INTERVISTA : AMARA IN GARA AL PROSSIMO FESTIVAL DI SANREMO PRESENTA “CREDO”

Fra le nuove proposte in gara al sessantacinquesimo festival di Sanremo Erika Mineo, in arte AMARA si contraddistingue per la sua vena cantautorale, e per la sua voce intensa ed emozionante.

Il suo approdo a Sanremo arriva dopo anni di studi e riconoscimenti come il premio Lunezia ,la scelta di un suo brano da parte di MTV new generation e la borsa di studio al CET di Mogol.

Noi di Domani Press l’abbiamo incontrata e abbiamo parlato di Sanremo e dei suoi progetti futuri.

 

Il brano che presenterai al Festival di Sanremo è intitolato “Credo” come è nato? In cosa crede Amara?

 

Il brano è nato da un’urgenza quella di ricordare a me stessa i valori essenziali in cui “Credo”.

Noi viviamo spesso una vita che ci porta a desiderare l’impossibile a puntare in alto e questo volere sempre di più ti distacca dalla vera essenza di te stesso.

Penso che bisognerebbe credere di più nella semplicità delle cose:nei sogni,nei bambini nei colori e nella libertà perché noi nasciamo liberi.

Il mio obiettivo era arrivare a Sanremo con un brano che lanciasse un messaggio positivo.

 

Nella tua carriera artistica hai vinto il premio Lunezia e hai alle spalle un lavoro prima di tutto come autrice ,come componi le tue canzoni,hai un metodo o ti lasci andare alle emozioni? Cosa ti ha insegnato il CET?

 

Quando scrivo un brano è come se seguissi una “voce guida” che mi conduce a produrre musica. Solitamente compongo musica sia con la chitarra che con il pianoforte,la melodia mi crea una sorta di “magia interiore” e questa entità che vive in me mi parla e mi regala l’ispirazione. Trovo tante risposte per me stessa nelle cose che scrivo e cerco di raccontarle in musica. Mogol mi ha insegnato   ad esprimere concetti semplici,autentici e di cuore…nella semplicità c’è la verità…..e se lo dice Mogol

 
Il tuo nome d’arte “Amara” è molto particolare come mai questa scelta?

 

 

Amara vuol dire senza aggiunte….Nel momento in cui sono diventata autrice ho notato come l’amarezza di alcune circostanze fosse il “cibo per i miei testi” perché mi nutrivo delle mie amarezze e ho cominciato a convivere con questa parte di me tanto da portala sempre addosso. Credo che l’amarezza non debba rimanere dentro e disturbare deve diventare invece un punto di forza con la quale convivere.

 

In questo festival di Sanremo la toscana sembra essere la protagonista ci sono tanti ospiti e cantanti in gara toscani e tu sei di Prato…come vivi il tuo rapporto con la tua terra natale?

 

Benissimo,per motivi di lavoro non vivo più a Prato da dieci anni ma per me la toscana è la casa dove sono nata e cresciuta è la mia culla…ci tengo molto.
A Sanremo quest’anno le due vallette saranno due cantanti Emma Marrone ed Arisa che proprio su quel palco ha esordito. Se ti chiedessero nei prossimi anni di condurre il festival in veste di valletta accetteresti?

 

 

Non mi pongo limiti o vincoli…mi piace avere libertà di scelta…se mi sentissi in grado di farlo lo farei….

 

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo all’ospite come vede il “Domani” Amara quali sono le tue speranze e le tue paure?

 

Le paure ho imparato a combatterle prima  ancora che arrivino …. Per quanto riguarda le speranze invece spero che nel domani la mia passione di fare musica diventi il mio lavoro, mi piace molto l’approccio live e spero di girare l’Italia per far conoscere la mia musica.

 

Simone Intermite