Sanremo Giovani non è ancora arrivato all’Ariston, ma il clima è già da survival game in seconda serata. Nella puntata del 18 novembre, condotta da Gianluca Gazzoli, il secondo terzetto di promossi verso la semifinale del 9 dicembre ha preso forma: Angelica Bove, Nicolò Filippucci e Soap.
Tradotto: X Factor 2023, Amici 2024 e la nuova scommessa Sugar / Caterina Caselli si sono presi la scena, lasciando per strada Disco Club Paradiso, Amsi e Lea Gavino, fermati al primo vero bivio della corsa verso Sanremo 2026.
Angelica Bove: il peso del lutto trasformato in “Mattone”
Angelica Bove arriva da X Factor 2023, ma sul palco di Sanremo Giovani si presenta con addosso qualcosa di più ingombrante di un semplice curriculum televisivo: il peso di due lutti importanti, quelli che hanno ispirato il suo brano “Mattone”.
Lei stessa lo racconta come un pezzo nato dal dolore che “all’inizio le ha strappato la voce, e poi gliel’ha riscritta”: un trauma che si trasforma in scrittura, una ferita che invece di essere nascosta viene messa al centro della scena. Quel mattone che ti schiaccia diventa la base per ricostruirti, pezzo dopo pezzo.
In un talent dove spesso dominano le love story finite male, Angelica porta un altro tipo di fragilità: più adulta, meno instagrammabile, molto più vera. E la Commissione musicale – Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi, Daniele Battaglia, con il controllo qualità “fuori onda” di Carlo Conti e Claudio Fasulo – se n’è accorta.
Nicolò Filippucci: dalla classe di Amici alla sua “Laguna” mentale
Per Nicolò Filippucci, il biglietto per la semifinale passa da un’altra parola chiave: “Laguna”. Il brano, scritto da Rashi e Leonardo Lamacchia e prodotto da Gianmarco Grande, è una specie di mappa emotiva della sua adolescenza: una storia d’amore, certo, ma soprattutto un luogo mentale dove si accumulano pensieri, ricordi, casini sentimentali e nostalgie.
La laguna non è mare aperto, ma neanche terra ferma: è quella zona grigia in cui resti sospeso, ripensi a quello che è stato e provi a capire chi sei diventato. Filippucci, passato per Amici 2024, gioca proprio lì: in quell’ibrido tra pop televisivo e introspezione, tra il volto già noto e la voglia di essere finalmente preso sul serio come artista, non più solo come “ragazzo da talent”.
Soap: la scommessa di Caterina Caselli che ti dice “Buona vita”
Poi c’è Soap, la nuova carta giocata dalla Sugar di Caterina Caselli. Il suo pezzo, “Buona vita”, è il manifesto meno buonista di quanto sembri dal titolo: non un augurio zuccheroso, ma un atto di resa consapevole.
Il brano parla di rinascita e accettazione: quando non puoi cambiare il contesto, le persone o le delusioni, l’unica vera rivoluzione è scegliere come reagisci. Dire “buona vita” non come frasetta passivo-aggressiva da chat, ma come modo per lasciar andare qualcosa che non ti fa più bene e usare ogni esperienza – anche quella più tossica – come palestra per diventare qualcuno di diverso.
In un panorama musicale dove spesso il drama viene spettacolarizzato, Soap ribalta il frame: niente vittimismo, solo consapevolezza. Non rinnega chi è stata, ma si prende il diritto di ripartire da zero.
Il quadro generale: chi è dentro, chi è fuori e cosa succede adesso
Con questo secondo round, Sanremo Giovani comincia ad avere un cast sempre più definito: ai nomi promossi l’11 novembre – Antonia, La Messa e cmqmartina – si aggiungono ora Angelica Bove, Nicolò Filippucci e Soap. Sei semifinalisti già in pista, dodici posti totali in palio per la serata del 9 dicembre.
Per chi è rimasto fuori – Disco Club Paradiso, Amsi, Lea Gavino – la corsa finisce qui, e il ring spietato di Sanremo Giovani mostra la sua natura reale: un filtro durissimo, pensato per portare al Festival di Sanremo 2026 solo quattro nomi nella categoria Nuove Proposte. Due arriveranno da Sanremo Giovani, altri due dall’Area Sanremo. La finalissima del percorso, “Sarà Sanremo”, è fissata per il 14 dicembre, quando i sei superstiti si giocheranno gli ultimi due biglietti validi per l’Ariston.
Perché questa triade conta (più di quanto sembri)
Un ex concorrente di X Factor, un volto di Amici e una nuova scommessa indie sotto l’ala storica di Caterina Caselli: se Sanremo Giovani è il termometro di dove sta andando la musica italiana, la direzione è chiara.
- I talent show non sono più solo una vetrina: sono il prequel obbligato di ogni corsa all’Ariston.
- Le indipendenti strutturate come Sugar continuano a essere il ponte tra autenticità e grande pubblico.
- Il linguaggio è sempre più quello delle ferite esposte: lutto, identità, crescita, fallimenti sentimentali. Non è più il pop “perfettino” di qualche anno fa, ma un racconto personale, spesso sporco e senza filtro.
Se questo è solo il secondo appuntamento, significa che da qui a dicembre Sanremo Giovani può diventare davvero una serie in più puntate su come si diventa adulti nella musica italiana: tra dolori che diventano “Mattoni”, lagune emotive in cui non sai se stai affondando o guarendo, e “Buone vite” dette non per educazione, ma per sopravvivenza.




