Il Lido di Venezia si è svegliato questa mattina con un lungo applauso che ha il sapore delle grandi occasioni. Ad aprire l’82ª Mostra del Cinema è stato La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino, accolto con risate, commozione e un finale travolto da un’ovazione. Una standing ovation che suggella il ritorno del regista premio Oscar tra i grandi protagonisti del cinema internazionale.
Il Presidente secondo Sorrentino
Al centro della pellicola c’è Toni Servillo, ancora una volta alter ego prediletto del regista napoletano. Qui veste i panni di Mariano De Santis, presidente della Repubblica vedovo, cattolico e giurista, arrivato al termine del suo mandato e costretto ad affrontare due richieste di grazia che diventano il cuore pulsante della narrazione. Non solo politica: il film intreccia dilemmi morali e vita privata, scavando nel rapporto del protagonista con la figlia Dorotea (interpretata da Anna Ferzetti).
“Un film d’amore e di dubbi”
Sorrentino stesso ha spiegato la sua visione: “La Grazia è un film d’amore, ma anche un film sul dubbio. In un mondo politico fatto di certezze ostentate, la grazia diventa lo spazio per praticare l’incertezza e la responsabilità”. Parole che trasformano la pellicola in un manifesto etico, un invito alla riflessione in tempi dominati da slogan muscolari e decisioni lampo.
Il regista parla di paternità, di un’età in cui un uomo di potere deve accettare di ascoltare i figli e, attraverso loro, il presente. “Con l’avanzare degli anni – dice – non bisogna disprezzare ciò che non si capisce, ma affidarsi a chi ha più strumenti per interpretarlo. E fidarsi”.
Nessun Mattarella, ma un mosaico di autorevolezza
Impossibile non pensare a Sergio Mattarella. Ma Sorrentino chiarisce: “Non mi sono ispirato a nessun presidente in particolare. Ci sono tratti di Mattarella, ma anche di Ciampi, Napolitano, Scalfaro. È la loro autorevolezza a essere stata un porto sicuro in un mare politico in tempesta”.
Il parterre e le prospettive
Il cast è ricco: oltre a Servillo e Ferzetti, ci sono Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Linda Messerklinger e Rufin Doh Zeyenouin. Prodotto da Fremantle e The Apartment, il film uscirà in Italia il 15 gennaio 2026, distribuito da PiperFilm. Una data che, paradossalmente, rischia di tagliare fuori La Grazia dalla corsa agli Oscar. Ma Sorrentino, con la consueta ironia, glissa: “Meglio porsi un problema alla volta. Intanto vediamo se stasera non ci buttano in Laguna”.
Una Venezia che applaude
Nel giorno dell’apertura ufficiale, con il Leone d’Oro alla carriera a Werner Herzog e l’inaspettata apparizione in sala di Francis Ford Coppola, Venezia sembra ricordare al mondo che il cinema resta ancora il luogo dei grandi riti collettivi. E questa volta, a officiare la cerimonia, è stato Sorrentino con un film che mette al centro la parola più fragile e potente che abbiamo: la grazia.




