Farmacie, è boom di fatturato: l’online continua a correre e i servizi di digital transformation aumentano

Se c’è una tipologia di esercizio che negli ultimi due anni ha cambiato pelle venendo investita da una tendenza d’innovazione mai vista prima, questa è la farmacia. Tra l’online e la necessità di strutturare un vero e proprio sistema di servizi territoriali impensabile nel 2019 – sì, i tamponi sono stati centrali – il settore ha visto, nel 2021, il suo fatturato crescere del 3,4% rispetto all’anno precedente. Come sottolineato da un recente report di Iqvia, provider di informazioni che lavora tantissimo con la scienza e la ricerca, rispetto al 2019, anno utilizzato come benchmark in quanto ultimo prima del cigno nero della pandemia, l’aumento è stato dell’1,5%.
Entrando nel vivo del paniere di spesa dell’utente italiano che si reca in farmacia, il primo posto spetta senza dubbio ai farmaci che necessitano di prescrizione. L’acquisto di quelli da banco, dati alla mano, è aumentato del 2,5% tra il 2020 e il 2021. In questo caso bisogna dire grazie all’online che, dopo un 2020 che ha visto la maggior parte degli utenti ricorrervi per necessità, è diventato, l’anno successivo, un’abitudine consolidata.
Con realtà come Farmacia Armani, punti di riferimento che si contraddistinguono per qualità, affidabilità, convenienza e trasparenza, il fatturato e-commerce delle farmacie è cresciuto tra il 2020 e il 2021 del 14% circa. Tra gli aspetti che hanno determinato questo balzo in avanti – una buona notizia è che il 2022 sembra dare altre ottime conferme in merito – rientra, oltre all’oggettiva comodità, anche il nodo del prezzo.
A dimostrazione di ciò è possibile chiamare in causa il calo delle vendite fisiche di prodotti alimentari come quelli gluten free e il latte in polvere. Per contro, gli acquisti online ad essi relativi sono cresciuti del 17% e oltre tra il 2020 e il 2021. Il motivo? La possibilità, grazie alle offerte messe a disposizione sul web dalle farmacie – che ricordiamo possono iniziare a vendere online solo dopo un’autorizzazione rilasciata ufficialmente dal Ministero della Salute – di concretizzare un notevole risparmio, soddisfacendo un’esigenza diventata estremamente comune con le criticità economiche causate dalla pandemia.
Non c’è che dire: il mondo delle farmacie è stato letteralmente travolto in poco più di due anni. Tra la necessità di impegnarsi in una digital transformation profonda per non soccombere alla concorrenza, gli esercizi del settore sono sempre più consapevoli, come ricordato all’inizio dell’articolo, di dover implementare i servizi territoriali. I già citati tamponi sono solo una parte di questa globalità che comprende, per esempio, le analisi del colesterolo, l’elettrocardiogramma e l’holter pressorio, tutti fondamentali per rendere le farmacie gli hub di salute a contatto più diretto con l’utenza.

 

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