Retrospettiva: Terroni di Giancarlo De Cataldo

Terroni è uno dei libri dello scrittore-magistrato tarantino Giancarlo De Cataldo, che proprio della sua città natale, Taranto, ci parla in questo lavoro.

E’ stato edito nel 2006, quando l’ormai nota questione tarantina non era ancora la grande realtà, soprattutto mediatica, che sarebbe diventata da lì a poco, a livello nazionale ma anche al di fuori dei confini del Paese, sebbene nella terra in questione si parlasse da sempre di argomenti legati alla grande fabbrica, l’Ilva, e ai relativi annessi e connessi, in particolare l’abnorme inquinamento da essa prodotto e la sua più o meno utilità.

Di quest’argomento però, nel testo si parla solo brevemente, nello specifico in un capitolo, mentre negli altri sono descritti personaggi, luoghi, eventi, storie e situazioni appartenenti a Taranto e, più in generale, al Sud Italia, con tutti i vizi e le virtù che di certo l’autore non lesina nell’esporci.

Si tratta del ritratto di una terra, fatto da un punto di vista personale ma spesso condivisibile, nel quale il lettore “terrone” può riconoscersi, o ritrovare ciò che gli è appartenuto se anch’egli, come De Cataldo e altre migliaia di meridionali, ha lasciato la terra natia per “fuggire” da una realtà spesso un po’ stretta.

Per quanti non siano frutto di questa terra ma vogliano conoscerla e in qualche modo si sentono attratti da essa, invece, l’occasione è ghiotta per cominciare, con una lettura breve, semplice ma brillante e a volte tragicomica, a conoscere questo straordinario luogo da sempre crocevia per molte culture che qui si sono incontrate e scontrate e hanno lasciato, nel bene e nel male, un’eredità che appartiene ancora a chi ci vive e probabilmente non smetterà di produrre il buono come il cattivo. Infine, come dice l’autore: “Per entrare in sintonia occorre appartenere al Sud. Per appartenere al Sud occorre essere stati sfiorati almeno una volta dallo scirocco”.

Patrizia Pecoraro