Il titolo, riletto oggi, sembra quasi impossibile: “Quando ti rivedrò”. Gino Paoli l’aveva scritta pensando a Ornella Vanoni, immaginando ancora una volta le loro due voci insieme. Doveva essere un nuovo duetto, un altro capitolo di una storia artistica e personale durata più di sessant’anni. Ma quell’incontro in studio non è mai avvenuto. Ornella se n’è andata prima che potessero registrarlo e, pochi mesi dopo, è morto anche Gino Paoli.
Così quella che avrebbe dovuto essere semplicemente una nuova canzone insieme è diventata qualcosa di completamente diverso: l’ultimo appuntamento musicale tra due persone che per una vita intera si sono incontrate, amate, allontanate e ritrovate.
“Quando ti rivedrò”, la canzone pensata per Ornella
Il brano è arrivato il 23 settembre, in una data che sembra scritta per questa storia. Ornella Vanoni e Gino Paoli erano nati a meno di ventiquattr’ore di distanza, nel settembre del 1934. Paoli aveva scritto il testo pensando proprio a lei, mentre la musica porta la firma di Adriano Pennino, che ha anche prodotto il brano. Il progetto originario prevedeva che i due tornassero a cantare insieme, ma la morte di Ornella ha reso impossibile completarlo come era stato immaginato. A quel punto è stata presa una decisione particolarmente significativa: nessun’altra cantante avrebbe sostituito Ornella Vanoni. Lo spazio destinato alla sua voce è stato affidato alla tromba di Paolo Fresu. Non una sostituzione, quindi, ma quasi un’assenza trasformata in suono.
Ridurre Gino Paoli e Ornella Vanoni alla loro relazione sentimentale significherebbe del resto raccontarne soltanto una parte. Tra loro c’è stato l’amore, ma soprattutto un dialogo artistico sopravvissuto al tempo, alle separazioni e alle vite costruite lontano l’uno dall’altra. Paoli scrisse per lei “Senza fine”, una delle canzoni destinate a segnare per sempre la carriera della Vanoni. Negli anni il rapporto cambiò forma senza scomparire: l’amore diventò amicizia, complicità, memoria condivisa. E la musica rimase il luogo nel quale quelle due vite riuscivano sempre a incontrarsi. Per questo “Quando ti rivedrò” possiede oggi un significato che probabilmente nessuno avrebbe potuto immaginare quando venne concepita: doveva raccontare un nuovo incontro ed è diventata la testimonianza di un incontro che non è stato possibile realizzare.
Quando Gino Paoli si raccontò nel Salotto di Domanipress
C’era una cosa che colpiva ascoltando Gino Paoli: nonostante una carriera entrata da decenni nella storia della canzone italiana, continuava a parlare della musica non come di un monumento costruito alle proprie spalle, ma come di una necessità ancora presente. Paoli è stato anche ospite del Salotto di Domanipress, diretto da Simone Intermite, dove aveva raccontato il suo rapporto con la musica, con il pubblico e con il palco. Alla domanda «Un grande traguardo, eppure non ha mai perso la voglia di sperimentare nuove scelte artistiche… cos’è oggi la musica per Gino Paoli?», aveva risposto: «Per me la musica è sempre stata un’esigenza: quando ho cominciato non pensavo di scrivere la storia della musica, le mie canzoni nascono dalla necessità di esprimere qualcosa. Era così allora ed è così ancora oggi. E lo stesso vale per i concerti: il palco, l’emozione del pubblico, per me sono una necessità. E non ho intenzione di smettere.»
Parole che oggi assumono inevitabilmente un significato diverso. Paoli non parlava della musica come di qualcosa che aveva fatto, ma come di qualcosa di cui aveva ancora bisogno. Ed è forse anche per questo che continuava a immaginare nuove canzoni e persino un altro incontro musicale con Ornella. Qui l’intervista completa a Gino Paoli nel Salotto di Domanipress.
Al posto della voce di Ornella resta una tromba
La scelta di Paolo Fresu rende il finale ancora più evocativo. Il trombettista era legato artisticamente ai due e in “Quando ti rivedrò” il suo strumento occupa proprio lo spazio che sarebbe dovuto appartenere alla voce della Vanoni. È un dettaglio che cambia l’ascolto: mentre Paoli canta, chi conosce la storia del brano sa che quella seconda voce avrebbe dovuto esserci. Quando arriva la tromba non sembra semplicemente iniziare un assolo, ma entrare qualcuno che non può più entrare.
Forse è proprio il titolo a rendere tutto ancora più potente. “Quando ti rivedrò” contiene una domanda che attraversa involontariamente l’intera storia di Paoli e Vanoni. Perché loro, in fondo, hanno passato una vita a ritrovarsi: prima l’amore, poi le separazioni, le canzoni, l’amicizia, gli incontri pubblici, i ricordi e infine l’idea di tornare ancora una volta davanti a un microfono insieme. Non ne hanno avuto il tempo. È rimasta però una canzone, e forse non poteva avere titolo più adatto: l’ultimo duetto immaginato da Gino Paoli e Ornella Vanoni non è mai stato registrato, ma il vuoto lasciato dalla voce che manca finisce per diventare parte stessa della musica.




