Camila Raznovich torna a guidare il pubblico di Rai 3 alla scoperta del mondo, tra natura, scienza, cultura e nuove forme di viaggio. Kilimangiaro Estate conferma la formula che negli anni ha reso il programma uno degli appuntamenti più riconoscibili della rete: raccontare luoghi lontani senza limitarsi alle cartoline, intrecciando ambiente, società, curiosità scientifiche e cambiamenti nelle nostre abitudini.
Nella puntata del 20 agosto, la conduttrice ha accompagnato i telespettatori in un percorso che ha spaziato dalle sorprendenti strategie di corteggiamento nel mondo animale ai fenomeni più spettacolari del cielo, passando per il turismo nell’antichità e per una delle tendenze più forti degli ultimi anni: la ricerca del benessere attraverso il viaggio, il silenzio e la disconnessione digitale.
Dagli abissi alle aurore boreali: il mondo raccontato da Kilimangiaro
Tra gli ospiti della puntata Mariasole Bianco e Barbascura X, protagonisti di un confronto dedicato alle strategie riproduttive più insolite del regno animale. Un racconto capace di muoversi dagli abissi marini alla terraferma, mostrando ancora una volta quanto la natura possa superare qualsiasi invenzione.
Spazio poi a Riccardo De Marco, conosciuto sul web come DeNa, chimico e divulgatore di GeoPop, che ha spiegato l’origine di alcuni tra i fenomeni atmosferici e celesti più affascinanti, dalle aurore boreali fino ai misteriosi Red Sprites.
L’archeologo e divulgatore Andrea Angelucci ha invece riportato idealmente il pubblico indietro di duemila anni, raccontando come Greci e Romani vivevano il tempo libero, tra terme, ville sul mare e mete diventate leggendarie.
Il nuovo lusso? Spegnere tutto
Particolarmente attuale il capitolo dedicato al turismo wellness, un fenomeno che continua a crescere e che racconta molto del nostro rapporto con la tecnologia e con il tempo. Digital detox, ritiri nel silenzio, meditazione e persino viaggi costruiti intorno alla qualità del sonno stanno trasformando il concetto stesso di vacanza.
Il cantautore e scrittore Vasco Brondi ha riflettuto sul valore della meditazione, della noia e di quei momenti apparentemente “vuoti” che possono diventare uno spazio fondamentale per la creatività. Il professor Pier Luigi Sacco, docente di Politica Economica all’Università di Chieti-Pescara, ha invece approfondito il rapporto tra cultura, benessere e qualità della vita, fino alla possibilità di immaginare in futuro vere e proprie prescrizioni culturali.
Camila Raznovich è stata anche ospite de “Il Salotto di Domanipress”, dove si è raccontata in una lunga video intervista affrontando famiglia, educazione, successo e futuro.
GUARDA L’INTERVISTA COMPLETA A CAMILA RAZNOVICH NEL SALOTTO DI DOMANIPRESS
Camila Raznovich a Domanipress: «Il successo non è soltanto fama»
Nel confronto con Domanipress, Raznovich aveva mostrato un volto più intimo, partendo dalla propria storia familiare e da un’infanzia costruita sull’incontro fra culture molto diverse.
Hai menzionato la famiglia, la tua era atipica costruita su radici e culture eterogenee. Come ha influenzato la tua vita questo background?
«Crescere in una famiglia con un padre ebreo di origine russa e una madre cattolica, con esperienze anche legate all’India, è stata un’esperienza unica. Questo background culturale mi ha fornito una prospettiva ricca e aperta, che credo sia fondamentale in un mondo che richiede adattabilità e comprensione delle diversità».
Un’esperienza particolarmente forte è stata quella vissuta durante l’adolescenza, lontano dalla famiglia.
Cosa ti ha insegnato l’esperienza adolescenziale del vivere in un kibbutz indiano?
«Non è stato facile. Ho vissuto in una comune lontana dai miei genitori, ricordo i pianti di quei tempi ma anche la possibilità di poter crescere da sola imparando l’importanza della condivisione con gli altri. Eravamo tutti vestiti uguali, non c’era spazio per l’egoismo e l’individualità».
«Molti genitori sembrano aver rinunciato al loro ruolo educativo»
Nel Salotto di Domanipress, la conduttrice aveva parlato anche del proprio modo di essere madre, mettendo al centro un tema che ritorna spesso nel dibattito contemporaneo: il ruolo educativo della famiglia.
Oggi che tipo di mamma sei?
«Una mamma che crede fermamente nel valore della famiglia. L’importanza dell’educazione in casa è cruciale. Dobbiamo preparare le nuove generazioni ad affrontare un mondo complesso e competitivo. Non basterà essere bravi o conoscere una lingua, ma i nostri figli dovranno sviluppare competenze e una mentalità resiliente per affrontare le sfide future. Molti genitori sembrano aver rinunciato al loro ruolo educativo, contribuendo a una generazione che si sente alla pari con gli adulti e spesso manca di rispetto per gli altri».
Camila Raznovich e il significato del successo
La notorietà è arrivata molto presto nella carriera di Camila Raznovich, ma nella conversazione con Domanipress la conduttrice aveva ridimensionato il significato della parola “successo”, allontanandolo dalla semplice esposizione mediatica.
Passando all’aspetto più personale, la notorietà è arrivata presto nella tua carriera. Cosa è per te il successo?
«Il successo per me non è solo fama, ma anche realizzazione personale e la costruzione di una famiglia. Bisogna fare fatica, cadere, fare errori, soffrire. Sin dagli esordi, non mi è mai interessato apparire. Sento invece l’urgenza di comunicare, di proporre idee nuove».
Parole che spiegano forse anche il rapporto costruito negli anni da Raznovich con la televisione: meno interessata alla semplice presenza sullo schermo e più orientata al racconto, all’incontro e alla curiosità. Una cifra che continua a caratterizzare anche Kilimangiaro Estate, dove il viaggio non è soltanto una destinazione geografica ma diventa uno strumento per osservare come sta cambiando il nostro modo di vivere.
Un racconto che, tra Rai 3 e il Salotto di Domanipress, restituisce una Camila Raznovich coerente con il proprio percorso: curiosa, cosmopolita e convinta che comprendere il cambiamento sia il primo passo per non subirlo.




