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Travis Kelce è il nuovo volto di Tommy Hilfiger: lo stile preppy torna protagonista nell’autunno 2026

Dimenticate per un momento felpe oversize senza forma e l’idea che vestirsi bene significhi necessariamente sembrare appena usciti da una riunione. Nell’autunno 2026 il guardaroba maschile torna a guardare a uno dei suoi codici più riconoscibili: lo stile preppy americano. A riportarlo al centro della scena è Travis Kelce, scelto come nuovo brand ambassador di Tommy Hilfiger.

Il campione di football americano diventa così protagonista di una campagna che attraversa New York e recupera alcuni dei grandi classici dell’immaginario Hilfiger: camicie Oxford, polo, maglioni a trecce, chino, blazer, varsity jacket e cappotti. Ma l’obiettivo non è ricostruire il guardaroba impeccabile di uno studente di Yale degli anni Ottanta. Il preppy del 2026 è più largo, rilassato e soprattutto disposto a infrangere le proprie regole.

Travis Kelce entra nella sua “preppy era”

L’incontro tra Kelce e Tommy Hilfiger è meno casuale di quanto possa sembrare. Il marchio americano ha costruito buona parte della propria identità trasformando i codici tradizionali dell’abbigliamento universitario e dell’East Coast in qualcosa di più popolare, urbano e contaminato dalla cultura musicale.

La nuova campagna parte simbolicamente dal Plaza Hotel di New York e utilizza la città come scenario di un preppy che non vuole più essere sinonimo di conservatorismo.

Kelce interpreta quei capi con un fisico e un’attitudine molto lontani dall’immagine dello studente perfettamente pettinato del college americano. Ed è proprio questo contrasto a funzionare.

Il risultato è un guardaroba nel quale sport, sartorialità e casualwear possono convivere nello stesso outfit.

La prima regola è infrangere le regole

Il vecchio preppy possedeva un codice abbastanza preciso. La nuova versione sembra divertirsi a sabotarlo.

Una felpa con cappuccio può finire sopra camicia e cravatta, una maglia da rugby sopra una Oxford, mentre una varsity jacket può essere abbinata a pantaloni più sartoriali.

L’idea è mescolare livelli di formalità che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati incompatibili.

Non significa vestirsi casualmente. Al contrario, il look funziona proprio quando la contraddizione appare intenzionale.

È la differenza tra sembrare vestiti male e sembrare abbastanza sicuri da non rispettare completamente il dress code.

I vestiti da uomo diventano più larghi

Un altro elemento importante riguarda le proporzioni.

La campagna interpretata da Kelce abbandona l’ossessione per i fit estremamente aderenti che ha dominato una parte della moda maschile negli anni Dieci. Cappotti, pantaloni, camicie, T-shirt e giacche acquistano volume.

Non siamo necessariamente davanti all’oversize esasperato dello streetwear. Il cambiamento è più sottile: i vestiti devono lasciare spazio al corpo invece di disegnarlo centimetro per centimetro.

Anche la perfezione viene ridimensionata.

Una cravatta leggermente storta, un colletto che esce dal blazer o una camicia meno rigidamente composta possono rendere il look più contemporaneo.

Il messaggio è semplice: elegante non deve significare rigido.

Il preppy del 2026 ha bisogno del colore

Blu navy, beige, bianco, grigio. Per decenni sono stati i colori naturali dell’universo preppy.

Restano, ma non bastano più.

Kelce introduce tocchi di colore, bordi a contrasto, patch e piccoli elementi capaci di interrompere la prevedibilità dell’insieme. Il rosso, bianco e blu legato all’identità visiva di Tommy Hilfiger diventa così un accento anziché necessariamente il protagonista.

È un dettaglio interessante perché coincide con qualcosa che sta accadendo più in generale nella moda.

Dopo anni dominati dal quiet luxury, dalle palette neutre e dall’idea che il guardaroba più sofisticato dovesse quasi scomparire, il colore sta lentamente tornando.

Non serve trasformarsi in un arcobaleno.

Basta un elemento che faccia capire che l’outfit appartiene a qualcuno.

Il vero segreto è vestirsi a strati

Il preppy è inoltre perfetto per l’autunno perché vive di layering.

Maglione a trecce sotto una giacca college. Camicia Oxford sotto il pullover. Rugby shirt sotto un cappotto di lana. Giacca di pelle sopra una costruzione apparentemente più tradizionale.

Non esiste necessariamente un singolo capo chiamato a dominare tutto.

Il guardaroba deve sembrare costruito progressivamente, quasi come se i vestiti fossero stati raccolti nel tempo invece di essere acquistati insieme per riprodurre un outfit visto sui social.

Ed è forse proprio questo il punto più contemporaneo della proposta.

Nell’epoca degli algoritmi che ci mostrano continuamente gli stessi look, avere stile significa ricombinare ciò che già conosciamo.

Gli accessori servono a non sembrare un manichino

Kelce aggiunge infine orologi e bracciali senza trasformare l’accessorio in una dichiarazione troppo formale.

Niente bisogno di costruire l’immagine del perfetto gentleman.

L’obiettivo è esattamente opposto: prendere un linguaggio tradizionale e togliergli quella sensazione da uniforme.

Perché il rischio del preppy è sempre stato quello di sembrare travestiti da qualcuno che frequenta un country club anche quando il country club non lo abbiamo mai visto.

Nel 2026 funziona soltanto se entra qualcosa di personale.

Da Snoop Dogg ad Aaliyah, Tommy Hilfiger lo aveva già capito

In realtà questa contaminazione appartiene da tempo alla storia del marchio.

Tommy Hilfiger è riuscito negli anni Novanta a uscire dai confini dell’abbigliamento americano tradizionale anche grazie al rapporto con hip-hop e cultura pop. L’apparizione di Snoop Dogg con una felpa Tommy durante il Saturday Night Live contribuì a trasformare il marchio in un fenomeno culturale, mentre Aaliyah diventò uno dei volti più memorabili di Tommy Jeans.

Negli anni sono arrivati anche sportivi come Rafael Nadal e Lewis Hamilton.

Kelce si inserisce quindi in una tradizione precisa: prendere qualcuno che appartiene a un altro universo e utilizzarlo per modificare il significato dei vestiti.

Perché il preppy sta tornando proprio adesso

Il ritorno del preppy racconta infine qualcosa di più ampio sull’autunno 2026.

Dopo stagioni dominate da microtrend rapidissimi, estetiche nate su TikTok e revival che sembravano durare poche settimane, sta tornando il desiderio di capi facilmente riconoscibili e soprattutto riutilizzabili.

Una camicia Oxford non diventa improvvisamente inutilizzabile perché un algoritmo ha deciso che il trend è finito.

Lo stesso vale per un blazer, un maglione a trecce, un paio di jeans dritti o un cappotto di lana.

Sono vestiti che esistevano prima di Travis Kelce e continueranno a esistere dopo questa campagna.

La vera novità consiste nel modo in cui vengono combinati.

Ed è forse questo che rende il nuovo preppy interessante anche per chi non ha alcuna intenzione di vestirsi come uno studente dell’Ivy League: non bisogna comprare un personaggio nuovo, basta smettere di indossare i classici sempre nello stesso modo.