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		<title>Giovanni Allevi commuove con la nuova sinfonia dedicata alla sorella Stella: «Il tempo perduto non è mai veramente perso»</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Allevi torna a parlare attraverso la musica e lo fa con una delle composizioni più intime della sua carriera. Si intitola Lost Time Symphony, la Sinfonia del tempo perduto, e racconta ciò che spesso le parole non riescono a contenere: il dolore di un&#8217;assenza, la memoria di chi abbiamo amato e quella misteriosa capacità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Giovanni Allevi</strong> torna a parlare attraverso la musica e lo fa con una delle composizioni più intime della sua carriera. Si intitola <strong>Lost Time Symphony</strong>, la Sinfonia del tempo perduto, e racconta ciò che spesso le parole non riescono a contenere: il dolore di un&#8217;assenza, la memoria di chi abbiamo amato e quella misteriosa capacità dell&#8217;arte di trasformare una ferita in qualcosa che continua a vivere.</h3>
<p>Dopo il debutto mondiale in Germania, la nuova opera sinfonica arriva in Italia <strong>oggi, 14 ottobre 2026, al Conservatorio di Milano, nella prestigiosa Sala Verdi</strong>, uno dei luoghi simbolo della musica italiana. Ma dietro questo appuntamento c&#8217;è soprattutto una storia profondamente personale. Allevi ha dedicato la composizione alla sorella <strong>Stella</strong>, musicista, pedagogista e filosofa esperta di bioetica, scomparsa nel 2022, nello stesso periodo in cui il compositore affrontava la diagnosi di mieloma.</p>
<p>«<strong>Il tempo perduto non è mai veramente perso, perché continua a vivere dentro di noi</strong>», ha spiegato il Maestro presentando la sinfonia. Un pensiero che racchiude il senso di un&#8217;opera nella quale il ricordo non è soltanto nostalgia, ma diventa una forma di presenza. La musica permette di ritrovare, almeno per qualche istante, ciò che la vita ci ha sottratto.</p>
<h2>La sinfonia dedicata a Stella: quando il dolore diventa musica</h2>
<p><strong>Lost Time Symphony</strong> nasce da un&#8217;esperienza segnata dalla malattia e dal lutto. Stella non era soltanto la sorella di Giovanni Allevi, ma una figura importante nella sua formazione umana e intellettuale. La loro infanzia condivisa, il pianoforte suonato insieme e il dialogo costruito negli anni riaffiorano oggi in una partitura che attraversa il dolore per cercare una nuova possibilità di luce.</p>
<p>La composizione è stata commissionata dalla <strong>Fondazione La Società dei Concerti di Milano</strong> e viene eseguita dalla <strong>Nordwestdeutsche Philharmonie</strong>, diretta da <strong>Jonathan Bloxham</strong>. La prima esecuzione mondiale si è tenuta il 2 ottobre in Germania, mentre l&#8217;appuntamento milanese del 14 ottobre segna il debutto italiano dell&#8217;opera.</p>
<p>La forza di questa nuova pagina musicale sta proprio nella sua capacità di trasformare una vicenda individuale in un sentimento collettivo. Perché tutti, prima o poi, abbiamo conosciuto il desiderio impossibile di fermare il tempo, di recuperare una conversazione, un abbraccio o una parola rimasta sospesa.</p>
<h2>Giovanni Allevi nell&#8217;intervista esclusiva al Salotto di Domanipress: «Spezziamo le catene dell&#8217;omologazione»</h2>
<p>La sensibilità che attraversa la nuova sinfonia appartiene da sempre alla visione artistica di Giovanni Allevi. Già nel <strong>2021, ospite di Simone Intermite nel Salotto di Domanipress</strong>, il compositore aveva raccontato il suo rapporto con la creatività, la libertà individuale e la necessità di ritrovare un contatto autentico con le emozioni.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;<strong>intervista esclusiva a Domanipress</strong>, Allevi aveva invitato a superare i modelli imposti dalla società, sottolineando come il successo e l&#8217;approvazione pubblica non possano diventare gli unici criteri attraverso cui misurare il valore di una persona.</p>
<p>«<strong>Viva gli incompresi!</strong>», aveva dichiarato il Maestro, rivendicando il valore di chi continua a seguire una ricerca personale anche quando non incontra immediatamente il consenso degli altri. Un messaggio che oggi assume una risonanza ancora più intensa: la musica non serve soltanto a conquistare il pubblico, ma anche a dare forma a ciò che non riusciamo a spiegare.</p>
<p>Parlando del rapporto tra arte e vita, Allevi aveva inoltre raccontato a Domanipress il desiderio di offrire al pubblico un messaggio autentico, partendo dalle esperienze vissute. E aveva individuato nella <strong>consapevolezza e nella conoscenza</strong> gli strumenti necessari per sottrarsi agli stereotipi e tornare a essere se stessi.</p>
<h3>VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA – GIOVANNI ALLEVI NEL SALOTTO DI DOMANIPRESS</h3>
<div style="position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; margin: 20px 0;"><iframe style="position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border: 0;" title="Giovanni Allevi - Video intervista esclusiva | Il Salotto di Domanipress" src="https://www.youtube.com/embed/9MFdtzeNmCg?autoplay=1&amp;mute=1&amp;playsinline=1&amp;rel=0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<p><a href="https://www.domanipress.it/intervista-giovanni-allevi-e-ora-di-attuare-una-rivoluzione-culturale-spezziamo-le-catene-dellomologazione-e-torniamo-ad-essere-semplicemente-noi-stessi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rileggi l&#8217;intervista esclusiva integrale a Giovanni Allevi nel Salotto di Domanipress.</strong></a></p>
<h2>La musica come risposta alla fragilità della vita</h2>
<p>Rileggere oggi quelle dichiarazioni significa riconoscere una continuità tra il pensiero del compositore e la sua nuova produzione artistica. <strong>Giovanni Allevi non ha mai considerato la musica un semplice esercizio estetico</strong>, ma uno spazio nel quale interrogarsi sul senso dell&#8217;esistenza, sulla bellezza e sulla possibilità di attraversare anche i momenti più difficili.</p>
<p>Con <strong>Lost Time Symphony</strong>, questa ricerca si confronta con il tema più universale e insieme più intimo: la perdita. Il tempo non può tornare indietro, ma la memoria possiede una sua forma di resistenza. Conserva voci, immagini e gesti che continuano ad accompagnarci anche quando le persone a cui appartenevano non sono più accanto a noi.</p>
<p>Ed è forse questa la grande intuizione della nuova sinfonia: <strong>non possiamo recuperare il tempo perduto, ma possiamo impedire che l&#8217;amore vissuto scompaia insieme a esso</strong>. La musica diventa così un luogo nel quale il passato incontra il presente e il dolore, senza essere cancellato, trova una nuova possibilità di espressione.</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.domanipress.it/giovanni-allevi-commuove-con-la-nuova-sinfonia-dedicata-alla-sorella-stella-il-tempo-perduto-non-e-mai-veramente-perso/">Giovanni Allevi commuove con la nuova sinfonia dedicata alla sorella Stella: «Il tempo perduto non è mai veramente perso»</a> first appeared on <a href="https://www.domanipress.it">Domanipress</a>.]]></content:encoded>
					
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