Venezia 82: Julia Roberts regina inattesa di un’edizione che mescola autori, debutti e visioni estreme

Tra Sorrentino e Maresco, Lanthimos e Del Toro, ma è Julia la diva che tutti aspettano

Alla Mostra del Cinema di Venezia ci sono sempre i film. I concorsi, le sezioni, le giurie. Ma poi, ogni tanto, c’è una presenza che sposta tutto, anche solo con un sorriso. Quest’anno, all’82ª edizione, con 21 film in concorso, 30 fuori concorso, 19 per Orizzonti e 69 opere immersive, a rubare l’attenzione è proprio lei: Julia Roberts, attesa sul red carpet per la prima volta dopo anni, protagonista di un evento speciale ancora top secret ma già attesissimo.

Sì, c’è Guillermo Del Toro, tornato in gara. C’è Yorgos Lanthimos, c’è la delicatezza vintage di Sofia Coppola, c’è la sensualità di Luca Guadagnino. Ma nulla, nulla accende i flash come Julia. Non più solo l’America’s Sweetheart, ma un’icona intergenerazionale capace di farsi diva senza mai perdere l’ironia.

Mentre sul Lido si discute di cinema che “interroga, sfida e reinventa”, lei plana leggera, come se non avesse mai smesso di essere quella di Notting Hill, con l’intensità nuova di chi ha saputo trasformarsi, crescere, scegliere.

E intorno a lei, un’edizione che è un mosaico di voci forti:
Paolo Sorrentino inaugura con La grazia, un viaggio tra sacro e profano con Toni Servillo e Anna Ferzetti
Leonardo Di Costanzo porta Elisa, dramma esistenziale con Barbara Ronchi e Roschdy Zem
Pietro Marcello racconta Duse, affidando a Valeria Bruni Tedeschi il compito di incarnare la leggenda
Franco Maresco firma l’anti-biopic definitivo: Un film fatto per bene, sulle tracce di Carmelo Bene
Gianfranco Rosi chiude la rosa italiana con Sotto le nuvole, documentario poetico sospeso tra realtà e visione

Tra i sei registi al debutto in Concorso, spiccano nomi come Kaouther Ben Hania, Shu Qi e lo stesso Di Costanzo, che danno un respiro nuovo a un Leone d’Oro mai così aperto.

Ma nel gioco dei ritorni e delle prime volte, è Julia Roberts a incarnare la perfetta sintesi: la star che conosce la luce e il silenzio, l’applauso e il rischio. Il cinema di oggi ha bisogno anche di questo: una donna che, pur non portando un film in concorso, porta con sé il mistero e la magia della sala.

E forse, in fondo, è proprio questo il segreto di Venezia 2025: lasciarsi sorprendere da chi credevamo di conoscere.

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