L’universo di The Big Bang Theory torna ad allargarsi. Dopo dodici stagioni, dieci premi Emmy e uno degli addii più discussi della televisione contemporanea, il mondo creato da Chuck Lorre e Bill Prady riparte da uno dei suoi personaggi più fragili, sfortunati e irresistibilmente malinconici: Stuart Bloom, il proprietario del negozio di fumetti interpretato da Kevin Sussman.
Il nuovo spinoff si intitola Stuart Fails to Save the Universe ed è disponibile dal 24 luglio su HBO Max. Il titolo anticipa già il tono della serie: Stuart proverà a salvare l’universo, ma difficilmente riuscirà a farlo senza provocare una nuova catastrofe.
La produzione arriva a sette anni dalla conclusione di The Big Bang Theory e dopo il successo di Young Sheldon, lo spinoff dedicato all’infanzia del personaggio interpretato nella serie originale da Jim Parsons. Questa volta, però, l’obiettivo non è tornare indietro nel tempo, ma spingere il racconto verso territori più apertamente fantascientifici.
Stuart Bloom al centro della storia
Da personaggio secondario a protagonista assoluto. Stuart Bloom, conosciuto dal pubblico come il timido e spesso disperato proprietario del negozio di fumetti frequentato da Sheldon, Leonard, Howard e Raj, diventa il centro di una commedia costruita tra realtà alternative, azione e paradossi temporali.
La storia prende il via quando Stuart distrugge accidentalmente un dispositivo realizzato da Sheldon e Leonard, provocando quello che viene descritto come un vero e proprio Armageddon del multiverso.
Per ripristinare la realtà dovrà quindi attraversare universi paralleli e confrontarsi con versioni alternative dei personaggi conosciuti nel corso della serie originale. Come suggerisce il titolo, tuttavia, il suo tentativo di salvare tutto potrebbe produrre risultati molto diversi da quelli sperati.
Una commedia di fantascienza dentro il mondo di Sheldon
Il nuovo progetto vuole essere qualcosa di più di una semplice prosecuzione nostalgica. Stuart Fails to Save the Universe cambia infatti genere, struttura e ritmo rispetto alla sitcom originale, trasformandosi in una commedia fantascientifica incentrata sul multiverso.
Secondo Kevin Sussman, si tratta esattamente del tipo di programma che i protagonisti di The Big Bang Theory avrebbero guardato, commentato e analizzato per ore, probabilmente litigando sulla coerenza scientifica della trama.
L’idea è quindi quella di creare una serie ambientata nel mondo di Sheldon, ma profondamente diversa da Sheldon stesso: meno razionale, più caotica e costruita su una continua esplosione di possibilità narrative.
Un progetto nato molti anni fa
Il progetto avrebbe radici lontane. Chuck Lorre aveva già pensato, negli ultimi anni di The Big Bang Theory, a una commedia d’avventura dedicata a Stuart e al multiverso, ma la proposta iniziale non aveva convinto i vertici della produzione.
L’idea è rimasta in sospeso per anni, attraversando tentativi, riscritture e vicoli ciechi, prima di ottenere finalmente il via libera. Alla scrittura hanno lavorato Chuck Lorre, Bill Prady e Zak Penn, sceneggiatore noto per numerose produzioni legate al cinema fantastico e ai grandi franchise.
Prady ha spiegato che l’aspetto più interessante del progetto era proprio la possibilità di realizzare uno spinoff del mondo di Sheldon che non gli somigliasse né nello stile né nel genere.
Il ritorno di un universo diventato culto
Andata in onda per dodici stagioni, The Big Bang Theory ha trasformato la cultura nerd, la fisica teorica, i fumetti e la fantascienza in materiale da prima serata. La serie ha contribuito a rendere popolari temi scientifici un tempo considerati poco televisivi, costruendo attorno ai protagonisti un pubblico internazionale.
Il successo ha consacrato soprattutto Jim Parsons, diventato una star mondiale grazie al ruolo di Sheldon Cooper, ma ha dato spazio anche a numerosi personaggi secondari capaci di entrare nell’immaginario degli spettatori.
Tra questi, Stuart ha sempre rappresentato la figura più marginale e vulnerabile: un uomo circondato da supereroi di carta, costantemente in difficoltà economica e sentimentale, ma capace di conquistare il pubblico attraverso una comicità fatta di fallimenti, silenzi e sconfitte quotidiane.
Ora toccherà proprio a lui affrontare il compito più grande: salvare l’universo. O, almeno, provare a non distruggerlo definitivamente.





