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Gravity Circus, la meraviglia torna contemporanea: “Connection” porta acqua, moto volanti e acrobati da tutto il mondo

Una pista sommersa dall’acqua, cascate che diventano scenografia, corpi sospesi nel vuoto e motociclette che attraversano il tendone in volo. Se il circo contemporaneo sta cercando una nuova immagine di sé, Gravity Circus sembra averla trovata in “Connection – Extreme Live Experience”, la nuova produzione internazionale in scena a Monza fino all’11 ottobre 2026, prima di proseguire verso Alessandria, Brescia, Bologna e Imola.

 

Dimenticate per un momento la nostalgia del tendone tradizionale. Qui il linguaggio è quello del grande live show: acrobazia, danza, freestyle motocross, giocoleria, musica eseguita dal vivo, acqua, luci ed effetti speciali si sovrappongono in una macchina scenica costruita per stupire, ma anche per raccontare qualcosa.

Perché dietro ai salti e alle evoluzioni di Connection esiste una storia precisa: quella dell’incontro tra persone diverse.

Dal 2 all’11 ottobre, nel parcheggio dell’area Stucchi di viale Sicilia a Monza, Gravity Circus propone tredici rappresentazioni di uno spettacolo che trasforma l’esperienza stessa della vita circense — fatta di artisti provenienti da nazioni, culture, lingue e tradizioni differenti — in una metafora contemporanea del viaggio.

Connection: quando il circo diventa un racconto sull’incontro

Il titolo non è casuale. Connection significa connessione, ma soprattutto incontro.

Il mondo del circo è da sempre una piccola società itinerante nella quale persone che arrivano da Paesi lontanissimi lavorano, viaggiano e vivono fianco a fianco. La nuova produzione parte proprio da questa condizione per costruire uno spettacolo dedicato alla possibilità di conoscersi, mescolarsi e costruire ponti invece di muri.

«Perché il viaggio più bello è quello che non lascia indietro nessuno», è la frase scelta dalla produzione per sintetizzarne lo spirito.

Un messaggio che, fortunatamente, non viene trasformato in una lezione. A parlare sono soprattutto i corpi. Quelli che volano, si piegano, trovano un equilibrio impossibile, precipitano per qualche secondo verso il suolo prima di risalire. La diversità delle provenienze diventa così diversità dei linguaggi: ciascun artista porta in pista una disciplina differente e, pezzo dopo pezzo, entra in relazione con gli altri.

Il circo come luogo dell’impossibile, quindi, ma anche come esperimento di convivenza.

Una pista completamente immersa nell’acqua

L’immagine più spettacolare di Connection è probabilmente quella che appare appena lo show entra nel vivo: la pista tradizionale scompare e lascia spazio a un palcoscenico immerso nell’acqua.

Cascate, vortici e giochi acquatici attraversano la scena e interagiscono direttamente con gli artisti. Il corpo di ballo entra tra le cascate; gli acrobati lavorano sopra e dentro la scenografia; le luci rimbalzano sulla superficie liquida trasformando continuamente la percezione dello spazio.

Non è soltanto decorazione.

L’acqua diventa una vera componente drammaturgica dello spettacolo, soprattutto nelle cinghie aeree, dove il corpo degli artisti viene sospeso sopra la pista, e nelle sequenze sui grandi tessuti aerei, che sfruttano tutta l’altezza del tendone.

È forse qui che Gravity Circus riesce maggiormente ad allontanarsi dall’estetica tradizionale del circo e ad avvicinarsi alle produzioni internazionali che mescolano performance, moda, concerto e teatro visuale.

Le motociclette volano davvero

Poi arrivano i motori.

La componente più estrema di Connection è affidata a Ema Angius e Pao Bergamini, protagonisti delle evoluzioni di freestyle motocross.

Le moto prendono velocità, salgono sulle rampe e letteralmente volano all’interno del tendone, mentre i piloti eseguono figure ed esercizi in aria prima dell’atterraggio.

È uno dei momenti in cui lo spettacolo abbandona definitivamente qualsiasi idea rassicurante di circo per entrare nel territorio dell’adrenalina pura.

Non è però l’unica sfida alla gravità.

Dal Sud America alla roue Cyr

La dimensione internazionale della produzione emerge soprattutto osservando il cast.

Due troupe di acrobati saltatori provenienti dal Sud America portano in scena numeri collettivi ad alto impatto visivo. Tra loro ci sono i Brazil Star, protagonisti delle evoluzioni alle bascule e alle altalene acrobatiche: corpi proiettati nell’aria che sembrano cancellare per qualche secondo il concetto stesso di peso.

La Family Dem unisce invece giocoleria e acrobatica di gruppo, lavorando sul sincronismo e sull’interazione tra più performer.

Poi c’è Artsiom Haurylik, impegnato nella roue Cyr, il grande cerchio metallico nel quale l’artista entra quasi a fondersi con la struttura. Il corpo ruota insieme alla ruota, cambia asse, perde apparentemente l’equilibrio per poi ritrovarlo un istante prima della caduta.

È una disciplina che vive proprio di questa ambiguità: non si capisce più se sia il performer a controllare il cerchio o se sia il cerchio a trascinare il performer.

Hassan Gorila e il corpo che sembra non avere più regole

Tra i numeri più sorprendenti compare anche Hassan Gorila, dislocatore proveniente dalla Tanzania, già conosciuto nel circuito internazionale e sui social per una capacità fisica difficilmente dimenticabile.

Le sue performance lavorano sull’estrema mobilità articolare e sul contorsionismo, portando il corpo in posizioni che sembrano contraddire la sua stessa anatomia.

È uno di quei numeri davanti ai quali il pubblico oscilla inevitabilmente tra fascinazione e incredulità.

Sul fronte opposto, dove tutto dipende invece dal controllo assoluto del corpo, arriva Erik Triulzi.

Il verticalista costruisce progressivamente una piramide di sedie, sale fino alla sommità e da lì esegue la propria performance in equilibrio. Più aumenta l’altezza, più ogni movimento apparentemente piccolo diventa enorme.

Il violino elettrico incontra la batteria

In Connection anche la musica cerca di uscire dal semplice ruolo di accompagnamento.

Parte della colonna sonora viene infatti eseguita dal vivo, con Davide Tadè al violino elettrico e Tony Cavina alla batteria acustica.

Una scelta che modifica inevitabilmente il ritmo dello spettacolo. Le evoluzioni non vengono semplicemente montate sopra una base registrata: in diversi momenti musica e movimento sembrano inseguirsi, facendo avvicinare Connection al linguaggio di un concerto.

Il corpo di ballo, coordinato dalle coreografie di Federica Nappi, collega i diversi mondi dello show e utilizza anche la pista acquatica e le cascate come elementi coreografici.

A raccordare i quadri interviene invece Mister David, responsabile della regia e degli intermezzi comici, mentre la direzione artistica dell’intera produzione è affidata a Larry Rossante.

Il management esclusivo è curato da Lenny Alvarez.

Un nuovo modo di immaginare il circo

La cosa forse più interessante di Gravity Circus è proprio questa: non cerca di cancellare il circo del passato, ma di spostarlo nel presente.

Rimangono il rischio, la meraviglia, il virtuosismo, l’attesa prima dell’esercizio impossibile. Cambia tutto ciò che sta intorno.

La pista diventa acqua. Il violino diventa elettrico. Le moto volano sopra il pubblico. Il verticalismo incontra la danza. Gli artisti arrivano da continenti differenti.

E persino l’idea di viaggio, storicamente inevitabile nella vita circense, smette di essere soltanto uno spostamento geografico e diventa il tema dello spettacolo.

Connection parla di persone costrette — o fortunate — a incontrarsi.

E in un momento storico nel quale il concetto di diversità viene continuamente trasformato in terreno di scontro, un tendone popolato da lingue, culture e nazionalità differenti sceglie una tesi sorprendentemente semplice: convivere non significa diventare uguali.

Significa riuscire a costruire qualcosa insieme.

Gravity Circus a Monza fino all’11 ottobre

Il tendone di Gravity Circus è allestito nel parcheggio dell’area Stucchi, in viale Sicilia a Monza.

La produzione ha debuttato venerdì 2 ottobre 2026 e resterà in città fino a domenica 11 ottobre, per un totale di tredici rappresentazioni.

Il calendario prevede:

Lunedì 5 ottobre: ore 17.30
Martedì 6 ottobre: riposo
Mercoledì 7 ottobre: riposo
Giovedì 8 ottobre: ore 17.30
Venerdì 9 ottobre: ore 17.30 e 21.00
Sabato 10 ottobre: ore 17.30 e 21.00
Domenica 11 ottobre: ore 15.30

Le prevendite sono disponibili attraverso TicketOne e TicketSms.

Dopo Monza, il tour continua: tutte le nuove date

Conclusa la permanenza brianzola, Connection tornerà in viaggio attraversando alcune delle principali città del Nord Italia.

La prima nuova destinazione sarà Alessandria, dove Gravity Circus sarà presente dal 27 novembre al 6 dicembre 2026.

Poi arriverà una lunga tappa natalizia a Brescia, dal 18 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027.

Con il nuovo anno il tendone si sposterà quindi a Bologna, dove gli spettacoli sono previsti dal 15 al 31 gennaio 2027, prima di arrivare a Imola dal 5 al 14 febbraio 2027.

MONZA — fino all’11 ottobre 2026
ALESSANDRIA — dal 27 novembre al 6 dicembre 2026
BRESCIA — dal 18 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027
BOLOGNA — dal 15 al 31 gennaio 2027
IMOLA — dal 5 al 14 febbraio 2027

Cinque città, una pista d’acqua e una compagnia che continua a muoversi.

Perché forse il circo conserva ancora oggi qualcosa che nessun algoritmo, schermo o effetto digitale riesce davvero a sostituire: sapere che davanti ai nostri occhi qualcuno sta facendo qualcosa che potrebbe sembrare impossibile. E lo sta facendo davvero.