Venezia: 1600 anni di storia della Serenissima raccontati dalla haute couture di Alberta Ferretti

“Lontana dal mondo e dal tempo staccata” – così lo scrittore Bruno Barilli, con poche efficaci parole, descriveva Venezia, ma cosa significano davvero? Ha voluto spiegarlo al mondo Alberta Ferretti, che in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni di storia della Serenissima ha dato luogo a un evento sontuoso, colto e onirico, messo ingiustamente in ombra dalla (diciamolo pure, chiassosa, quest’anno più che mai) Mostra del Cinema di Venezia. Specifichiamo che per la Ferretti Venezia non è solo la meta in voga quest’anno per i fashion show: dopo aver dedicato alla città lagunare un’intera collezione nel 2017, la designer è tornata ad omaggiarla con un evento culturalmente curato e pregnante. Molto più di una banale sfilata. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Venezia, è un tributo non solo allo stile ma anche alla storia e alla tradizione artigianale di Venezia e ha avuto lo scopo benefico di sostenere la Fondazione dei Musei Civici della città. Come cornice dell’evento è stata scelta la celeberrima Ca’Rezzonico, sede del Museo del Settecento veneziano e opulento trionfo del barocco locale. Qui si è svolta la presentazione della speciale capsule collection di Alberta Ferretti, realizzata in perfetto concerto con alcune eccellenze dell’artigianato veneziano. Il risultato è una riproposizione in chiave contemporanea della tradizionale e raffinatissima moda lagunare, tutta giocata su volumi ampi e imponenti, damaschi in seta leggerissima e trasposizioni tessili dei cuoi impressi, tutti elementi tipici del barocco veneziano.

I tessuti sono stati forniti dalla storica azienda famigliare Rubelli, oggi alla quinta generazione, che dal 1889 li produce nel pieno rispetto della tradizione locale. Per impreziosire ulteriormente i modelli presentati sono stati scelti gioielli estremamente scenografici, in particolare le collane che ricordavano anemoni marini o lingue di fuoco, tutti realizzati in vetro da Massimiliano Schiavon, la cui famiglia da sei generazioni è dedita alla sua lavorazione. Gli abiti che hanno preso vita a Ca’Rezzonico, ampi e voluminosi, declinati in velluti intarsiati, plissettature, frange e pizzi, hanno rievocato tutto il mistero e la decadenza della moda veneziana barocca dal gusto opulento e orientaleggiante, che sottintende il ruolo storico della città lagunare come ponte tra Occidente e Oriente. La palette cromatica è stata tutta costruita suitoni freddi e notturni del blu navy, del nero scintillante e del viola scuro, avvolgenti e misteriosi come la notta di Venezia, ma anche del giallo e dell’oro dei mosaici bizantini di San Marco. Il trionfo di haute couture di Alberta Ferretti è stato elegante, discreto, svoltosi quasi in sordina non perché poco importante ma perché per pochi, per gli amanti di quella Venezia d’altri tempi, bellissima e triste, decadente e trionfale, la Venezia dei dogi, del Casanova, delle cupole moresche, degli abiti del Carnevale, che nulla ha da spartire con i red carpet infiniti popolati da influencer senz’arte né parte.

Fiorenza Sparatore

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Classe 1993, milanese fiera. Laureata a pieni voti in Storia dell'Arte, ora lavora per una celebre maison di moda. A 6 anni ha imparato a scrivere e non ha mai smesso. Le sue passioni sono l'arte, la cultura e la musica heavy metal.