Le Targhe Tenco 2026 entrano nel vivo con la pubblicazione delle cinquine finaliste, confermando ancora una volta il ruolo del premio come punto di riferimento della musica d’autore italiana. Un’edizione che mette insieme grandi nomi, nuove conferme e piacevoli sorprese, offrendo una fotografia ricca e sfaccettata del cantautorato contemporaneo.
Nella categoria Miglior Album in Assoluto spiccano Caparezza con Orbit Orbit e Madame con Disincanto, due artisti che negli ultimi anni hanno saputo ridefinire i confini della canzone italiana attraverso linguaggi diversi ma ugualmente profondi. A completare la cinquina sono Andrea Laszlo De Simone con Una lunghissima ombra, Erica Boschiero con Un posto sulla terra e Mauro Ermanno Giovanardi con E poi scegliere con cura le parole.
Proprio Mauro Ermanno Giovanardi, storico leader dei La Crus, è uno dei protagonisti di questa edizione grazie a una doppia candidatura: oltre al riconoscimento per il miglior album, è infatti finalista anche nella categoria Miglior Canzone Singola con Anni Zero. Un risultato che conferma la straordinaria coerenza artistica di uno dei cantautori più raffinati della scena italiana.
Nei giorni scorsi Giovanardi è stato ospite de Il Salotto di Domanipress diretto da Simone Intermite, dove ha raccontato il significato del suo nuovo disco e il valore che attribuisce alle parole in un’epoca dominata dalla comunicazione veloce.
▶ Guarda l’intervista esclusiva a Mauro Ermanno Giovanardi su Il Salotto di Domanipress
Nel corso della video intervista, Giovanardi ha affrontato uno dei temi centrali del suo album: il peso delle parole. Alla domanda su quali vocaboli dovremmo recuperare o usare con maggiore responsabilità, il cantautore ha risposto:
«Il problema è proprio l’abuso delle parole. Oggi c’è un uso indiscriminato del linguaggio, soprattutto sui social. Scegliere le parole diventa prima di tutto un gesto etico, ancora prima che politico. Io sono ateo, però una frase di Papa Leone XIV mi ha colpito molto quando ha parlato della necessità di “disarmare le parole”.»
Un concetto che l’artista sviluppa ulteriormente parlando dell’attualità internazionale:
«È un’immagine forte ma molto vera, perché oggi assistiamo continuamente a dichiarazioni che cambiano da un giorno all’altro e sembra che tutto questo non abbia conseguenze. Basta guardare la politica internazionale: un leader può dire una cosa oggi e il contrario domani. Eppure le parole hanno un peso enorme, sono pietre.»
E aggiunge una riflessione che rappresenta il cuore del suo lavoro discografico:
«Il rischio è che ci stiamo abituando a un mondo in cui le parole non contano più, mentre invece contano moltissimo.»
Il nuovo album nasce anche dal confronto con alcuni dei più importanti autori della scena italiana, come Francesco Bianconi, Colapesce, Kaballà e Cremonesi. Un dialogo creativo che Giovanardi descrive così:
«È stato molto interessante perché c’è stata sia l’affinità artistica sia la voglia di mettersi in discussione. Dopo tanti anni di carriera non ho più nulla da dimostrare e non ho ego da difendere. Se qualcuno mi propone un’idea migliore di quella su cui sto lavorando, io sono il primo a essere felice di accoglierla. Il fine ultimo è fare uscire il disco più bello possibile.
Con Kaballà scriviamo insieme da tantissimo tempo, con Francesco Bianconi c’è una grande stima reciproca e ho scoperto che era un fan dei La Crus fin dagli inizi. Con Colapesce invece ci conosciamo da ancora prima che iniziasse a suonare, quando faceva il DJ nei bar a Siracusa.»
Tra i protagonisti delle cinquine figurano anche Ditonellapiaga, candidata per la Miglior Canzone Singola con Che fastidio!, Emma Nolde con Quello che deve essere sarà, Tosca con Primavera, oltre al progetto dedicato a Bianca D’Aponte e a Palestina, terra di dolore, firmata da Moni Ovadia, Giovanna Famulari e Michele Gazich.
Le Targhe Tenco 2026 confermano così la loro vocazione: valorizzare una musica capace di andare oltre il mercato, premiando la qualità della scrittura e la forza delle idee. E la doppia candidatura di Mauro Ermanno Giovanardi ricorda quanto, oggi più che mai, scegliere con cura le parole sia un gesto profondamente artistico e civile.




