Non è una collezione. Non è una campagna. È un manifesto. Versace Embodied inaugura un nuovo capitolo nella storia della maison fondata da Gianni Versace, trasformando il concetto di moda in un dialogo culturale che intreccia arte, fotografia, poesia, musica e memoria.
Dietro la visione, la mano di Dario Vitale, direttore creativo che sceglie di guardare oltre i codici estetici per costruire un racconto corale in cui l’identità Versace diventa patrimonio condiviso, tra passato, presente e futuro.
Un archivio che respira nel presente
Il progetto prende forma come una serie di capitoli narrativi. Nel Chapter One, la Medusa di via Gesù 12 a Milano – icona scolpita in bronzo – viene catturata dall’obiettivo polaroid di Camille Vivier, diventando simbolo di eternità e di trasformazione. Andrea Modica porta invece il Mediterraneo al centro della scena, con ritratti in bianco e nero che restituiscono la sensualità senza tempo dell’estate italiana.
Non mancano richiami alla grande storia della maison: il catalogo Istante del 1997 firmato Steven Meisel riaffiora come testimonianza di un legame indissolubile tra Versace e la fotografia di moda. A dialogare con queste immagini arrivano le illustrazioni di Collier Schorr, i versi trasgressivi della poetessa Eileen Myles e lo sguardo contemporaneo di collettivi newyorkesi e losangelini come Ponyboy, laboratorio di libertà espressiva.
Emozioni come linguaggio universale
Versace Embodied non è solo estetica. È fisicità, sensualità e forza trasformate in linguaggio universale. I Bronzi di Riace, fotografati al Quirinale nel 1981, diventano simbolo di un’eredità classica che ancora oggi ispira il concetto di bellezza statuaria. Allo stesso tempo, l’immagine intima di Binx Walton, ritratta da Stef Mitchell, restituisce la ribellione e l’indipendenza delle nuove generazioni.
Qui, l’eredità di Gianni Versace – fatta di libertà, autoaffermazione e rottura dei tabù – si fonde con nuove voci creative, mantenendo intatto lo spirito irriverente e sensuale che da sempre contraddistingue la maison.
La moda come atto culturale
In un’epoca in cui la moda rischia di diventare puro intrattenimento visivo, Versace sceglie di posizionarsi come potenza culturale. Embodied non è un semplice tributo al passato, ma un invito a vivere la moda come esperienza totale, che abbatte barriere di genere, età e appartenenza.
Indossare Versace, oggi come allora, significa vivere senza inibizioni, senza pregiudizi, senza limiti. È un atto di affermazione, di sensualità e di libertà.
Con Embodied, la maison dimostra che la moda non è solo stile: è narrazione, memoria e futuro. Un linguaggio che continua a rinnovarsi senza mai smarrire le proprie radici.
Versace Embodied è il nuovo manifesto culturale della maison: un’esperienza che trasforma la moda in un racconto corale di emozioni, icone e libertà.





