«Mi è servita una vita intera per avere il coraggio di essere me stessa»: la lezione di longevità che Ornella Vanoni ci ha lasciato, a pochi giorni dalla sua scomparsa

«Mi è servita una vita intera per avere il coraggio di essere me stessa». È una delle frasi più intense lasciate da Ornella Vanoni, un pensiero che oggi, dopo la sua scomparsa, assume il valore di una vera eredità umana. Dietro quelle parole non c’è soltanto il racconto di un’artista straordinaria, ma la riflessione di una donna che ha imparato a fare pace con sé stessa solo con il passare degli anni.

La cantante spiegava di essersi quasi “allenata” a vivere il tempo in modo diverso. «Mi sono impegnata a invecchiare ridendo», raccontava, confessando che proprio l’età le aveva permesso di liberarsi, poco alla volta, di quella malinconia che per molto tempo aveva accompagnato la sua vita. Un messaggio controcorrente in una società che spesso considera l’invecchiamento come qualcosa da combattere, mentre Vanoni lo descriveva come un percorso di liberazione.

Colpisce anche il modo in cui parlava della propria personalità. «La donna che oggi vedete è quella che sono sempre stata. Buffa, infantile, spontanea. Questa è la mia vera natura». Per anni il pubblico aveva conosciuto soprattutto l’interprete delle grandi canzoni d’autore, elegante e intensa. Lei stessa, però, ammetteva che quella leggerezza che oggi tutti le riconoscevano era sempre esistita, ma rimaneva nascosta dietro il personaggio.

«Quando salivo sul palco per cantare, quella parte più leggera e giocosa di me rimaneva nascosta. Le mie canzoni raccontavano altro, mentre il mio lato più ironico viveva soltanto nella vita privata». È una riflessione che racconta quanto spesso il successo possa coincidere con una maschera, anche quando nasce inconsapevolmente. Solo negli ultimi anni Vanoni aveva scelto di mostrare senza filtri quella parte autentica di sé.

Ornella Vanoni

Quel cambiamento, raccontava, aveva modificato anche il rapporto con il pubblico. «Oggi sento che la distanza tra me e le persone si è accorciata. Me ne accorgo dalla tenerezza con cui mi fermano per strada. È un affetto che mi emoziona perché, finalmente, mi vedono per quella che sono davvero». Non era il successo a renderla felice, ma il sentirsi riconosciuta come persona prima ancora che come artista.

Vanoni non negava che tutti, in qualche modo, indossiamo una maschera. «Credo che tutti, in qualche modo, indossiamo una maschera. Io, a un certo punto della mia vita, ho deciso di toglierla. È stato un gesto liberatorio». Una frase che invita a riflettere su quanto tempo trascorriamo cercando di soddisfare le aspettative degli altri, dimenticando chi siamo davvero.

La sua, però, non era un’esaltazione della spontaneità a ogni costo. Sottolineava infatti come discrezione, eleganza ed educazione restino valori fondamentali. «Alcuni filtri sono necessari, quando servono. È una questione di grazia, di rispetto e di educazione». L’autenticità, nella sua visione, non coincideva con il dire sempre tutto, ma con il non vivere costantemente nascosti.

La vera lezione di Ornella Vanoni è forse proprio questa: la longevità non si misura soltanto dagli anni vissuti, ma dalla capacità di arrivare a un punto della propria vita senza avere più paura di mostrarsi per ciò che si è. Per lei il tempo non aveva tolto qualcosa, aveva aggiunto libertà. E questo, probabilmente, è il dono più prezioso che il passare degli anni possa offrire.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, consulente discografico e critico musicale, è un appassionato di TV, cultura moderna e new media, sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.