Ci sono incontri che arrivano quando abbiamo ormai smesso di aspettarli. Persone che entrano nella nostra vita quasi per caso e che, senza fare troppo rumore, finiscono per cambiare il significato di tutto quello che è venuto prima. È su questa intuizione che Alfa costruisce “Eri solo da incontrare”, il suo nuovo singolo inedito pubblicato da Artist First. Una canzone che parla d’amore, certamente, ma soprattutto del tempo che impieghiamo a riconoscere ciò che conta davvero. E per raccontarla il cantautore genovese ha scelto una strada insolita: mettere insieme persone comuni e volti celebri, da Amadeus e Giovanna Civitillo a Fabio Caressa e Benedetta Parodi, fino a Gianmarco Tamberi, chiedendo a ciascuno di raccontare un incontro importante attraverso un semplice numero. Un’idea apparentemente elementare, che nasconde una riflessione molto più interessante sulla nostra maniera di vivere le relazioni.
Quei numeri che raccontano molto più di quanto immaginiamo
Nel videoclip di “Eri solo da incontrare” compaiono decine di persone che mostrano da quanti anni conoscono qualcuno di speciale. C’è chi utilizza un cartello, chi scrive il numero sulle mani e chi inventa piccoli espedienti per raccontare il tempo trascorso insieme. Ogni cifra rappresenta un legame, una storia, un pezzo di vita condivisa. Mariti e mogli, fidanzati, amici, genitori e figli, ma anche persone che celebrano l’affetto per i propri animali domestici.
Il risultato è un mosaico di relazioni che hanno poco in comune, se non una cosa: l’importanza che attribuiamo a chi ha attraversato la nostra esistenza. E forse è proprio questa la parte più interessante del progetto. In una società che sembra misurare tutto attraverso la velocità, Alfa sceglie di parlare della durata. Non importa soltanto chi abbiamo incontrato, ma quanto quella presenza sia diventata parte della nostra storia.
È un messaggio che può sembrare ingenuo, persino fuori moda. Oggi siamo abituati a considerare le relazioni attraverso categorie sempre più rigide: quelle che funzionano, quelle tossiche, quelle da interrompere, quelle da dimenticare. Il tempo passato insieme, invece, rimane un elemento difficilmente classificabile. Ci sono persone che conosciamo da vent’anni e di cui sappiamo pochissimo, e altre incontrate da pochi mesi che sembrano conoscerci da sempre. Nessun numero può misurare davvero l’intensità di un rapporto. Ma può ricordarci quanto sia prezioso averlo vissuto.
Amadeus, Benedetta Parodi e gli altri: quando i famosi smettono di essere personaggi
Tra i protagonisti del videoclip troviamo Amadeus insieme alla moglie Giovanna Civitillo, Fabio Caressa con Benedetta Parodi, José Alberto Sebastiani con la fidanzata, Gianmarco Tamberi con la moglie e Stefano Sabelli insieme alla moglie e ai figli. Una partecipazione che inevitabilmente accende la curiosità del pubblico, ma che assume un significato particolare all’interno del racconto.
Per una volta, almeno nelle intenzioni del progetto, i personaggi famosi non sono chiamati a esibire il proprio successo, ma a condividere qualcosa che li rende simili a chiunque altro. Perché dietro una carriera televisiva, una medaglia sportiva o una popolarità costruita negli anni esistono comunque rapporti personali, affetti e quotidianità.
Ed è qui che il videoclip suggerisce una riflessione interessante: la notorietà rende pubbliche le relazioni, ma non necessariamente le rende più importanti. L’amore di una coppia famosa non ha un valore maggiore rispetto a quello di due persone che nessuno conosce. Eppure siamo continuamente attratti dalle storie sentimentali delle celebrità, come se la popolarità rendesse anche i sentimenti più straordinari.
Alfa utilizza questa curiosità per costruire un racconto collettivo nel quale la celebrità diventa soltanto uno dei tanti volti possibili dell’affetto. È anche una scelta promozionale intelligente, naturalmente. Sarebbe ingenuo ignorarlo. Ma un’operazione pensata per attirare attenzione può comunque trasmettere un messaggio autentico, soprattutto quando riesce a parlare di esperienze nelle quali è facile riconoscersi.
Alfa e il coraggio di essere romantici in un’epoca che ha paura dei sentimenti
La sensazione è che Alfa abbia individuato uno spazio preciso nella musica pop italiana: quello di chi continua a raccontare l’amore senza sentire il bisogno di nasconderlo dietro il cinismo, la provocazione o la distanza emotiva. Le sue canzoni cercano spesso una comunicazione diretta, fatta di parole semplici e immagini immediatamente comprensibili. Una scelta che può dividere il pubblico, soprattutto chi cerca nella musica una scrittura più complessa o meno rassicurante.
Ma forse liquidare questo approccio come adolescenziale sarebbe un errore. Perché il romanticismo non è necessariamente una questione di età, quanto di disponibilità a lasciarsi coinvolgere. E oggi, in un mondo dove quasi tutto viene filtrato dall’ironia, riuscire a esprimere un sentimento senza trasformarlo immediatamente in una battuta può diventare una forma di coraggio.
Naturalmente anche il video di “Eri solo da incontrare” contiene una contraddizione tutta contemporanea. Per raccontare quanto sia importante un rapporto autentico, sentiamo il bisogno di mostrarlo pubblicamente. Persino l’intimità rischia di diventare un contenuto da condividere, commentare e misurare attraverso le visualizzazioni. Ma esiste ancora una differenza tra vivere un sentimento e raccontarlo? Probabilmente sì, e sta nella capacità di non confondere il riconoscimento degli altri con il valore di ciò che proviamo.
Il messaggio del nuovo brano, però, sembra andare oltre questa contraddizione. Il titolo stesso contiene un’idea consolatoria e allo stesso tempo potente: forse alcune attese non sono tempo perduto, ma una parte necessaria del percorso che ci porta a incontrare qualcuno. Non significa che ogni solitudine debba trovare una ricompensa sentimentale, né che la felicità dipenda necessariamente da un’altra persona. Significa, più semplicemente, che certi incontri possono cambiare anche il modo in cui rileggiamo il nostro passato.
Dal nuovo singolo ai palazzetti: Alfa guarda già al 2027
Il nuovo progetto arriva dopo una stagione importante per il cantautore genovese, che ha concluso il proprio tour nei palazzetti con un’ultima data all’Unipol Forum di Milano, al termine di una serie di concerti sold out. Un percorso che testimonia la capacità di Alfa di trasformare il rapporto con il pubblico in una dimensione sempre più ampia, senza rinunciare a quella comunicazione immediata che ha contribuito alla sua popolarità.
Il prossimo appuntamento sarà il “Tempo al Tempo Tour 2027”, prodotto da A1 Concerti, con cinque date già annunciate: il 27 novembre a Bari, al Palaflorio; il 2 dicembre a Firenze, al Nelson Mandela Forum; il 4 dicembre a Napoli, al Palapartenope; il 6 dicembre a Roma, al Palazzo dello Sport; e il 13 dicembre a Torino, all’Inalpi Arena.
Ma al di là del calendario dei concerti e della presenza dei personaggi famosi nel videoclip, “Eri solo da incontrare” lascia una domanda che merita di essere portata fuori dalla musica: quante persone della nostra vita, se non le avessimo incontrate, avrebbero reso completamente diversa la persona che siamo oggi?
Forse è questa la vera intuizione di Alfa. Ricordarci che non tutto ciò che conta arriva quando lo desideriamo e che alcune delle cose più importanti della nostra esistenza non sono il risultato di una conquista, di un progetto o di un’ambizione. A volte sono semplicemente il frutto di un incontro.
E in un’epoca in cui tutti cercano di arrivare da qualche parte, non è poco ricordare quanto possa essere importante incontrare qualcuno lungo il percorso.




