“Leaving Neverland” Michael Jackson e le accuse di molestie sessuali nel docufilm di Dan Reed

Il 25 gennaio al Sundance Film Festival verrà proiettato “Leaving Neverland” lo scioccante documentario di Dan Reed circa i presunti abusi sessuali compiuti dal Re del Pop, Michael Jackson, ai danni di due ragazzini. Secondo la sinossi ufficiale del film, il cantante all’apice della sua carriera, avrebbe intrattenuto rapporti di lunga data con due ragazzini di 7 e 10 anni.

Oggi Wade Robson e James Safechuck hanno trent’anni ed entrambi sostengono di essere stati vittime di molestie sessuali e di continuare a pagarne le conseguenze. Il documentario della durata complessiva di 233 minuti verrà suddiviso in due parti e trasmesso in primavera da HBO e Channel4. “Come una delle icone più famose al mondo, Michael Jackson rappresenta molte cose per molte persone: una popstar, un uomo, un idolo amato. Quando emersero le prime accuse di abusi sessuali nel 1993 molti trovarono difficile credere che il Re del Pop potesse essere colpevole di tali atti indicibili. Come storie separate e parallele che si ripetono a vicenda, i due ragazzi sono diventati amici di Jackson, il quale li ha invitati nel suo singolare e meraviglioso mondo. Sedotti dall’esistenza da fiaba del cantante e affascinati dal loro rapporto con lui, le famiglie di entrambi i ragazzi rimasero cieche alla manipolazione e agli abusi a cui i figli sono stati sottoposti. Attraverso interviste strazianti con gli uomini ormai adulti e con le loro famiglie, Leaving Neverland – continua il regista- crea un ritratto di sfruttamento e inganno, documentando come il potere della fama abbia permesso ad una figura venerata di infiltrarsi nelle vite dei bambini e dei loro genitori.”

Non si è fatta attendere la risposta della famiglia Jackson, che ha letteralmente giudicato il film di Reed come “una lurida produzione che cerca in modo oltraggioso e patetico di sfruttare Michael Jackson e trarre profitto col suo nome. Questo cosiddetto documentario è solo un rifacimento di accuse datate e screditate”. La famiglia della popstar ha inoltre ricordato come le presunte vittime del film, nella realtà testimoniarono entrambe sotto giuramento che Michael Jackson non fece mai nulla di inappropriato nei loro confronti, e che tutte le cause di risarcimento di milioni e milioni di dollari intentate negli anni successivi da Robson e Safechuck furono sempre respinte.

Il titolo del film, “Leaving Neverland”, fa riferimento alla residenza dell’artista in California, trasformata in un parco a tema per ricevere gli invitati e i bambini malati. Il cantante visse nel ranch dal 1988 al 2003, anno in cui le forze dell’ordine perquisirono la proprietà in cerca di prove che confermassero le accuse di molestie sessuali. Nel 2005 la star venne dichiarata completamente innocente dal tribunale per tutti i quattordici capi d’accusa.

Nel decennale della sua morte avvenuta il 25 giugno 2009 a causa di una dose eccessiva di Propofol, Michael Jackson merita oggi di essere ricordato più per quello che ha fatto piuttosto che per quanto è stato assolto. Riconosciuto dal Guinnes World Record come maggior filantropo dello showbiz, con i suoi quattrocento milioni di dollari donati in beneficenza, il cantante di Thriller, l’album più venduto nella storia della musica, rimane con le sue indimenticabili giacche di pelle l’icona più “Bad” di sempre.

Valentina Corasaniti