Stefania Bonomi presenta “Il pentagramma dell’Anima”: «La musica manifesta il sublime che è in noi»

Dopo il successo delle presentazioni avvenute lo scorso marzo a Milano e il 16 maggio Roma, il nuovo romanzo “IL PENTAGRAMMA DELL’ANIMA”, della giornalista milanese STEFANIA BONOMI arriva a Parabiago (MI).
Giovedì 30 maggio, infatti, presso il CAFFE’ NOVECENTOSETTE (Via Matteotti, 27 – ore 20.00, ingresso libero) l’autrice presenterà il suo secondo romanzo a un pubblico eterogeneo e curioso in attesa di scoprire l’essenza di quello già percepito come un romanzo molto “particolare”.

Non sarà un’ istituzionale presentazione letteraria, ma un dialogo tra l’autrice e il pubblico per dar vita ai personaggi del romanzo sapientemente letti e interpretati dagli attori Angelica Pacciapaglia e Enrico Spelta, supportati dalle note di Albert Marconi che eseguirà al piano alcuni brani inediti ispirati dal romanzo. A fare da relatore ci sarà lo speaker e conduttore Andrea D’Agostino ed inoltre sarà presente la nota scrittrice ricercatrice e ipnologa Manuela Pompas, Special Guest della serata.

Nella scrittura di questa sua seconda opera, Stefania Bonomi ha scelto una doppia narrazione, nella creazione di una storia i cui spunti di riflessione, nel corso dello svolgimento della trama, sono davvero tanti e particolari. I quattro personaggi che si “incontrano” nel romanzo vivono in luoghi diversi: due su questo pianeta (Maria Sole e Lucas Prandi) e due in una dimensione energetica e spirituale dove si arriva una volta terminato il percorso terreno (Leonardo Alfieri e Amanda).

“Il “pentagramma dell’anima” è un romanzo dove la musica ha un ruolo principale…come è nata l’esigenza di raccontare questa storia?

«La musica ha rappresentato parte della mia carriera giornalistica. E’ stato il settore che, emozionalmente mi ha coinvolto di più. Penso che la musica sia la più sublime forma d’arte capace di smuovere il divino che c’è in noi. E proprio la musica sarà la chiave di svolta per la missione che Leonardo Alfieri, scrittore attore colto da morte improvvisa, dovrà portare a compimento fra cielo e terra. In tutto il romanzo sono proprio le note musicali che si insinuano nel canale energetico dei protagonisti raggiungendo quel flusso emozionale attraverso il quale riusciranno a comunicare».

Oltre ad essere scrittrice sei anche ipnologa…come si conciliano questi due ruoli così differenti?

«Non sono ipnologa e non mi ero mai avvicinata a questo mondo fino al momento in cui ho terminato di scrivere il romanzo. Mi ero solo appassionata al mondo della fisica quantistica che, attraverso la mia creatività narrativa, ho riportato nel romanzo. Il corpo muore e l’energia resta. Solo dopo aver fatto leggere il romanzo a scrittori e ricercatori studiosi di destino e coincidenze, sono emersi particolari dettagliati da me riportati nel romanzo, molto attinenti agli studi e alle ricerche che appartengono da anni al mondo spirituale. Mi hanno quindi spiegato nel dettaglio il processo di canalizzazione che caratterizza gran parte del mondo energetico descritto nel nel mio romanzo».

I quattro personaggi che si “incontrano” nel romanzo vivono in luoghi diversi, qual è quello a cui senti di appartenere?

«Prima di scrivere il romanzo avrei risposto senza esitare “quello terreno”, essendo io una persona molto concreta ed amante della vita. Oggi, dopo quanto scritto sopra, sento, in qualche modo, di far parte anche di quello energetico e spirituale che, nel corso della sua stesura, mi ha coinvolta ed emozionata».

 Hai fatto riferimento alla tua amicizia con Giorgio Faletti, cosa ricordi lui?

«Ho conosciuto Giorgio Faletti alla fine degli anni 80. Ci siamo persi e rincontrati nel 1986 ed è stata da subito grande e profonda amicizia. Ricordo un uomo profondamente determinato in ogni attività che intraprendeva con una creatività geniale. Un uomo con un grande cuore che ha passato momenti di estrema solitudine e di estrema gioia, che ha vissuto il successo e l’insuccesso ma cha ha sempre saputo reinventarsi. Un uomo cha ha amato la musica spassionatamente e che, se fosse stato per lui, avrebbe vissuto solo di musica. Un uomo il cui ricordo è sempre qui, nel mio cuore e nel cuore di tutti».

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