Intervista Francesco Guasti: “L’imperfezione è il mio super potere, a Sanremo presenterò il mio universo”

È una storia di passione e di grande tenacia quella di Francesco Guasti, che dopo la clamorosa esclusione a “Sarà Sanremo” dello scorso anno, ritorna in pista questa volta da vincitore con il brano “Universo” scritto insieme con con Francesco Ciccotti e Maurizio Musumeci  con cui gareggerà al sessantasettesimo Festival di Sanremo. Noto al grande pubblico per la sua partecipazione a a “The Voice” su Rai2, nel team di Piero Pelù, Francesco ha inanellato una serie di successi e di collaborazioni artistiche e solidali dalla partecipazione al “World Refugee Day Festival” fino alla partita del cuore della Nazionale Cantanti. Attualmente il brano “Universo” è uno dei più programmati dalle radio ed è molto apprezzato sui social network. “Il futuro e’ di chi se lo prende” canta in una strofa del brano, un crescendo di incoraggiamento sincero e diretto di chi decide con forza di trasformare le difficoltà in opportunità. Abbiamo ospitato Francesco Guasti nel salotto di Domanipress per parlare con lui di questo nuovo progetto musicale e dell’importanza di tenere i sogni sempre a portata di pensiero.

Hai tentato per quattro volte ad accedere alla rosa dei finalisti per il Festival di Sanremo e quest’anno dopo tanta amarezza finalmente ci sei riuscito, ti vedremo calcare il palco dell Ariston con il brano “Universo”: qual è stata la spinta che ti ha aiutato a non mollare? 

Mi hanno aiutato gli abbracci silenziosi ma pieni di valore della mia famiglia, stare un giorno intero a suonare il mio pianoforte  e rileggere un libro: “Il Piccolo Principe“. E’ stato in questo momento di delusione che è nata Universo.

Nel Brano “Universo” canti “Con gli errori si cresce da sempre” è stato così anche per te? Qual è stato l’errore che maggiormente ti ha insegnato qualcosa?

Sì, è stato e sarà sempre così:è la vita, è quello che siamo chiamati a fare su questo Pianeta. Gli errori, alla fine, ci liberano dai limiti che pensiamo di avere, sbagliamo quasi sempre per paura di non farcela. E’ un po’ come quando, da piccoli, saliamo per la prima volta su una bicicletta, cadiamo , ci sbucciamo le ginocchia, ma è proprio  da quella caduta che impariamo a stare in sella e a  non avere paura. L’errore più grande? Ogni errore ha avuto il suo valore e mi ha permesso un passo avanti.

Il tuo timbro vocale così unico e particolare nasce da una imperfezione alle corde vocali. Leonard Cohen diceva: “C’è una crepa in ogni cosa e da li che entra la luce” sei d’accordo?

Il grande poeta Cohen diceva bene, un po’ come la filosofia giapponese. In Giappone un vaso rotto si ripara con l’oro perché ogni crepa viene valorizzata, ogni ferita mostra fierezza per la prova superata ed il vaso acquista una sua unicità, insomma, diventa speciale. La mia imperfezione è diventata il mio super potere.

Prima di Sanremo ti abbiamo visto al talent show “The voice” nella squadra di Piero Pelù. Cosa ricordi di quell’esperienza? Nascere  artisticamente da un talent è ancora oggi un vantaggio?

Ricordo soprattutto i consigli ricevuti dal Coach Pelù. Non credo sia un vantaggio nascere da un talent, anche se oggi ha preso il posto dei vecchi talent scout. Ho partecipato a The Voice a 30 anni, dopo anni ed anni di palchi, compreso quello del Lucca Summer Festival, ci sono andato abbastanza maturo e senza illusioni facili e con i piedi ben piantati a terra, con la voglia di lavorare ed imparare, non con l’ossessione del diventare “famoso”.

Durante “The Voice” ti sei confrontato con grandi nomi della musica internazionale come gli AC/DC e Rod Steward, volando alto se dovessi “rubare” una canzone che ti rappresenta e farla tua quale sceglieresti e perchè?

Ce ne sono tante, ogni canzone che porto nel cuore rappresenta un periodo specifico della mia vita, ma la canzone che più di tutte avrei voluto scrivere, oggi, è la “Donna Cannone”.

Ritornando a Sanremo quali nomi tra i big o i giovani che ti incuriosiscono maggiormente?

I miei preferiti: Marco Masini,Francesco Gabbani ed anche Ermal Meta: il primo  perché ogni volta stupisce, gli altri due perché sono i “big” più freschi delle “nuove proposte”

Sanremo è una delle tappe artistiche più importanti e spesso incute anche timore…come ti preparerai prima di salire sul palco dell’ Ariston? Hai già pensato al momento precedente alla tua esibizione?

Ancora non lo so,anche perché, credetemi, non ho ancora ben realizzato che salirò su quel palco!

Porto sempre con me delle pietre , 7 per l’esattezza, ognuna corrisponde ad un chakra: terrò strette quelle per qualche secondo, poi respirone e..via!

Dopo il Festival uscirà il nuovo album di inediti  cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo progetto discografico?

Il mio Universo!..e non scherzo:in ogni brano ci sarà qualcosa di me, di quello che ho imparato fino a qui, di come osservo ciò che mi circonda, di come vivo l’Amore e anche quello che mi prometto per domani.

Sui social sembri essere molto amato ed hai già un fan base molto attivo che ti supporta, qual è il tuo rapporto con la rete ed i tuoi followers?

Mi piace usare i social , il mio rapporto è molto diretto, racconto le mie giornate, condivido il mio percorso perché credo in ciò che faccio. Mi sono stupito dell’affetto delle persone, cerco di rispondere sempre e velocemente ai loro messaggi in posta privata e poi i fan che hanno creato una pagina fanclub, mi hanno emozionato, è come se li conoscessi ad uno ad uno. E spero di farlo, molto presto, nel corso del tour.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Francesco Guasti, quali sono le tue speranze e le tue paure? 

La mia speranza è che l’Uomo Domani si risvegli rispettando ogni essere vivente. La mia paura? Non c’è, se ci fosse, oggi, non ci sarebbe posto per la speranza.

Simone Intermite