Retrospettiva: perchè rileggere “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” di Melissa P. nel 2018

Per la sezione retrospettiva proponiamo la rilettura di un romanzo controverso: “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire“. Ma perché rileggere questo romanzo oggi? Perchè nel bene e nel male ha costituito uno dei primi esempi molto espliciti di romanzo erotico della letteratura italiana contemporanea, tanto da suscitare grandissimo scalpore a lungo dopo la sua pubblicazione, avvenuta nel 2003 perchè Melissa P., pseudonimo di Melissa Panarello, l’autrice, all’epoca non aveva neppure diciott’anni.

 

La trama ruota attorno alle vicende (spesso vere e proprie imprese, soprattutto per una quindicenne al momento dei fatti) sessuali della protagonista, ambientate nella Sicilia piccolo borghese moderna.

Quanto di vero ci sia nella trama probabilmente non lo sapremo mai, ma ciò ovviamente non riguarda solo questo romanzo; sta di fatto che, piaccia o no, ha accanito migliaia di lettori anche fuori dal nostro paese, tanto da diventarne pure un film, comunque non approvato dalla scrittrice.

Quello dei cento colpi è il riferimento al consiglio, datole dalla nonna, secondo il quale, per avere capelli lucenti, questo è il numero di spazzolate che bisognerebbe dare ai capelli ogni sera prima di andare a letto; in tale contesto, però, il significato che il gesto assume dovrebbe essere di “pulizia” dalle esperienze appena vissute dalla ragazza con qualche (semi)-sconosciuto di turno, probabilmente in cerca del tanto agognato amore.

E l’amore lo troverà solo dopo essersi donata senza troppi pretesti; solo allora scoprirà finalmente la differenza tra sesso e ciò che è considerato il più nobile dei sentimenti.

La sovente cruda realtà descritta nelle pagine del libro non è certamente adatta a chi continua a sognare l’amore romantico; si tratta piuttosto della descrizione di un contesto a cui in tanti capita di trovarsi loro malgrado e che a suo modo insegna, più dolente che nolente, qualcosa.

Patrizia Pecoraro