ROMA – Roma si riprende Valentino. E lo fa con un colpo di scena che sa di dichiarazione d’amore (e di potere): la Maison presenterà la collezione Autunno/Inverno 2026-27 il 12 marzo 2026 nella Capitale, fuori dal calendario ufficiale della Paris Fashion Week. La location, per ora, resta top secret: il che, nel linguaggio della moda, significa una cosa sola. Hype programmato.
La notizia ha il peso delle scelte che non sono solo logistiche: è una mossa identitaria, simbolica, quasi narrativa. Valentino – nata a Roma nel 1960 – decide di tornare “a casa” per un appuntamento speciale, e poi rientrare nel calendario parigino con la sfilata successiva. Tradotto: un’eccezione che vale come manifesto.
Roma non è una scenografia: è un archivio vivente
Il punto non è soltanto dove si sfila, ma che cosa quel luogo racconta. Roma per Valentino non è un fondale da cartolina: è l’origine del mito, la grammatica del brand, l’atelier come cuore pulsante. E non è la prima volta che la città diventa teatro di un capitolo “fuori serie”: nel luglio 2022, la couture di Valentino trasformò Piazza di Spagna in un set irripetibile, tra luci, monumentalità e spettacolo.
L’effetto Alessandro Michele: radici, visione, libertà
C’è poi un’altra chiave, più contemporanea: Alessandro Michele, oggi direttore creativo della Maison, è stato nominato nella primavera 2024 e da allora Valentino sta attraversando una fase in cui l’immaginario si rimescola, si stratifica, si fa colto e sentimentale insieme. Portare la sfilata a Roma, per lui, non è un gesto nostalgico: è un modo per mettere in scena l’origine come materiale creativo, non come museo.
Che cosa significa (davvero) uscire dal calendario di Parigi
Saltare – anche solo per una data – il “tabellone” di Parigi è una piccola insubordinazione nel sistema che misura tutto: visibilità, buyer, tempi, narrativa. Ma è anche un modo per riappropriarsi del ritmo, scegliere il proprio palcoscenico, dire: non devo inseguire, posso convocare. E Roma, in questo, non è solo la città eterna: è una firma.
Il 12 marzo 2026, quindi, non sarà soltanto una sfilata. Sarà un messaggio: Valentino torna a parlare con la sua lingua madre. E a farlo dove quella lingua è nata.




