Anna Castiglia mette “La paura in tasca”: il nuovo album trasforma le fragilità in una bussola

E se la paura, invece di essere qualcosa da combattere, fosse proprio ciò che ci indica dove andare? Anna Castiglia parte da questa domanda per costruire il suo secondo album, “La paura in tasca”, in uscita venerdì 25 settembre per Numero Uno / Sony Music Italy. Undici brani nei quali fragilità, aspettative, bisogno di indipendenza e ossessione contemporanea per l’approvazione diventano materiale pop, ironico e profondamente personale.

Dopo le anticipazioni “Miró” e “Niente di me”, la cantautrice siciliana torna a due anni dal debutto discografico con un progetto che prova a ribaltare uno dei mantra più diffusi del nostro tempo: quello secondo cui bisognerebbe mostrarsi sempre forti, sicuri e invulnerabili.

Per Anna Castiglia la paura non va necessariamente cancellata. Può essere portata con sé, quasi fosse un portafortuna: qualcosa che accompagna la crescita e che, proprio perché mette davanti ai propri limiti, può diventare una spinta per superarli.

Dentro “La paura in tasca” ci sono anche Lundini e Selton

Il nuovo disco attraversa territori molto diversi. Si parla del giudizio estetico, della difficoltà di diventare adulti e indipendenti, della ricerca di un’identità, delle aspettative degli altri e del desiderio di essere riconosciuti in un mondo sempre più ossessionato dalla visibilità.

Anche musicalmente Castiglia evita di chiudersi dentro un unico linguaggio. Nel disco compaiono infatti alcuni ospiti utilizzati più come cameo che come tradizionali featuring. I Selton portano la loro ironia e le influenze latine e brasiliane, mentre Ramiro Levy partecipa anche alla produzione di una parte dell’album. A sorpresa arriva poi Valerio Lundini, con un’incursione perfettamente coerente con il tono trasversale del progetto. Nel brano “Scema” entrano invece le voci di Canta fino a dieci, il collettivo di cantautrici di cui fa parte la stessa Castiglia.

Gli undici brani del disco sono “Insisto perchè esisto”, “Niente di me”, “Alito Sonoro”, “Se ti guardo come gli altri”, “È tanto che non dico ti amo”, “Ho finito i pezzi latin”, “La nuova stagione”, “Scema”, “Miró”, “Coppia che abbaia” e la title track “La paura in tasca”.

Anche l’immagine del disco racconta come nasce una paura

Particolarmente curato anche l’universo visivo dell’album, sviluppato da Anna Castiglia insieme a Filippo Rossi di Galattico. Carta, cartone, abiti materici e soprattutto ombre cinesi costruiscono un’estetica che riprende direttamente il concetto alla base del disco.

Come nel teatro delle ombre, infatti, qualcosa di piccolo può trasformarsi in una figura enorme quando viene proiettato su una superficie. È la stessa dinamica con cui spesso funzionano le paure: partono da un dettaglio apparentemente innocuo e finiscono per occupare uno spazio gigantesco nella nostra testa.

Da novembre “La paura in tasca” arriva nei club

Dopo l’uscita dell’album arriverà anche “La paura in tasca Tour 2026”, prodotto e organizzato da OTR Live. La partenza è fissata per il 5 novembre all’Hiroshima Mon Amour di Torino, seguita da Firenze, Roma, Bologna e dalla doppia data milanese alla Santeria Toscana 31 del 25 e 26 novembre. Il tour proseguirà poi tra Napoli, Lecce, Molfetta, Palermo, Roncade e si concluderà il 29 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania.

Il palco resta d’altronde uno degli elementi centrali della storia artistica di Anna Castiglia. Siciliana di nascita e milanese d’adozione, negli ultimi anni ha aperto concerti di Max Gazzè e Carmen Consoli, si è esibita al Circo Massimo in apertura a Fabi Silvestri Gazzè e ha partecipato più volte al Concertone del Primo Maggio.

Nel 2024 ha vinto Musicultura con “Ghali”, mentre nel luglio 2025 è arrivato uno dei riconoscimenti più importanti della sua giovane carriera: la Targa Tenco come Migliore Album Opera Prima per il debutto “MI PIACE”.

Adesso il secondo capitolo. E questa volta Anna Castiglia sembra suggerire che crescere non significhi smettere di avere paura, ma imparare a capire cosa quella paura sta cercando di dirci.

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