È diventata la canzone simbolo dell’inizio del 2026. Soltero, il brano di Leonardo De Andreis, ha superato 30 milioni di visualizzazioni su TikTok in una sola settimana e da oltre dieci giorni guida la classifica Viral 50 Italia di Spotify. Un successo esploso all’improvviso, dopo una lunga incubazione: la canzone era stata pubblicata a fine 2024, ma ha trovato la sua consacrazione durante le festività natalizie, grazie a una diffusione spontanea e trasversale sui social.
Nato nel 2000, romano, cresciuto a Pomezia, De Andreis vive con una disabilità motoria e si muove in sedia a rotelle. La musica, più che un mestiere, è per lui una forma di riscatto personale. Nel 2018, appena diciottenne, si era classificato terzo a Sanremo Young su Rai 1, condotto da Antonella Clerici. In quell’occasione raccontò: «A otto anni ho visto Michael Jackson in televisione e ho capito che volevo essere come lui. Cantare è la mia vita».
Il messaggio del brano
Soltero — “single” in spagnolo — ribalta l’idea di solitudine. Nel testo, che recita «Mia personale opinione, le relazioni non son nulla di vero, mai ricevuto un affetto sincero, a questo punto io rimango soltero», lo status di single diventa una scelta di autodifesa e benessere dopo relazioni percepite come tossiche. Il brano intercetta una disillusione diffusa, soprattutto tra i più giovani, verso la “favola dell’amore eterno” e le promesse non mantenute.
L’esplosione virale
Il salto è stato repentino: da poche decine di migliaia di visualizzazioni a oltre 30 milioni in pochi giorni. Più di 7.000 video hanno utilizzato la canzone come colonna sonora. A contribuire alla viralità anche la condivisione da parte di artisti affermati: Alfa, Sarah Toscano, Tedua, Samurai Jay e Sayf. Alfa ha persino suonato Soltero in versione chitarra, definendola «la prima hit del 2026».
Radio e pubblico
Dal 9 gennaio il brano è entrato in rotazione radiofonica, consolidando un successo nato dal basso. Su Spotify ha superato 600 mila ascolti, mentre su YouTube sfiora il mezzo milione di visualizzazioni. Un risultato che racconta un nuovo modello di popolarità: prima la rete, poi le classifiche, con una Generazione Z che si riconosce in un ritornello immediato e in sonorità che richiamano i primi anni Duemila.
Non mancano le contro-narrazioni: sui social c’è chi ribatte che l’amore vero esiste ancora, invitando De Andreis a non smettere di crederci. Intanto Soltero continua a correre, trasformando una fragilità individuale in un coro collettivo.




