SANREMO — Al Festival non c’è spazio solo per le canzoni: tra palco, eventi e incontri, anche il pensiero trova la sua scena. Protagonista di uno degli appuntamenti più seguiti del Salotto di Domanipress è stato Vincenzo Schettini, il prof-influencer di La fisica che ci piace, chiamato a parlare di un tema che riguarda tutti: dipendenza dai social, adolescenti, scuola e famiglia.
Nel suo intervento, Schettini ha ribadito che la tecnologia non è il nemico, ma va resa uno strumento consapevole. E ha invitato adulti e ragazzi a recuperare un dialogo vero: “Bisogna parlare con i ragazzi, tirare fuori le emozioni, anche litigare e scontrarsi. Il confronto è energia”.
La scuola tra innovazione e resistenze
Durante la video-intervista pubblicata su Domanipress, Schettini racconta come la sua figura di professore influencer venga vissuta dentro la scuola:
«Direi che la situazione è divisa tra chi segue il progresso e chi resta ancorato ai vecchi modelli del passato. Ci sono colleghi che sono già degli innovatori come me e che pur non disponendo di pagine Facebook e tiktok seguono una didattica digitale e innovativa, ovvero portano il digitale in classe per insegnare. Poi c’è l’altro 50% che è ancora ancorato al vecchio metodo e magari guarda il social in maniera scettica e negativa».
Tradizione e digitale: una convivenza necessaria
Il punto, per Schettini, non è scegliere tra tradizione e innovazione, ma farle dialogare:
«Io sono uno di quelli che nonostante sia innamorato del digitale credo fermamente nei metodi tradizionali, mi auguro una integrazione e non una sostituzione, una naturale evoluzione per restare al passo con i tempi e per catturare l’attenzione e l’interesse».
“I genitori sono il campo magnetico dei figli”
Tra i passaggi più intensi, la metafora scientifica che ha colpito il pubblico:
«La fisica ci dice che i genitori sono il campo magnetico dei vostri figli: non dovete lasciarli soli.»
Il messaggio ai giovani: vivere prima di postare
In chiusura, l’appello ai ragazzi che lo seguono ogni giorno online:
«Guardate bene l’esperienza per il quale state camminando: la vita… vivete, viaggiate, cantate, fate sport, imparate uno strumento, fidanzatevi, fate amicizia. L’esperienza porta al progetto. Non seguite solo sogni: progettateli. E ricordatevi che noi professionisti e noi genitori ci saremo sempre.»
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