Tommy Cash, l’outsider dell’Eurovision, torna in italiano: “OK” è la nuova ossessione pop

Nel mondo dove la provocazione è merce rara e la pop culture rischia di assomigliarsi tutta, Tommy Cash fa quello che gli riesce meglio: sorprendere. Dopo il boom planetario di “Espresso Macchiato”—brano che ha centrato il podio all’Eurovision 2025, il #1 nella Viral 50 Italia di Spotify e la Top 50 dell’airplay radio—l’artista estone torna con un singolo interamente in italiano: “OK” (Epic / Sony Music), disponibile da oggi in digitale.

“OK” è un manifesto di stile costruito come un abecedario pop: ogni lettera diventa un simbolo di moda e cultura, filtrato dallo sguardo ironico, dissacrante e irresistibilmente visual di Cash. Un’idea spoilerata sul palco del Red Valley Festival di Olbia lo scorso 13 agosto e ora pronta a trasformarsi nel nuovo tormentone da playlist.

Non è un caso: l’Italia è ormai la sua seconda casa creativa. Con “OK” Tommy consolida un legame con il Bel Paese che passa da estetiche forti, concept audaci e una grammatica pop che mescola street, alta moda e memetica.

Le date italiane

Il ritorno non è solo in cuffia ma anche on stage:

  • 9 settembre – Roma, Eur Social Park
  • 10 settembre – Bellaria-Igea Marina, Beky Bay
  • 11 settembre – Segrate (Milano), Circolo Magnolia

L’estetica Tommy Cash

Artista e visual architect, Cash ha ridefinito l’idea di performance virale portando in tour un immaginario che ha conquistato i principali festival europei—Glastonbury, Sziget, Roskilde—e collaborazioni che vanno dalla club culture alla couture: Charli XCX, Diplo, Boys Noize, A.G. Cook, fino ai sodalizi fashion con Rick Owens, Maison Margiela e Adidas. Un profilo trasversale che spiega perché la sua terza posizione all’Eurovision con “Espresso Macchiato” sia apparsa meno come un exploit e più come l’ennesimo tassello di una strategia estetica consapevole.

Perché “OK” farà parlare

Perché è 100% italiano, perché gioca con i codici della moda e della viralità, perché trasforma l’alfabeto in hook. E perché, in un panorama in cui spesso tutto suona uguale, Tommy Cash continua a trattare la musica pop come un’opera totale: suono, immagine, racconto.

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