Melanie C., al secolo Melanie Jayne Chisholm, è una delle popstar più famose al mondo, una vera icona di stile con una carriera lunga oltre due decenni partita col botto nel gruppo delle Spice Girl ed incensata nell’olimpo della musica pop prima come Sporty Spice e poi come performer solista. In questi anni la cantante di “Wanna Be” ha saputo percorrere strade artistiche inedite e parallele spaziando tra stili e generi differenti continuando a reinventarsi con vitalità inesauribile, scalando le chart mondiali e sfiorando la vetta dei 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e i 145 milioni con le Spice Girls. Dopo la sua ultima tournée réunion con le Spice, Melanie ha lanciato il suo nuovo album omonimo, l’ottavo nella sua carriera da solista, un progetto discografico multiforme e frizzante che riconosce implicitamente lo status di “girl power” con un energetico comeback alle sonorità elettro dance ed ‘R & B che coniuga le atmosfere da club ad una nuova intuizione emotiva che trasporta l’ascoltatore su tematiche intime e personali in cui la popstar si mette a nudo, mostrandosi senza filtri, parlando di crescita e accettazione di sè in un liberatorio omaggio alle sonorità elettroniche permeate di fascino, talento e tracimante sensualità. Recentemente Melanie ha inoltre lanciato il nuovo singolo ed il videoclip diretto da Graham Cruz di Into you” un inno travolgente e una celebrazione alla vita, prodotto da Billen Ted anninciando la sua prossima tournée mondiale con unica tappa in Italia, pandemia permettendo, il 26 Gennaio 2022 ai Magazzini Generali di Milano. Noi di Domanipress abbiamo avuto l’onore di ospitare Melanie C per parlare con lei, in questa emozionante Video Intervista Esclusiva nel salotto di Domanipress, del suo percorso umano oltre i riflettori e dell’accettazione di se stessi mettendo a nudo senza filtri la storia delle sue battaglie umane e professionali.
* È possibile guardare l’intervista esclusiva in lingua inglese sul canale youtube di Domanipress // The interview in English is available in video format on the Domanipress Channel and in the audio podcast at the bottom of the article.

Ciao Melanie, benvenuta in Italia e grazie per essere qui con noi nel salotto di Domanipress, è davvero un grande piacere poter parlare con te.

«Ciao Simone, grazie mille, è sempre bello chiacchierare con te, avrei preferito di gran lunga essere in Italia con voi e riabbracciare i miei fans, ma almeno grazie al digitale abbiamo la possibilità di parlare anche in videocall».

Iniziamo dal tuo ultimo singolo “Into you” una vera e propria rinascita che ti riporta alle atmosfere da dancefloor. Qual è stata la sua genesi?

«Beh, in realtà ho scritto questa canzone, per la versione deluxe del mio album omonimo intitolato “Melanie C” pubblicato il 2 ottobre, quindi in piena pandemia, dopo aver rilasciato i due singoli “Blame It On Me” e “Who I Am“. Sinceramente ero molto desiderosa di lavorare a un nuovo progetto e di non lasciarmi trasportare dal momento cupo che stavamo vivendo in quei giorni . Quando ci siamo ritrovati in studio con Billen Ted, uno dei grandi produttori con cui lavoro, ci siamo accorti che eravamo concordi nel voler guardare avanti, volevamo evadere dalla realtà per pensare a tempi migliori. Così abbiamo chiuso gli occhi e ci siamo trasferiti con la mente sulle calde spiagge di Ibiza. Abbiamo pensato di essere in compagnia dei nostri migliori amici, sulla pista da ballo in un club con un drink e tanta voglia di divertirci, ed è così che è nata la canzone, spontaneamente, davvero».

Il pezzo suona come un inno che invita a ripartire da se stessi

«Si, il testo di “Into you” riguarda l’amor proprio e l’essere soddisfatti di se stessi anche senza aver bisogno necessariamente di un partner che ti renda completo. Non si tratta di essere freddi e distaccati rispetto agli altri, ma sono convinta che per essere in grado di amare devi prima essere felice di vivere nella tua pelle. Nel testo canto: “Non ho bisogno che tu mi dica che sono bella / Lo faccio per me stessa, è meglio per la mia salute”».

A proposito di sentirsi bene nel videoclip ti mostri spensierata tra luci al neon e abiti di stile e colore diverso. Come scegli i tuoi outfit?

«Lavoro con uno stilista incredibile si chiama Granham Cruz, lavorare con lui è molto stimolante perché riesce a ricreare look individuali ed emozionanti. Abbiamo iniziato a collaborare per alcuni video; il primo che abbiamo girato è stato per il mio terzo singolo “In and out of love” e poi è stato il turno anche di “Fearless”. Quando ho deciso di lanciare “Into You” non ho avuto dubbi ed ho scelto nuovamente la sua consulenza. In realtà non avevo pensato che la bonus track sarebbe potuta diventare un singolo ma i fan l’hanno amata così tanto da farmi cambiare idea. Abbiamo pensato, le cose sono ancora piuttosto difficili, sai, il mondo è ancora in difficoltà e sofferenza quindi perché non cercare di dare conforto proponendo un altro singolo? Alla fine abbiamo deciso di lanciarne uno che portasse positività. Con Granham Cruz condividiamo la passione della moda che viviamo come un divertimento, una grande tela bianca su cui puoi dipingere; pensa che da quando sono stata recentemente in tour con le Spice Girls nel 2019 ho abbracciato di nuovo lo stile sportivo, mi sono ritrovata ad essere ancora Sporty Spice».

Oggi come definiresti il tuo look?

«Adesso mi sento libera e mi diverto a spaziare tra generi diversi; mi piace unire l’attitudine sportiva ad alcuni outfit di alta moda, è un matching che gioca con i contrasti e nel quale mi riconosco».

Questo è un momento particolarmente difficile in cui tutti noi ci siamo dovuti abituare a vivere una nuova normalità. Come hai organizzato le tue giornate lontano dal palco?

«All’inizio non è stato facile ma ho cercato di ricrearmi una routine. Penso che sia l’unico modo per farcela, sai, per non perdersi e farsi prendere dallo sconforto. Penso che siamo tutti delle creature abitudinarie non credi? Personalmente ho molti interessi quindi trovo sempre il modo per tenermi occupata. Ho dedicato le mie mattine a cercare di fare un po ‘di esercizio, ho sempre bisogno di muovermi per iniziare la giornata nel modo giusto. E poi i miei pomeriggi sono sempre legati al lavoro. Quindi, che si tratti di scrivere o realizzare interviste o creare qualcosa di nuovo, l’importante è non fermarsi mai. Questo provo a farlo dal lunedì al venerdì, e poi nei fine settimana, mi dedico a me stessa rilassandomi un po’ guardando la TV. Mi appassionano le serie su Netflix, inoltre sto cercando di intrattenere anche mia figlia perché è spesso annoiata. Soprattutto per i più piccoli non è facile essere rinchiusi in casa».

Cosa preferisci su Netflix? C’è una serie che ti ha interessato maggiormente?

«Ho appena finito di guardare la serie Queen’s Gambit (La regina degli scacchi NDR), che ho adorato. E penso che il motivo sia la sua meravigliosa ambientazione incentrata negli anni ’60. La moda, il trucco e persino l’arredamento e il design degli interni sono stati gli elementi che ho amato vedere».

Le date del tuo tour sono state riprogrammate a causa della pandemiae il 26 gennaio 2022 farai tappa anche in Italia. Quali sono i tuoi luoghi preferiti nel nostro paese che vorresti visitare?

«Ho passato così tanti momenti incredibili in Italia. Certo, il lavoro spesso mi porta in luoghi magnifici come Roma o Milano. Ma oltre a questo ho partecipato a così tanti Festivalbar che mi hanno fatto conoscere ed apprezzare anche le città più piccole. Quindi penso di aver conosciuto un bel po ‘dell’Italia. Ho trascorso le mie vacanze a Capri e sì, sono stata anche nella magnifica Napoli e in tanti altri posti. So che c’è ancora molto da esplorare ma sì, mi sento come se avessi un avuto un vero assaggio dell’Italia e mi piace ritornare non solo per lavorare ma anche per trascorre il mio tempo libero perché voi ragazzi italiani sapete come prendervi cura delle persone, del buon cibo, del buon vino e della buona compagnia. Quindi,appena posso, tornerò sicuramente».

Ti aspettiamo a braccia aperte Melanie…Facendo un passo indietro, la tua carriera da solista inizia nel ’99 con l’album “Northern Star”. Com’è stato ricominciare da zero, quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato? Oggi sei conosciuta dal pubblico come Melanie C e non solo come Sporty Spice.

«Penso di essere così fortunata ad aver avuto l’opportunità di lavorare come artista solista. Il mio periodo con le Spice Girls è stato fantastico. Siamo state la rivelazione musicale più incredibile degli anni ’90, è stata come una grande esplosione. Alla fine del ciclo però mi sono sentita pronta per esprimermi davvero come individuo. Ho avuto il privilgio di lavorare con molte professionisti incredibili: cantautori, produttori e molte persone che lavoravano con i miei idoli. Ho collaborato con Rick Nowels e William Orbits, e molti producer che avevano lavorato all’album “Ray of Light” di Madonna, che era uno dei miei album preferiti di tutti i tempi. Quindi poter lavorare con nomi di quel calibro creando qualcosa di nuovo è stato molto eccitante. E non l’ho goduto davvero fino in fondo, forse perché ero giovane, ma non avevo paura. Ero solo estremamente entusiasta e mi sono lasciata trasportare dagli eventi. Penso che adesso poter lavorare con le Spice Girls e poter sviluppare in parallelo una carriera da solista sia la scelta migliore perché amo entrambi i progetti allo stesso modo».

Qualche tempo fa c’è stata la reunion delle Spice Girls con il singolo “Headlines (Friendship Never Ends) e poi un tour mondiale. Come sono i tuoi rapporti oggi con le altre componenti del gruppo, è possibile essere amiche anche nel difficile mondo dello spettacolo?

«Il problema con le Spice Girls è che abbiamo vissuto insieme qualcosa di unico ed irripetibile e posso dire che siamo cresciute insieme. Quindi è quasi come se fossimo una vera famiglia. Sai, conosciamo molto bene i nostri genitori, nonni, fratelli e ovviamente, ora i nostri bambini. Come in tutte le grandi famiglie allargate abbiamo momenti in cui si è anche in disaccordo e possiamo litigare; alcune delle relazioni attraversano dei momenti difficili, ma quando c’è un legame forte non ti separi mai del tutto. Noi siamo così, Ci prendiamo cura l’una dell’altra così profondamente che è come un tipo di amore familiare e il risvolto della medaglia è che le incompatibilità e le divergenze di opinione sono inevitabili bisogna saperle gestire rientrando nell’ottica che la nostra unione è una risorsa preziosa, anche se a volte mettere d’accordo tutti può essere frustrante».

Uno dei tuoi singoli famosi si intitola “The next best superstar“. Quali sono le caratteristiche che ad una popstar internazionale non possono mancare?

«Oh, wow questa è una domanda molto interessante e ti ringrazio di averla proposta, perché ci sono così tante persone di talento nel mondo con grandi sogni e che sono anche appassionate e determinate. Tutti questi elementi sono importanti per avere successo, ma devi anche avere fortuna, e io credo profondamente nel destino. Ad esempio sento che con le Spice Girls, dovevamo incontrarci, stare insieme e creare quello che sono diventate. Quindi, penso che se hai un obiettivo da realizzare che desideri ardentemente, tutto ciò che puoi fare è lavorare sodo per realizzarlo e sperare che sia scritto nelle stelle che un giorno, avrai l’opportunità di fare ciò che ami».

Le Spice Girls negli anni ’90 sono state il simbolo di una ribalta tutta al femminile in un universo musicale dominato da protagonisti maschili. Cosa ne pensi della situazione attuale, possiamo ancora parlare di divario di genere nel mondo della musica di oggi oppure no?

«Sento che le cose stanno migliorando. Penso che ci siano stati sicuramente miglioramenti dagli anni ’90 ad oggi. Ma credo che ci sia ancora molta strada da fare. Abbiamo molte artiste incredibili che non riescono ad emergere. Se guardi un po’ dietro le quinte le etichette e l’editoria musicale e spesso anche l’ambiente in studio, noterai che è ancora dominato dagli uomini e ritengo che sia giusto offrire più opportunità alle donne. Siamo in una fase di cambiamento culturale e come ogni momento di transizione nella storia, ci vuole solo del tempo per ristabilire l’equilibrio».

Recentemente hai dichiarato di aver sofferto di disturbi alimentari e di depressione. La fama raggiunta in giovane età è stata la causa di questa sofferenza? Cos’è il successo per te oggi?

«Penso che avere successo quando si è molto giovani possa essere difficile da affrontare. Quando ho iniziato ad avere l’attenzione di tutto il mondo su di me come persona stavo ancora scoprendo chi ero ed ho scoperto con il tempo di essere piuttosto sensibile. La mia personalità è molto fragile e a volte penso di essere troppo vulnerabile. E questo aspetto può influenzarti abbastanza negativamente quando subisci un cambiamento di vita così enorme. Ho passato del tempo a provare rimpianti, perché soffrivo di un disturbo alimentare e ho sofferto di depressione nel corso degli anni. Ma ora mi sento in qualche modo grata alla vita. Ho passato ed elaborato quelle esperienze, ho imparato così tanto perché mi hanno reso quello che sono oggi, una donna molto più forte che apprezza il dono della vita. Sono anche più attrezzata per aiutare altre persone che potrebbero soffrire di queste patologie o aiutarle a evitarle. Quindi penso che sì, con un piccolo senno di poi e allontanandoti dal dolore, puoi vedere il valore in esso. Niente di tutto questo è stata una perdita di tempo».

Nel tuo album una tematica ricorrente è proprio quella dell’auto accettazione di se stessi. Che consiglio vorresti dare a chi soffre di depressione?

«Il mio consiglio è sempre quello di parlarne con qualcuno. Io per prima capisco che non è facile, ci sono passata, mi sono sentita spesso così imbarazzata e piena di vergogna, perché volevo che nessuno sapesse della mia sofferenza, la sentivo come se fosse una debolezza, pensavo: “ecco adesso tutti penseranno che sono una debole” e in quei momenti così delicati puoi sentirti come se fossi l’unica persona al mondo che si sente così. Ora ho capito che questo malessere è così comune a tanti altri che provano questi pensieri e questo dolore e che non è necessario affrontare l’ostacolo da soli. Spesso è difficile entrare in contatto con la tua famiglia, i tuoi cari e gli amici in quei momenti così instabili e difficili ma ora abbiamo Internet e così tante risorse ed enti di pubblica assistenza, non è necessario incontrare uno specialista di persona, ci può essere anche una chat ad aiutarti anche in modo professionale. Il mio dottore ed io organizziamo sedute di dialogo ogni settimana, e penso che sì, stiamo tutti imparando, ancora di più attraverso questa pandemia, a prenderci cura della nostra salute mentale che è importante quanto prendersi cura della nostra salute fisica».

La musica spesso può anche essere una terapia…Quali sono i tuoi gusti musicali, c’è oggi una popstar femminile che preferisci?

«La prima artista che mi viene in mente è sicuramente Billie Eilish. Sono una sua grande fan, la adoro. L’ho scoperta alcuni anni fa e poi sono andata a trovarla a Londra. Mi sono molto stupita nello scoprire che anche lei è una fan delle Spice Girls, nonostante sia così giovane. Voglio dire quando noi eravamo in cima alle classifiche lei non era nemmeno nata! Ho avuto occasione di incontrarla e le ho consegnato un premio l’anno scorso a febbraio ai Brits Awards, e ho avuto modo di passare del tempo con lei, penso solo che sia così incredibile. La sua musica è squisita e così unica come lei. Ha una comprensione ed una visione del mondo così matura, difende le cose in cui crede, non ha paura di usare la sua piattaforma per veicolare messaggi e ho tanto rispetto e stima per lei».

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Melanie C. quali sono le tue speranze e le tue paure?

«Caro Domanipress, spero che il futuro sia migliore rispetto ad oggi. Io ho avuto una carriera incredibile e ciò che mi manca di più è viaggiare, incontrare i miei fan, essere sul palco con i miei musicisti ed incontrare un pubblico là fuori che reclama il mio nome che spero di poter rivedere presto. A livello universale invece mi auguro che il mondo possa guarire e che finalmente possiamo tornare a goderci la vita, tutti insieme, al massimo, lo meritiamo».

Intervista Esclusiva a cura di Simone Intermite

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