“L’accento sulla A” di Marco Ponzi è una riflessione sul concetto di oscenità

L’accento sulla A è, a detta del suo autore Marco Ponzi, un romanzo di formazione dai toni erotico-drammatici. Ed è infatti la definizione giusta per un’opera in cui si riflette profondamente sul concetto di “oscenità” e sul significato sfuggente di normalità. La protagonista del romanzo, Felicita, l’oscenità se la porta sul corpo: nata con una malformazione “controversa” sul collo, è considerata da sua madre fonte di scandalo e di vergogna. Ma non è certo un difetto che ricorda un organo sessuale a fare di Felicita una donna oscena: l’oscenità, come la bellezza, è negli occhi di chi guarda, occhi che spesso sono coperti dal velo dell’ipocrisia. L’autore dipinge corpi nudi nella loro massima espressione, mostra tutto il mostrabile e non si nasconde mai dietro a un dito. E arriva alla conclusione che l’oscenità di un corpo nudo è più sincera di quella di un’anima nera, che giudica dall’apparenza e non prova empatia per le sofferenze altrui. Felicita cresce in un ambiente opprimente e quando ha la possibilità di scappare decide di essere libera e di non avere pudori; il suo corpo diventa uno strumento come il pennello per il pittore. Un corpo troppo bello per non essere oggetto di invidie e di morbosi desideri: un altro tema importante nel romanzo è la bellezza, quanto è davvero una fortuna o invece una disgrazia. Felicita pagherà cara la sua bellezza e la sua libertà, non le verrà concesso di essere sé stessa, di scegliere anche una strada estrema come quella del porno senza essere giudicata superficialmente. Eppure, come ella afferma: “non è il porno a essere osceno, ma la vita stessa”, e proprio dalla vita Felicita riceverà colpi tremendi, ma capirà anche cosa vuole e chi vuole; amerà con tutta la forza di un’anima battagliera, perderà con grazia, si rialzerà con coraggio.

Felicita cresce in un ambiente opprimente e quando ha la possibilità di scappare decide di essere libera e di non avere pudori; il suo corpo diventa uno strumento come il pennello per il pittore. Un corpo troppo bello per non essere oggetto di invidie e di morbosi desideri: un altro tema importante nel romanzo è la bellezza, quanto è davvero una fortuna o invece una disgrazia. Felicita pagherà cara la sua bellezza e la sua libertà, non le verrà concesso di essere sé stessa, di scegliere anche una strada estrema come quella del porno senza essere giudicata superficialmente. Eppure, come ella afferma: “non è il porno a essere osceno, ma la vita stessa”, e proprio dalla vita Felicita riceverà colpi tremendi, ma capirà anche cosa vuole e chi vuole; amerà con tutta la forza di un’anima battagliera, perderà con grazia, si rialzerà con coraggio.

L’accento sulla A è un romanzo che tratta dei danni della discriminazione e del pregiudizio, ma anche del doloroso percorso di accettazione di sé, del riscatto da una vita amara. Anche l’erotismo è raccontato con cognizione di causa, e con un fine molto importante: quello di far riflettere su cosa davvero è indecente nella nostra società. E non è un corpo nudo la risposta, non è il suo utilizzo consapevole e libero; la vera indecenza sta nella cattiveria di chi gode a limitare la libertà e la felicità altrui. “L’osceno non è un fatto esteriore”: è questo l’importante messaggio del romanzo.