Recensione : Cinquanta sfumature di grigio

Cinquanta sfumature di grigio è rimasto al primo posto nella classifica dei film più visti per 2 settimane con più di 50 mila spettatori. Questo successo deriva soprattutto dalla vendita record d’incassi in tutto il mondo dell’omonimo libro che tutti leggono, ma che pochi ammettono di avere.

La scelta dei due protagonisti principali è stata un po’ forzata dato che il protagonista Jamie Doman che interpreta Christian Grey è stato quasi un ripiego dopo che vari personaggi hanno rifiutato questo ruolo, come: Charlie Hunman; David Gandy, il modello di Dolce e Gabbana, e Stephen Amell. Forse per il fatto che per la maggior parte del film i due protagonisti sono nudi. Anche la protagonista Dakota Johnson ha confessato di sentirsi un po’ a disagio durante le scene di nudo soprattutto durante le pause nelle quali essendo legata non poteva nemmeno coprirsi se non con l’aiuto di Doman che generosamente le metteva una coperta addosso.

Nonostante questo film abbia fatto molto rumore, chi l’ha letto sperava che il film somigliasse più al libro e chi non l’ha letto è andato a vederlo per constatare se era veramente così erotico come lo si descriveva, ma rimanendone deluso.

Tutto comincia con Anastasia Steele, una studentessa di letteratura Inglese che per sostiutire la sua amica direttrice del giornale universitario intervista Christian Grey, il quale aprirà la consegna dei diplomi nella sua università. Grey è un giovane uomo d’affari che si è fatto da sé grazie alla sua abilità di capire al volo le persone, aiutandosi col linguaggio del corpo. Il film infatti si focalizza molto sui dettagli, bocca, mani, gambe, tutto in primissimo piano reso in modo erotico.

Anastasia si presenta molto diversa dalle ragazze con cui a a che fare Mr. Grey, camicia a fiori, golfino blu, coda semplice, molto goffa nel modo di parlare e di fare. E’ la classica ragazza vergine che ha speso tutta la sua vita sui libri, mentre lui è il suo contrario. Durante l’intervista cominciano a divagare e Grey scopre di non riuscire a capirla come le altre persone rimanendone affascinato. Da qui, cominceranno a vedersi sempre di più, con un tira e molla continuo per il fatto che lei è una ragazza semplice col bisogno di una relazione normale, mentre lui coi suoi gusti particolari, nella sfera sessuale, non ha mai conosciuto l’amore.

Piano piano però i due cominceranno a cedere al volere dell’altro, lei prova a capire cos’è che gli dà piacere mentre lui comincerà ad aprirsi comportandosi da fidanzato, cosa che prima d’ora non aveva mai fatto.

La scena finale riprende l’inizio dove i due vengono separati dalle porte dell’ascensore che si chiudono, ma lo stato d’animo è decisamente diverso. Ora non si guardano più mangiandosi con gli occhi, ma guardandosi per dirsi addio. Lei, infatti, decide di non voler più sottostare ai suoi giochi sessuali violenti e si lasciano, ma com’è prevedibile non riescono a fare a meno l’uno dell’altra dunque si parla già di un sequel dal titolo Cinquanta sfumature di nero.

Laura Giunchi