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Hermès mette una zip sull’idea di lusso: nel 2027 essere sensuali significa poter cambiare un vestito con un gesto

Per decenni abbiamo associato il lusso alla complicazione: materiali preziosi, lavorazioni invisibili, abiti che sembrano chiedere a chi li indossa di adattarsi a loro. Hermès prova a capovolgere il rapporto. Nella Primavera/Estate 2027 presentata alla Paris Fashion Week, Nadège Vanhée prende uno degli oggetti meno poetici del guardaroba — una semplice cerniera — e lo trasforma nel dispositivo intorno al quale costruire libertà, sensualità e movimento.

Una zip, e il vestito cambia

Una gonna può aprirsi e modificare il drappeggio. I pantaloni hanno cerniere laterali che liberano le gambe. Gli spacchi diventano regolabili, mentre cinture e cordoncini permettono di intervenire sui volumi. Chi indossa il vestito decide quanto mostrare, quanto coprire e persino quale forma dare al capo.

È un’idea apparentemente semplice, ma racconta bene dove potrebbe andare una parte della moda dopo anni di vestiti pensati soprattutto per essere riconoscibili in fotografia.

Qui il capo non deve soltanto essere guardato. Deve fare qualcosa.

La sensualità non ha bisogno di essere esplicita

La pelle resta inevitabilmente protagonista, ma viene alleggerita, tagliata in strisce, traforata e applicata su reti quasi impalpabili. Accanto compaiono maglie aperte, tessuti trasparenti, gonne con profondi spacchi e abiti nei quali il corpo emerge senza che la collezione abbia bisogno di trasformarlo in una continua esibizione.

Ed è forse qui che Hermès intercetta qualcosa di più interessante della tendenza della stagione.

Negli ultimi anni la moda ha riscoperto una sensualità spesso molto diretta: trasparenze estreme, lingerie esposta, naked dress, corpi continuamente mostrati. Hermès percorre una strada diversa. La seduzione nasce dalla possibilità di aprire e chiudere, mostrare e nascondere.

Non è il vestito a decidere quanto corpo dobbiamo vedere.

È la donna che lo indossa.

Il nuovo lusso potrebbe essere poter scegliere

È una parola poco glamour, funzionalità, eppure potrebbe diventare una delle più importanti nel futuro del lusso.

Spendere molto per qualcosa che può essere utilizzato in un solo modo comincia infatti a sembrare una contraddizione. Se un capo è davvero straordinario, perché non dovrebbe accompagnare momenti diversi della giornata, cambiare insieme al corpo e permettere a chi lo possiede di reinterpretarlo?

Hermès sembra suggerire proprio questo: il valore non sta necessariamente nell’avere più vestiti, ma nell’avere un vestito capace di diventare più cose.

La zip, allora, smette di essere un dettaglio tecnico e diventa quasi una dichiarazione.

Anche la pelle vuole diventare leggera

Il contrasto è particolarmente interessante perché arriva da una maison che ha costruito una parte enorme della propria identità sulla pelle e sulla permanenza degli oggetti.

Nella collezione di Vanhée, però, persino quel materiale sembra voler perdere peso. Cappotti e giacche vengono lavorati per cadere con leggerezza, mentre sottilissime strisce di pelle vengono ricamate su basi trasparenti. Anche le borse riprendono lavorazioni aperte, quasi a reticolo.

La palette attraversa marroni e neri per accendersi improvvisamente di arancio e giallo girasole, mentre la passerella completamente bianca allestita alla Garde Républicaine amplifica ulteriormente l’impressione di aria e movimento.

Non è minimalismo nel senso tradizionale del termine. È piuttosto una ricerca di sottrazione: togliere peso senza togliere valore.

Dopo il quiet luxury, qualcosa sta cambiando

La moda arriva a questa stagione dopo anni nei quali l’espressione quiet luxury è stata utilizzata praticamente per tutto: cappotti beige, borse senza logo, maglieria costosa, guardaroba apparentemente anonimi che comunicavano ricchezza proprio attraverso l’assenza di ostentazione.

Ma anche quella formula, ripetuta all’infinito, rischia di trasformarsi in uniforme.

Intanto il mercato globale del lusso attraversa una fase più difficile e persino Hermès, uno dei gruppi più resistenti del settore, si confronta con un contesto meno semplice rispetto agli anni dell’espansione ininterrotta.

E allora la domanda torna inevitabilmente al prodotto: perché qualcosa dovrebbe essere considerato davvero lussuoso?

Non basta più che costi molto. Non basta nemmeno che sia discreto.

Deve probabilmente offrire qualcosa che il fast fashion fatica a riprodurre: materiali, costruzione, durata, ma soprattutto un rapporto diverso con chi lo indossa.

Il vestito smette di comandare il corpo

Ed è forse questo il dettaglio più contemporaneo della collezione.

Per molto tempo la moda ha chiesto alle persone di adattarsi ai vestiti: dimagrire per entrarci, sopportare scarpe scomode, evitare determinati movimenti, accettare che l’eleganza comportasse una certa dose di sacrificio.

Hermès immagina invece capi che si modificano intorno alla persona.

Apri una zip. Allenti una cintura. Libera una gamba. Cambia la silhouette.

Il lusso non consiste più soltanto nell’essere guardati. Consiste nel sentirsi liberi dentro ciò che si indossa.

E forse è proprio questa l’idea più sofisticata uscita dalla passerella: nel 2027 il vestito più prezioso potrebbe non essere quello che impone come dobbiamo apparire, ma quello che ci lascia decidere chi vogliamo essere ogni volta che lo indossiamo.