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Levante racconta perché l’amore fallisce: «L’analisi mi ha aiutata a capire i miei inciampi». E oggi esce il nuovo album

L’amore non finisce sempre perché smettiamo di amare. A volte finisce perché continuiamo a ripetere gli stessi errori, senza riuscire a riconoscerli. È da questa consapevolezza che prende forma il nuovo capitolo musicale di Levante, che oggi, 9 ottobre 2026, pubblica Dell’amore il fallimento e altri passi di danza, un progetto che già nel titolo contiene una contraddizione profondamente umana: quella tra il desiderio di costruire qualcosa che duri e la possibilità, sempre presente, di vederlo andare in pezzi.

La cantautrice siciliana ha raccontato quanto il percorso di analisi personale l’abbia aiutata a riconoscere i propri inciampi, a osservare con maggiore lucidità le dinamiche sentimentali e a interrogarsi su ciò che accade quando una relazione non funziona. Non è soltanto il punto di partenza di un nuovo disco, ma una riflessione che riguarda un’intera generazione abituata a parlare di sentimenti con un vocabolario sempre più psicologico: responsabilità affettiva, dipendenza emotiva, consapevolezza, confini personali. Parole entrate nella conversazione quotidiana, che però non rendono necessariamente più semplice amare qualcuno.

Levante e la domanda che attraversa tutto il nuovo disco: perché l’amore fallisce?

Per Levante, il punto di partenza non è più soltanto raccontare la fine di una relazione, ma comprendere perché certi amori sembrino destinati a interrompersi sempre nello stesso modo. La cantautrice ha spiegato di aver cercato risposte anche attraverso un percorso di analisi personale, arrivando a interrogarsi sulle esperienze dell’infanzia e sul rapporto con il padre, scomparso quando lei aveva nove anni. È una ricerca che confluisce soprattutto in “Abissale”, la canzone conclusiva del disco, nella quale il confronto con il passato diventa un tentativo di comprendere il presente.

Il risultato è un album di 15 canzoni, accompagnate da un intervento speciale della figlia Alma, che alterna leggerezza e introspezione. Brani come “Sorry Boy”, “Arcani” e “Allegria” convivono con episodi più dolorosi come “Castigo”, dedicato alle dinamiche di un amore tossico. La produzione, affidata ad Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, accompagna un linguaggio musicale che conserva la riconoscibilità di Levante senza rinunciare a nuove sfumature.

Il fallimento non è necessariamente una sconfitta

La parola più importante del nuovo lavoro è probabilmente proprio “fallimento”. In un’epoca nella quale tutto deve apparire riuscito, dalle carriere alle relazioni sentimentali, Levante sceglie di mettere al centro ciò che non ha funzionato. Non per celebrare il dolore, ma per riconoscere che anche una storia finita può insegnare qualcosa. Fallire significa anche aver tentato, essersi esposti, aver accettato il rischio di costruire un legame con un’altra persona. È questa una delle idee che attraversano il progetto.

Il titolo aggiunge però un’immagine apparentemente lontana: la danza. I passi evocano gli incontri, gli avvicinamenti, gli errori di coordinazione e i movimenti necessari per ritrovare un equilibrio. Non tutte le coreografie riescono e non tutte le persone continuano a ballare insieme. Eppure la vita prosegue, spesso costringendoci a imparare movimenti nuovi.

È una metafora efficace anche per raccontare il percorso artistico di Claudia Lagona, questo il vero nome della cantautrice, che negli anni ha attraversato il successo, la maternità, i cambiamenti personali e una progressiva trasformazione della propria scrittura. Rispetto alla rapidità degli inizi, oggi rivendica un processo creativo più lento e attento, nel quale ogni parola viene scelta e ripensata. Il nuovo album arriva infatti a tre anni da Opera Futura.

Dalla bambina di ieri alla donna di oggi

Uno degli aspetti più intensi del disco è il rapporto tra memoria familiare e vita sentimentale. Levante ha raccontato di aver riconosciuto alcuni meccanismi emotivi soltanto tornando a osservare la bambina che era stata, segnata dalla perdita del padre. Non si tratta di stabilire che ogni difficoltà sentimentale abbia una spiegazione unica, ma di comprendere quanto le esperienze precoci possano influenzare il modo in cui impariamo a dare e ricevere affetto.

In “Abissale”, questo percorso assume una dimensione musicale e narrativa particolarmente personale. È il punto di arrivo di un’indagine durata anni, che l’artista ha descritto più come un processo di consapevolezza che come una guarigione definitiva. Una distinzione importante, perché suggerisce che comprendere le proprie fragilità non significhi necessariamente cancellarle.

Il ritorno di Levante, tra nuova musica e concerti

L’uscita di “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”, il 9 ottobre per Warner Music, coincide con l’inizio di una serie di incontri con il pubblico. La prima tappa è prevista proprio oggi a Milano, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, alle 18. Seguiranno Torino, Roma, Napoli e altre città italiane. Sono inoltre annunciati due appuntamenti dal vivo alla Santeria Toscana di Milano, il 17 e il 22 novembre.

Resta infine la domanda più interessante: perché continuiamo a ripetere gli stessi errori in amore, anche quando sappiamo riconoscerli? Levante non pretende di offrire una risposta universale. Attraverso le sue canzoni racconta piuttosto la fatica di cercarne una personale.

E forse è proprio questa la forza del nuovo disco: non racconta soltanto come finisce un amore, ma quanto sia difficile imparare ad amare senza avere paura di perderlo.