Sono passati quattro anni da quando la seconda edizione del talent show “The Voice of Italy” fu scossa da un talento inaspettato che di lì a poco avrebbe scritto una pagina di storia della musica italiana: quello di Suor Cristina Scuccia alias “Sister Cristina” la suora orsolina divenuta celebre per aver interpretato in chiave religiosa i testi di Alicia Keys e Madonna, solo per citarne alcuni. Oggi vestita di un nuovo sound e di nuovi colori la suora record mondiale di visualizzazioni su Youtube ritorna con un nuovo capitolo musicale prodotto da Elvezio Fortunato edito da Universal Music intitolato “Felice” un inno alla vita che scavalca le mura del convento delle Suore della Sacra Famiglia per raggiungere sopratutto i più giovani e che si veste di pop per cantare l’amore: quello vero universalmente devoto verso la vetta più alta. Noi di Domanipress abbiamo parlato con lei del nuovo singolo scritto da Andrea Bonomo e Gianluigi Fazio, di fede e di musica oltre i pregiudizi.

Il nuovo album prende il titolo dal singolo “Felice” un vero e proprio inno alla positività… cosa è veramente per te la felicità?

La felicità per me è legata a cose semplici, gesti concreti e veri. La tendenza odierna è quella di legare la felicità a cose straordinarie e futili ma che lasciano un vuoto interiore maggiore e una grande insoddisfazione. Se ripenso alla mia vita, lego anche la felicità ad esperienze profonde vissute intensamente in cui ci si è sentiti amati unicamente e al cui ricordo, durante momenti di sconforto della vita, recano tanta gioia e serenità. La felicità è qualcosa che regna sempre dentro noi ma è così in profondità che esige un esercizio di ricerca profonda dentro se stessi.

Il progetto musicale si apre con il brano “L’ombra che non ho più” un inno all’amore per Cristo…la tua vita ha avuto una svolta quando hai seguito la fede. Avresti mai pensato di poter riuscire a conciliare il mondo dello spettacolo con quello della religiosità?

Non avrei mai pensato, quando ero adolescente, di abbracciare la vita religiosa, e dopo, entrata nella Congregazione, non avrei mai pensato di riuscire a vivere dentro la mia vocazione religiosa, la mia passione per il canto.

Come sei riuscita a conciliare due realtà così differenti?

Quando ho intrapreso il cammino di vita consacrata, inizialmente, non volevo più cantare perché da sempre avevo idealizzato il canto strettamente legato allo spettacolo, dunque qualcosa di estremamente lontano da Dio. Nel periodo del postulandato, prima tappa del cammino di vita consacrata vissuta a Roma, la mia Madre Maestra mi costringeva a cantare perché non voleva che abbandonassi quei doni che il Signore stesso mi aveva donato ma al contrario mi invitava a custodirli e coltivarli. Facevo molta fatica ad unire ciò che da sempre aveva rappresentato il mio sogno, con il desiderio di consacrarmi a Cristo. E’ stata solo l’esperienza del noviziato vissuta per due anni in Brasile a “purificare” il mio canto e a renderlo il mezzo per poter parlare di Gesù. In Brasile ho incontrato tante suore e preti che cantano l’Amore di Dio e così, ciò che era stata da sempre la mia passione ma che con la scelta di vita religiosa stavo allontanando da me, si è trasformata in un’esigenza profonda per poter gridare a tutti, cantando, il mio incontro d’Amore con Cristo.

Sei riuscita a seguire il canto “rimpiendolo” di un significato molto profondo…

Si, Adesso, infatti, non esistono due realtà in me che convivono… non faccio nulla per farle convivere insieme, è un processo assolutamente naturale perché questa sono io: consegnata interamente a Gesù e per questo lodo il Suo nome cantando.

Dopo il trionfo a “The Voice” la tua carriera è letteralmente volata dall’America al Brasile. Anche il nome “Sister Cristina” ed i due brani in inglese sono rivolti ad un mercato internazionale che ti ha accolto in maniera ancora più calorosa di quello italiano…Credi che in Italia ci sia ancora un pregiudizio nei confronti del tuo abito?

Premesso che non parlerei di carriera ma di una missione particolare attraverso la quale il Signore mi sta conducendo in varie parti del mondo per parlare di Lui, credo che, per esperienza personale vissuta, in Italia non ci sia tanto un pregiudizio nei confronti dell’abito ma una difficoltà ad uscire da quegli schemi che “da sempre” si sono rispettati. Mi vengono in mente piccoli episodi parrocchiali in cui di fronte a dei cambiamenti si creano dei forti malcontenti poiché vige la regola del “si è fatto sempre così”. A me spiace molto quando leggo, ad esempio sotto al video “Felice” su youtube, commenti che riportano delle vere e proprie bestemmie. Io sono molto aperta ad accogliere le critiche ma le bestemmie mi fanno comprendere la povertà spirituale che esiste nel nostro Paese. Non posso che pregare per la loro conversione!

La cover di “Like a virgin” di qualche anno fa ha scosso i media ed addirittura anche la cantante Madonna che ha retwittato la frase “Sister for life”. Rifaresti questa scelta? Quale altra cover di piacerebbe reinterpretare in futuro?

Rifarei ancora questa scelta perché nella mia interpretazione e nella lettura del testo ho sempre pensato al Cantico dei Cantici, ad un tocco di Amore profondo che può cambiare la vita. Lo stesso Billy Steinberg, autore di Like a Virgin, mi ha contattato per raccontarmi il vero senso del brano, come è nato e per ringraziare me ed il produttore Elvezio Fortunato per l’interpretazione data. Sono molto concentrata sul nuovo disco “Felice” finalmente contenente degli inediti ed onestamente sono una persona che vive il presente e lascia il futuro nelle mani di Sorella Provvidenza.

A proposito di viaggi: portando in giro la tua musica hai avuto modo di scoprire realtà nuove. Come cambia il modo di vivere la religiosità nei diversi paesi che hai visitato? Dove ritorni più volentieri? In Brasile sembra esserci una connessione tra religiosità e musica molto forte…

Il modo di vivere la religiosità cambia in base alle culture dei vari popoli. In Brasile, il Paese che ho amato di più anche perché vi sono stata due anni, la Chiesa è giovane e molto creativa, in Giappone, la percentuale di cristianesimo è irrisoria ma ho sentito una forte accoglienza e curiosità nei confronti della mia fede, in America, dipende molto da dove vai, ma si respira una religiosità intensa, aperta ed anche legata alle tradizioni… mi raccontava un frate che a NY hanno una parrocchia vicino a Broadway dove un suo confratello celebra le messe a mezzanotte o comunque in orari comodi ed accessibili alla gente del luogo.. da questo comprendo anche il desiderio della Chiesa di camminare insieme ai propri fedeli cercando di adattarsi ai bisogni dei luoghi in cui è sita. In Polonia, si respira la presenza di Papa Giovanni Paolo II ed una fede profonda e vera… insomma mi sono trovata bene in ogni luogo e ritornerei volentieri ovunque perché da ogni esperienza custodisco ricordi e ricchezze preziose per la mia fede.

La tua terra d’origine invece è la sicilia…cosa conservi delle tue radici?
Secondo me conservo i valori trasmessi dalla mia famiglia ed il calore e l’energia che da siciliana porterò per sempre dentro me!

Ritornando allo spettacolo negli ultimi anni sei anche stata protagonista del musical “Sister Act”. Cosa hai imparato da questa esperienza?

E’ stata un’esperienza che ricordo con molto piacere anche per il clima creatosi tra tutti i professionisti della compagnia. La penso come un’esperienza di comunione in cui, non solo vivevamo tante ore insieme condividendo le nostre energie ed anche le stanchezze, ma anche per la buona riuscita dello spettacolo che dipendeva dall’impegno di ognuno.

In questi anni dopo The Voice la notorietà ti ha travolto. Ti sei sentita cambiata dal successo? La fede è stata d’aiuto per mantenerti con i piedi per terra?

Non è stata tanto la notorietà a travolgermi ma l’esperienza nella sua totalità. Un’esperienza che in pochissimo tempo stravolgeva la mia quotidianità e quindi un evolversi rapido di avvenimenti difficile da gestire e da comprendere in pochissimo tempo. Il successo spero di lasciarlo sempre a Gesù ed infatti il mio cambiamento è stato strettamente legato al mettere radici più profonde in Lui. Mi sento molto più forte e più matura di 4 anni fa sia a livello personale che spirituale. La mia fede e la mia comunità/famiglia religiosa mi hanno sempre aiutata a ricercare valore nelle piccole cose e non in quelle straordinarie che abbagliano per un attimo ma poi ti distruggono dentro.

Recentemente è partita una nuova edizione di “The Voice”…Hai ancora contatti con J-Ax? Cosa ne pensi di questa nuova edizione?

In realtà ho sentito parlare di questa nuova edizione di The Voice ma non ho ancora avuto modo di guardarla… Con J-Ax siamo rimasti in buoni rapporti ma non abbiamo avuto modo di sentirci tanto poiché ognuno ha i propri impegni e le proprie strade.

Dopo la pubblicazione di “Felice” partirai in tour…quali soprese ci possiamo aspettare dai tuoi prossimi live?
Partirà da maggio il tour “Felice” attraverso il quale spero di far conoscere a più persone possibili la mia musica che vuole essere un modo per arrivare ai cuori e chissà, magari, riuscire a portarli ancor di più all’Amore e alla Vera Felicità, Gesù.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Sister Cristina quali sono le tue speranze e le tue paure?

I giovani rappresentano il domani e per questo deve essere carico di speranze e di fiducia nei loro confronti… lo stesso Papa Francesco ha sottolineato in più occasioni le difficoltà che hanno i giovani di trovare stabilità e dunque questo provoca un loro avvicinamento verso droghe e dipendenze varie o addirittura al suicidio, fenomeno a cui purtroppo stiamo assistendo. Spero sempre che i giovani di oggi, giacché soffrono per errori di altri, costruiscano un domani migliore cercando di non riproporre gli stessi sbagli ma costruendo un mondo più vero e radicato nei veri valori della vita di cui oggi ne gridano il bisogno.

Se posso aggiungere, vorrei salutarvi con questa mia piccola esperienza: la settimana scorsa in treno ho incontrato dei ragazzini che fanno musica trap e mi chiedevano di fare insieme un video-saluto a dei loro amici… durante la registrazione del video mandai un saluto ed aggiunsi: “che a voi giovani possa essere data tanta fiducia”… il ragazzo intervenne dicendo: “possa esserci dato anche tanto amore”! La cosa mi commuove e mi fa riflettere tantissimo… perciò amiamo il nostro domani e sosteniamolo!

Simone Intermite