“Non tutte le storie d’amore sono destinate a salvarci. Alcune servono solo a mostrarci chi siamo.”

Canta come un angelo caduto sul dancefloor, JJ. Ventiquattro anni, occhi d’ambra e una voce che sembra provenire da un altro pianeta – o da un’altra epoca. Controtenore naturale, capace di librarsi con grazia soprano sulle note più ardite, Johannes Pietsch – in arte JJ – ha conquistato l’Europa con la sua Wasted Love, ballata elettro-pop che ha brillato sul palco di Malmö come un cuore spezzato sotto la luce stroboscopica di una discoteca.

Un’elegia queer tra passato e futuro

Il testo di Wasted Love è un diario aperto, una confessione scritta nel linguaggio dell’ultima generazione queer, quella che mescola i battiti del synthwave con il dolore esistenziale delle storie non corrisposte. JJ canta di un amore consumato, usurato, sprecato – ma non nel senso banale del termine. Il sentimento al centro del brano non è solo finito: è stato vissuto con tale intensità da bruciare troppo in fretta, lasciando dietro di sé cenere, eppure anche bellezza.

“I gave you all my Sunday prayers / You burned them in a cigarette / Your kiss was war, but I stayed there / A fool dancing in silhouette”

Le parole, volutamente teatrali, sono scandite da un beat in crescendo che richiama gli anni ’80 e al tempo stesso guarda al futuro con suoni ipnotici, minimali, mai scontati. È l’elettronica dei sentimenti, quella che trasforma la fragilità in potenza scenica. Sul palco, JJ indossa un lungo mantello trasparente come i sentimenti che canta, e sotto, un completo genderless in seta nera. L’immagine è potente, ma è la voce a dominare tutto: alta, pura, a tratti spettrale.

Il significato oltre la vittoria

Wasted Love non è soltanto un brano vincente – è un manifesto. Racconta della capacità di accettare le relazioni fallite senza rinnegarle, di celebrare ciò che è stato anche quando non è durato. È una canzone sull’amore tossico e bellissimo, su ciò che ci forma anche se ci spezza. JJ, cresciuto tra Salisburgo e Vienna, ha spesso raccontato di come la musica lo abbia salvato da un’adolescenza difficile in una provincia che non capiva la sua identità fluida. Questo pezzo è la sua rivincita.

Un Eurovision che cambia pelle

Con la vittoria dell’Austria, l’Eurovision 2025 si conferma ancora una volta lo specchio delle nuove sensibilità europee. JJ ha portato sul palco una canzone profondamente personale, ma universale nel suo dolore. Non ha urlato, non ha cercato effetti speciali fuori misura. Ha semplicemente cantato il proprio cuore spezzato con tale grazia da renderlo iconico.

E forse è proprio questo che ci rimane di Wasted Love: il messaggio che anche l’amore finito, anche quello che ci ha ferito, può diventare bellezza. Basta avere il coraggio di raccontarlo.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, è un appassionato di TV e cultura moderna e new media è sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.