«La mia è una vita da Bomber meravigliosamente normale, non credere ai gossip e alle parole degli invidiosi capito?». Bobo Vieri, superstar del calcio mondiale ed uno dei miglior attaccanti al mondo, classe 1973, descrive così sorridendo la sua nuova vita da padre accanto alla compagna Costanza Caracciolo, tracciando un bilancio dei suoi successi sportivi umani e professionali. Appese le scarpe al chiodo, ma solo a livello agonistico, Bobo è impegnato in progetti pieni di passione ed impegno sociale come il”Bobo Summer Cup” maratona solidale di footvolley dove sport e divertimento s’intrecciano alla solidarietà con un torneo d’eccezione tra amici storici come Gianluca Zambrotta, Daniele Adani, Alvaro Recoba, Luigi Di Biagio, Vincent Candela, Nicola Ventola e Davide Bombardin, in giro per le più belle spiagge italiane da Jesolo a Riccione, gremite di tifosi che hanno contribuito alla raccolta fondi di 125mila euro in tre soli weekend a favore del Progetto Heal contro i tumori infantili utilizzati per l’acquisto di un simulatore neurochirurgico per l’Ospedale Bambin Gesù, utile per rimuovere i tumori nei sistemi nervosi centrali. Ma non è tutto il calciatore dal cuore d’oro è anche protagonista di un frizzante progetto musicale con una tournèe intitolata “Bobo Vieri Dj Show” un format nel quale house music, voce e musicisti live si uniscono per dare al pubblico un’esperienza unica, portando il “bomber” dietro alla consolle dei più prestigiosi locali italiani, a questo si aggiunge il lancio di un singolo inedito “The Chance” realizzato con il dj e produttore Luca Cassani e la cantante e la vocalist Lara Caproti corredato da un fantastico videoclip girato tra albe e tramonti della suggestiva riserva naturale del delta del Po nell’obiettivo di lasciare spazio a profonde emozioni. Noi di Domanipress abbiamo avuto il piacere di ospitare nel nostro salotto virtuale Bobo Vieri per un una chiacchierata “Like a Bomber” tra ricordi prospettive future e qualche segreto da svelare.

Per il Bobo SummerCap sei tornato in campo ed hai documentato su Instagram i tuoi allenamenti per ritrovare la forma fisica…Com’è andata?

«Lo ammetto, sono una buona forchetta e mi piace mangiare, non sono attento nel seguire un regime alimentare sano, per il Summer Cup però mi sono dato da fare, ci tenevo a fare bella figura, anche perché si tratta di una causa importante, è una maratona benefica, ma come vedi ho perso solo tre chili e mezzo; sto bene ma devo ancora impegnarmi molto…anche se la tentazione è sempre dietro l’angolo!».

Qual è il miglior metodo per recuperare il peso forma in pochi giorni?

«Non ci sono segreti, bisogna semplicemente magiar bene, eliminare i grassi e tutte le schifezze ipocaloriche e poco salutari. Ovviamente però a questo devi affiancare un’attività fisica costante, altrimenti non riesci a recuperare. Personalmente continuo a fare molto sport concentrandomi su corsa, paddle e tennis…Sono attività complete che ti permettono di bruciare grassi divertendoti…».

Recentemente hai festeggiato il quarantaseiesimo compleanno…è tempo di bilanci?

«Si e sono molto soddisfatto del mio percorso…Ho lavorato tanto e bene e ora ho una figlia di otto mesi che è il regalo più bello della mia vita, quando è arrivata lei tutto il resto è passato in secondo piano e mi ha profondamente cambiato in meglio. Ora guardo tutto da una prospettiva differente e capisco i miei genitori».

Qualche anno fa le cronache dei giornali parlavano delle tue notti tra Miami e Milano…Tutto archiviato?

«A Miami ho lavorato per sei anni e ci vado ancora spesso, così come frequento spesso Milano, ma sul mio conto sono state inventate tante storie, alcune volte anche poco piacevoli, da chi voleva screditarmi, semplicemente uscivo e andavo per locali solo l’estate quando avevo un mese libero dagli impegni sportivi, come tutti i ragazzi normali…Durante tutto l’anno ero sempre impegnato con gli allenamenti e non avevo altri grilli per la testa. Alcuni giornalisti hanno inventato che fossi sempre in giro a fare baldoria ma non è vero. Basta una paparazzata d’estate per creare chissà quali miti… tu non ci credere».

Ed oggi com’è la tua vita da Bomber…Com’è la tua giornata tipo?

«La mia è una vita all’insegna della serenità, mi alzo presto la mattina e dopo la colazione mi piace correre, perché l’attività aerobica aiuta a darti il giusto sprint per affrontare la giornata. Durante il giorno con la mia compagna, mi dedico all’attività di genitore accompagnando la bimba a scuola e poi vado lavorare, adesso sono impegnato anche con una tv che si occupa di sport in tutto il mondo, guardo il calcio da una punto di vista diverso. Durante i weekend ci piace andare al cinema e stare tutti insieme».

Oltre questi impegni ultimamente hai esplorato anche il campo musicale…Una vera sorpresa!

«La musica ha sempre avuto un’ importanza fondamentale nella mia vita. Quando andavo in discoteca le sere d’estate o durante gli allenamenti, prima di una partita particolarmente impegnativa, la musica è sempre stata per me un’inesauribile fonte d’energia ed un antistress naturale. Recentemente ho deciso di trasformare questa mia passione in professione ed ho iniziato a studiare l’arte del mixer dai DJ professionisti scoprendo un nuovo universo fatto di mixer, cuffie e colori».

Sei anche andato a scuola da DJ…

«Si, mi sono esercitato con un deejay professionista della Pioneer per quattro mesi, cinque ore al giorno, quando mi applico mi impegno sempre al massimo…all’inizio è molto difficile capire come usare la consolle con quei suoni e tasti da premere ma poi con la pratica diventa divertente anche solo guardare tutti i colori delle luci che si accendono».

Quali sono i tuoi miti musicali?

«Sono onnivoro, ascolto ogni tipo di musica, ogni momento è diverso ed ha bisogno della sua colonna sonora, ma se dovessi fare delle scelte ti direi i nomi dei miei miti anni settanta e ottanta con cui sono cresciuto come Billy Joel, Michael Jackson e gli intramontabili ABBA ma anche Elvis Presley e Frank Sinatra, tutta musica che oggi non si produce più capito? Quella si che era pura arte…».

Sei stato definito il “giramondo del calcio”. Cosa ne pensi di questo appellativo?

«Non ho mai amato le etichette, il calcio è un lavoro e se fai bene la tua professione è normale ricevere tante proposte, io ho girato il mondo e l’ho fatto sempre con grande passione ed impegno…il resto non mi interessa molto, mi sembra che in questi appellativi rivolti a me e ad altri colleghi ci sia l’invidia di chi in qualche modo ha la volontà di sminuire il mio valore…Non credi?».

Durante la tua carriera di squadre però ne hai cambiate diverse; se ne dovessi scegliere una quale sceglieresti e perché?

«Conservo un bel ricordo e sopratutto un grande affetto per tutte le squadre in cui ho giocato. La maggior parte della mia carriera è stata dedicata all’Inter, ho indossato la maglietta nero azzurra per sei anni di seguito, però anche in altre squadre, anche quando andava meno bene, ho sempre trovato un ottima accoglienza. Ciò che conta è il bagaglio che negli anni ti porti in giro, l’esperienza che si somma e le amicizie che restano immutate nel tempo».

Oggi invece c’è una squadra che preferisci o che segui con maggiore interesse?

«Mi piace guardare il calcio giocato dagli altri…non c’è nessuna squadra che preferisco più di un’ altra, spesso guardo il Barcellona perché c’è Lionel Messi che è davvero un grande. Mi piace il suo modo di giocare».

Di partite importanti ne hai giocate tante: dalle Coppe europee alla finale di Champions League, passando per i mondiali…Cosa si fa la sera prima di un impegno così importante?

«Sono serate di grande concentrazione perché devi cercare di preservare l’energia per la partita del giorno dopo. Di solito si sfrutta il momento per dialogare con gli altri compagni di squadra, si gioca a carte o ai videogiochi per stemperare gli animi e si guarda la tv…cerchi di far passare il tempo senza farti prendere dall’ansia e… ci si rompe anche i coglioni perché vorresti giocar subito! (ride)».

Ed ora che non giochi più il calcio ti manca?

«Mentirei se ti dicessi che il calcio non mi manca, ha fatto parte della mia vita da quando ero bambino, è una parte di me che non dimenticherò mai, però ora ho più tempo da dedicare agli affetti e questo riempie ogni vuoto».

Durante le date del Bobo Summer Cup hai ritrovato tanti amici…

«Non gioco più in campo ma le amicizie, quelle vere, sono delle ricchezze che mi porterò con me per sempre. Per il Summer Cap ho chiamato alcuni compagni di viaggio con cui ho condiviso tanto e che hanno avuto piacere a partecipare. Non tutti possono ovviamente per una questione di impegni, mi piace organizzare questo evento ogni anno, è come se fosse un’allegra rimpatriata».

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Bobo Vieri, quali sono le tue speranze e le tue paure?

«Non ho alcuna paura del Domani, vivo la vita in serenità, lavoro e mi diverto. La mia priorità assoluta nella vita è la mia famiglia».

Simone Intermite

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