«Te lo confesso, il ballo è per me una medicina che mi ha aiutato tanto nei momenti difficili della mia vita». La mattatrice del sabato sera di Rai1, Milly Carlucci , apre così una lunga chiacchierata che scorre tra ricordi, sorrisi e qualche puntualizzazione necessaria ed intima su se stessa: «Non chiamarmi perfezionista, sono una donna in realtà molto emotiva». Protagonista del piccolo schermo, conduttrice ed autrice di programmi di successo come “Scommettiamo che” e “Giochi senza frontiere” la conduttrice da sempre amata ed apprezzata dal pubblico, trova da quattordici stagioni televisive il suo campo di gioco sulla pista da ballo del format “Ballando con le stelle” curandone da direttore artistico ogni dettaglio con equilibrio e passione, raccontando attraverso la competizione le storie delle tante”stelle” della cultura e dello spettacolo che si mettono in gioco. Ma non è tutto Milly ha recentemente pubblicato un libro intitolato”La vita è un ballo” (Ed. Rai Libri), una raccolta di sogni e aspirazioni che passa dai lampadari di Blackpool alle strade del Bronx, dalle milonghe di Buenos Aires alle sagre della Romagna, dalle balere più popolari alle più prestigiose accademie, per scoprire che il ballo può divertirci, impegnarci, distrarci ma sopratutto guarirci. Noi di Domanipress abbiamo avuto l’onore di ospitare nel nostro salotto virtuale Milly Carlucci e di parlare con lei del nuovo libro, dei suoi esordi in Rai e di amore a passo di danza tra ricordi e speranze future.

Nel tuo ultimo libro “La vita è un ballo” racconti storie che mettono in rilievo il valore terapeutico del ballare…Come è nata l’esigenza di indagare questo aspetto?

«Ho pensato di scrivere un libro perché di testi tecnici sul ballo ce ne sono tantissimi e sono scritti da veri professionisti, io non mi posso arrogare il diritto di esserlo, mi ritengo semplicemente un’ appassionata della materia. Ne’ “La vita è un ballo” ho esaminato il fenomeno della danza osservando gli aspetti artistici attraverso la lente di ingrandimento delle storie che si sviluppano in questo universo e l’ho fatto raccogliendo le testimonianze di esperti come Carolyn Smith, Paolo Murino ed Antonio Fini che sono, oltre che delle eccellenze, degli esempi di tenacia che mi piaceva raccontare, inoltre credo che racconti così intensi possano anche essere da modello. Alcune di queste storie sembrano quasi dei piccoli romanzi di formazione dove l’impegno e la tenacia sono i mezzi privilegiati per realizzare i propri sogni. Accanto a questi racconti ci sono le storie della gente comune incontrata con il tour “Ballando on the road” che da un po’ di anni realizziamo in giro per l’Italia. Per me queste esperienze sono un’osservatorio di spaccati di vita incredibili che attraverso il ballo manifestano una gioia di vivere contagiosa. C’è chi affronta una chemioterapia, chi lotta con una grave malattia o chi aiuta il proprio figlio portatore di handicap. Sono storie autentiche di grande coraggio che hanno trovato con il ballo la voglia di socializzare, stare insieme agli altri e divertirsi. Ho scelto dieci tipologie di ballo per sviluppare tutti i racconti che compongono il libro».

James Brown diceva: “La soluzione a tanti nostri problemi è ballare” sei d’accordo?

«Ovviamente si, Il ballo non è una panacea universale ma, oltre che un passatempo divertente, può essere anche una piccola soluzione fai da te per permetterci di sentirci meglio sia dal punto di vista fisico che emotivo, e quando le altre soluzioni non sono sufficienti, può aiutare a risolvere un momento di tristezza e difficoltà o a crearsi una rete di solidarietà sociale e di apertura con altri. Ci sono delle comunità di amanti del ballo, anche di coppia, che diventano dei luoghi d’incontro…inoltre se ci pensi bene il ballo è accompagnato necessariamente dalla musica che da sempre è un antidoto naturale contro la depressione e la tristezza. Ci sono una serie di elementi positivi nel ballare, così come in molti sport, che possono portare dei benefici tangibili».

“Ballando con le stelle” non è un programma semplice perché una competizione, per sua definizione, è attrattore naturale di polemiche e problemi da risolvere. La tua è ritenuta da sempre una conduzione elegante ed equilibrata, che difficilmente si lascia coinvolgere dalle bagarre, tanto da averti fatto aggiudicare negli anni, da parte degli addetti ai lavori, l’appellativo di “perfezionista”. Tu ti ritrovi in questo quadro?

«Quando leggo questo ritratto in realtà mi ci ritrovo a metà, mi ritengo molto emotiva, anche se magari questo non sempre traspare, diciamo che lo riesco a mascherare bene. Accanto a questo da direttore artistico del programma, ho delle responsabilità importanti ed è come se fossi un allenatore di calcio sempre pronto a dare il meglio per la sua squadra. Risolvere i momenti di crisi, sopratutto perché andiamo in onda in diretta, è una peculiarità che devo necessariamente esercitare. Il programma è complesso e oltre ciò che vedete in TV ci sono tanti problemi che nascono nel back-stage che necessitano di risoluzioni veloci all’ultimo minuto…Per gestire il tutto faccio appello alla calma e al mio lato organizzativo. Mi piace pensare al mio mestiere come quello di una mamma di famiglia che riesce a prevedere e pianificare a breve e lungo termine…questo fanno le brave mamme in fondo, organizzano la giornata presente con un occhio rivolto verso il futuro».

A proposito di problemi da risolvere l’edizione precedente di “Ballando con le stelle” è stata funestata dalla scomparsa del produttore del programma Bibi Ballandi…

«Si, per tutti noi non è stato facile elaborare un dolore così forte. L’ assenza di Bibi è stata come la perdita di un pater familias, lui era una colonna portante ed un punto di riferimento, non solo per la riuscita del programma. Tutto il team è uscito da un anno oscuro punteggiato da lutti pubblici e privati. Quest’anno nella costruzione della nuova edizione di Ballando ci siamo tutti ripromessi di creare in studio un’atmosfera leggera, ottimista e sorridente, il momento storico che sta attraversando il paese non è dei più brillanti…Donare un sorriso al pubblico a casa,che ci segue il sabato sera con tanto affetto, credo che sia un’operazione saggia e la missione principale a cui siamo chiamati. Il servizio pubblico serve anche a questo, ad intrattenere e a dare coraggio».

Sei approdata in Rai la prima volta nel settantotto a soli ventidue anni accanto a Renzo Arbore nella sua “Altra domenica” con un ruolo che rivoluzionava la figura femminile in Tv. Cosa ricordi di quel periodo?

«Per me è stato un privilegio enorme iniziare con il piede giusto con un ruolo parlante, cosa più unica che rara a quei tempi, spesso le donne erano solamente esibite per la loro bellezza. Per me sono stati anni di formazione fondamentali. Il grande Renzo Arbore, in maniera completamente opposta a molti direttori artistici, chiusi nelle loro stanze e nelle loro decisioni irremovibili, ci faceva partecipare attivamente alle riunioni di redazione. In quel periodo ho imparato i rudimenti del mestiere e come si costruiva un programma televisivo che non è solamente trucco e parrucco prima di andare in onda. Personalmente mi ha sempre incuriosito la componente narrativa legata ai programmi e in quel caso, anche se molto giovane, ho avuto la fortuna di poter vedere lo sviluppo della costruzione di una trama».

Altro pilastro della tua carriera è stato “Scommettiamo che?” un talent show ante litteram rimasto nei cuori di molti telespettatori e che ti ha visto protagonista della prima serata accanto a Fabrizio Frizzi. Quali furono i motivi del suo successo?

«Anche quello è stato un format precursore dei tempi che ha cambiato il linguaggio televisivo, il mio ricordo è legato indissolubilmente con quello di Fabrizio ed è proprio grazie a “Scommettiamo che” che abbiamo avuto modo di conoscerci in maniera approfondita consolidando un rapporto d’amicizia vero ed eterno, cosa abbastanza difficile nel nostro mondo. Per me aver lavorato con lui è stato un grande privilegio che ricordo con grande affetto. Sono d’accordo con te a definire quel varietà come anticipatore di tutti i talent show di oggi…che bei tempi».

Oltre alla tua nota attività televisiva non tutti riconoscono che hai avuto anche una breve parentesi nel mondo discografico registrando anche un duetto d’eccezione con Fausto Leali…

«E ora però sei andato davvero troppo indietro nel tempo… In realtà, non mi sono mai ritenuta una cantante vera, quelle esperienze sono da inquadrare in un momento molto diverso rispetto alla televisione di oggi, in cui a chi ambiva ed essere una “primadonna” in TV si richiedeva di essere protagonista di uno show anche ballando e cantando, così come facevano le grandi star penso a Mina e Raffaella Carrà tra tutte. Io non ho mai pensato di poter intraprendere la carriera musicale, non ritengo di avere quelle doti di unicità che dovrebbe avere una cantante, ho semplicemente una voce che può canticchiare qualcosa ad uso e consumo di un siparietto o un passaggio televisivo».

Lasciando la musica e ritornano ad oggi e al ballo, se potessi scegliere un partner in pista chi sceglieresti e perché?

«In realtà un partner di ballo con cui mi piace ballare ce l’ho già ed è Angelo, mio marito! (ride). Per me lui è un compagno straordinario, un appassionato di ballo nonostante sia un ingegnere ed imprenditore, due categorie che solitamente sono refrattarie a questo tipo di attività…e invece, come ti dicevo prima, ballare è un’attività trasversale…».

C’è un tipo di ballo che Angelo preferisce?

«Non c’è un genere che preferisce in assoluto ma nonostante ami studiare i passi giusti è uno spirito libero che ama improvvisare..lui ha un suo stile tutto personale alla sua maniera».

Ed il tuo invece qual è?

«Il mio genere preferito è il tango, un ballo passionale che passa soprattutto dall’animo oltre che dai passi e la tecnica pura».

Nonostante i tanti anni insieme ed il forte legame che vi unisce però raramente si legge sui giornali il vostro nome, cosi come accade ad altre tue colleghe..

«Si e ti dirò di più è stata una scelta che abbiamo maturato insieme. Quando ci siamo conosciuti abbiamo stipulato una sorta di patto in cui ci siamo ripromessi di lasciare la nostra vita privata lontana dal gossip…e credo che, nonostante qualche fake news recente prontamente smentita, ci siamo riusciti no?».

Parlando di palinsesti il sabato sera è un segmento fondamentale per una rete televisiva con una concorrenza sempre molto agguerrita. Il tuo competitor è da molti anni il talent show “Amici”, si vocifera di una tuo invito a Maria De Filippi come ballerina per una notte…è tutto vero?

«Noi siamo in onda il sabato sera per volontà della rete, non l’abbiamo scelto deliberatamente, se avessimo potuto scegliere ci saremmo lasciati libere serate ben più facili. Maria De Filippi è una grande professionista che apprezzo e stimo da sempre. Per il suo invito in trasmissione ti dico…chi vivrà vedrà! Vediamo cosa accadrà nelle prossime settimane. Nel frattempo a vincere la sfida del sabato sera è sempre il pubblico che può godere la scelta di due proposte diverse e di qualità».

Sei uno dei personaggi storici della rete di Stato, recentemente il presidente della Rai, Marcello Foa, ha annunciato un cambiamento radicale in atto…Cosa ne pensi di questo nuovo assetto?

«Ti dico la verità e da quando ho iniziato la mia carriera che sento dire che la Rai si trova in un periodo di cambiamento, ma se ci pensi è anche normale, così come mutano i momenti storici così cambiano le esigenze di palinsesto ed i gusti del pubblico. Di periodi che si sono alternati nella mia carriera ne ho vissuti tanti e ho visto l’azienda crescere e compiere sempre un passo avanti; la Rai di oggi non è più quella del dopoguerra e si è evoluta mantenendo costante la qualità del servizio pubblico rendendolo sempre contemporaneo e al passo con i tempi».

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Milly Carlucci, quali sono le tue speranze e le tue paure?

«Sono un’inguaribile ottimista e il Domani lo vedo sempre migliore dell’oggi. La vita per me va presa così, con il sorriso, lavorando e facendo in modo che il futuro sia sempre migliore».

Simone Intermite

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