sia possibile avere dei legami ed essere accettati”, conclude Levy.
THE DARKEST MINDS trascende le diverse età dei personaggi”, afferma la Nelson. “Non è un film sull’essere adolescenti. Tutti abbiamo vissuto la fase in cui non ci siamo sentiti del tutto a nostro agio con ciò che eravamo. Il punto è affrontare ciò che non ci piace di noi stessi, che è visto come un difetto, e crescere fino ad abbracciare questo lato. È riuscire a penetrare ciò che ci rende unici e usarlo come un punto di forza. La storia segue una ragazza che, all’inizio, è impotente, fondamentalmente spaventata e si vergogna di ciò che è. Seguendola fino alla fine, la vediamo crescere e diventare una persona forte e autonoma, in grado di fare cose di cui non pensava di essere capace. Chiunque può identificarsi in questo percorso”.
Con la sua esperienza nell’animazione (la serie “Kung Fu Panda”) e la passione per l’azione, la Nelson è stata la scelta ideale per dirigere un film d’avventura con una protagonista femminile.
Abbiamo incontrato molti registi per THE DARKEST MINDS”, ammette Levy. “Fin dall’inizio, ed era il nostro sogno, dato che questo film è un eroico viaggio di emancipazione, ci sarebbe piaciuto trovare un registra visionario che fosse anche una donna, con la capacità di arricchire il film grazie a una conoscenza profondamente viscerale e intima dei temi trattati e di alcune delle esperienze descritte. Abbiamo incontrato Jennifer Nelson, che proviene dal mondo dell’animazione e ha diretto due film della serie ‘Kung Fu Panda’ e, pur essendo ovvio il tono diverso di quei film, abbiamo capito che per noi era la scelta migliore”.
Il desiderio della Nelson di rappresentare Ruby, con il suo spirito combattivo e il grande coraggio, nel viaggio di sopravvivenza e di ricerca di una famiglia, nasce dalla sua attitudine a dare vita a mondi fantastici e mai visti, come testimonia il lavoro realizzato in “Kung Fu Panda 2 e 3”.
“Jen ha una visione davvero brillante”, afferma Levine. “È una storyboard artist e i pannelli che ha realizzato per il film sono bellissimi. Ognuno di essi è un’opera d’arte e tutti colpiscono per scala e dimensioni. Ciò di cui la gente non si rende subito conto è che Jen è particolarmente dotata e perspicace”.

A lei piace esplorare il lato meno prevedibile delle cose e ha un’estetica straordinaria, come è evidente dagli storyboard. Ogni immagine è chiaramente delineata nella sua mente e così lo è ogni ripresa. È stato un processo incredibile da osservare”, spiega il direttore della fotografia Kramer Morgenthau.
Ciò che è magnifico nel film è il connubio di tanti elementi diversi e l’unico modo per ottenere un quadro d’insieme organico è attraverso una voce potente come quella di Jen che, avendo un’idea molto precisa di ciò che vuole, ha creato storyboard per ogni singola inquadratura e ha tracciato un elenco dettagliato per ogni singola ripresa”, aggiunge Morgenthau. “Jen è concisa riguardo a ciò che vuole e molto prolifica nel linguaggio visivo, caratteristica che ha sviluppato nel mondo dell’animazione”.