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Incendi, l’Europa brucia anche nei parchi protetti: arrivano due strumenti online per prevedere dove correrà il fuoco

Oltre un milione di ettari bruciati in Europa nel 2025 e quasi quattro aree su dieci colpite all’interno di parchi e riserve protette. Ora la tecnologia prova a giocare d’anticipo: in occasione della Giornata Mondiale dell’Habitat del 5 ottobre, 3Bee e XNatura lanciano due nuovi strumenti online pensati per monitorare lo stato degli ecosistemi e capire in anticipo come potrebbe propagarsi un incendio. Si chiamano XN Atlas e FireSight e puntano a rendere accessibili a parchi, comuni, enti pubblici e gestori del territorio informazioni che fino a pochi anni fa richiedevano infrastrutture, sensori e analisi specialistiche.

XN Atlas, la “cartella clinica” dei parchi europei

XN Atlas funziona come una vera e propria cartella clinica digitale delle aree naturali protette, con particolare attenzione ai siti della rete europea Natura 2000. Attraverso un browser è possibile ottenere un quadro dello stato della biodiversità e delle principali pressioni che interessano il territorio: agricoltura, infrastrutture, cambiamento climatico, specie aliene e rischi naturali. La piattaforma integra inoltre analisi microclimatiche e scenari previsionali fino al 2050, valutazioni sul rischio di incendi e alluvioni e strumenti per digitalizzare i censimenti effettuati sul campo dagli operatori. L’obiettivo è offrire una fotografia continuamente aggiornabile della salute di un habitat senza la necessità, secondo quanto comunica 3Bee, di installare direttamente nuovi sensori o sottoscrivere servizi complessi.

FireSight prova a mostrare dove potrebbe arrivare un incendio nelle successive 24 ore

Ancora più immediato è il funzionamento di FireSight. Se le normali previsioni meteorologiche indicano dove potrebbe piovere, il nuovo strumento prova a stimare dove potrebbe propagarsi un incendio. Indicando un punto sulla mappa, FireSight elabora in pochi secondi una simulazione della possibile evoluzione del rogo nelle 24 ore successive, considerando variabili come vento, vegetazione e morfologia del terreno. Un’informazione che può diventare particolarmente utile per Protezione Civile, amministrazioni locali e gestori dei parchi, sia nelle attività di prevenzione sia nell’individuazione delle zone sulle quali concentrare uomini e risorse.

Nel 2025 oltre un milione di ettari in fumo in Europa

Il lancio arriva mentre gli incendi continuano a rappresentare una delle minacce più evidenti per gli ecosistemi europei. Secondo i dati diffusi da 3Bee, nel 2025 nell’Unione Europea è andato in fumo oltre un milione di ettari, una superficie paragonabile a quella dell’Abruzzo. Il dato più preoccupante riguarda però proprio le aree che dovrebbero essere maggiormente tutelate: quasi quattro ettari bruciati su dieci sarebbero stati localizzati all’interno di parchi e riserve protette europee. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto Natura 2000, la rete che comprende oltre 25.000 siti e interessa circa il 18% del territorio dell’Unione Europea, nata per proteggere habitat e specie di particolare valore naturalistico.

Anche l’Italia fa i conti con una stagione difficile

La situazione riguarda direttamente anche l’Italia. Nei dati riportati da 3Bee, al 22 luglio 2026 erano già bruciati circa 36.600 ettari, una superficie equivalente a oltre 50 mila campi da calcio e superiore di circa l’80% rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Incendi e temperature estreme diventano così due facce della stessa pressione sugli habitat. L’estate 2026, secondo i dati citati dall’azienda, ha registrato inoltre quattro successive ondate di calore in Europa, con forti differenze territoriali anche sul fronte della mortalità. In Italia sono stati osservati picchi locali, tra cui quelli segnalati a Torino, Novara, Palermo e Cagliari.

«Proteggere la biodiversità deve diventare la norma»

Per Niccolò Calandri, CEO di 3Bee e XNatura, l’accesso ai dati può diventare uno degli strumenti decisivi nella difesa degli habitat. «Un habitat sano è la prima, insostituibile forma di tutela della natura: senza una casa adeguata, nessuna specie può sopravvivere», spiega Calandri, sottolineando come l’obiettivo sia mettere strumenti scientifici avanzati «nelle mani di chi ogni giorno si prende cura della natura». L’idea è trasformare il monitoraggio ambientale da attività specialistica a strumento utilizzabile anche da chi amministra quotidianamente il territorio.

Dalle mappe digitali alle oasi della biodiversità

La strategia di 3Bee non si ferma però alla simulazione digitale. Lo scorso 19 settembre l’azienda ha aperto al pubblico l’Oasi della Biodiversità di Pavia, realizzata insieme a Fondazione LGH, permettendo a circa cento persone di conoscere da vicino un ecosistema sottoposto a interventi di rigenerazione e monitoraggio. Secondo le rilevazioni di XNatura, nell’area l’indice di biodiversità MSA sarebbe passato da 39,7 a 64,6, anche grazie alla presenza di 4.063 piante appartenenti a 17 specie autoctone. I sensori bioacustici utilizzati nell’Oasi sarebbero inoltre in grado di riconoscere oltre 160 specie di uccelli. Il messaggio scelto per la Giornata Mondiale dell’Habitat parte così da un’idea semplice: il concetto di “casa” non riguarda soltanto l’uomo. Anche piante e animali hanno bisogno di habitat capaci di resistere a incendi, pressione antropica e cambiamento climatico. E oggi, sempre più spesso, la loro difesa comincia da una mappa e da un algoritmo capace di vedere il rischio prima che diventi emergenza.