Signore e signori questa era Aretha Franklin, una donna coraggiosa che ha trasformato il dolore in ispirazione artistica

Da oggi è in uscita nelle sale cinematografiche “Respect”, un biopic sulla vita di Aretha Franklin, una delle voci più importanti del panorama musicale americano di sempre che mette in luce da una parte il successo e dall’altra gli aspetti più  cupi e dolorosi, ma anche la testimonianza di quanto la sua esperienza sia ancora molto utile.

La voce di Aretha Franklin è considerata la voce più bella, più potente e culturalmente più significativa di tutti i tempi. Le canzoni di successo della Regina del Soul “Respect”, “(You Make Me Feel Like A) Natural Woman”, “I Say a Little Prayer” e “Think”, solo per citarne alcune, sono diventate parte del repertorio musicale americano – tutti classici che hanno definito la resistenza e la resilienza delle persone di colore durante il Civil Rights Movement, il Black Power Movement, e il Women’s Movement – e risuonano ancora oggi tutte le volte in cui il mondo è in crisi e ha bisogno di sentimenti.

La musica soul è una forma d’arte nata dall’esperienza delle persone di colore dalla schiavitù all’emancipazione, dalla Grande Migrazione alla creazione e allo sviluppo del ceto medio. Con radici nello spirituals, nella musica gospel, blues, jazz, doo-wop e musica di protesta, la musica soul è esattamente questo: musica e voci che provengono dalle profondità dell’esperienza Black in America e sono piene di emozione, amore, trauma generazionale che deriva dalla schiavitù, razzismo strutturale e sistemico, e ottimismo intriso di una fede incrollabile.

Il cuore della musica soul è l’espressione profondamente emotiva di una confluenza di gioia e dolore – spesso influenzata dall’amore, dal dolore e dalla liberazione – nel tentativo di trovare la salvezza in un mondo che soggioga, opprime, emargina e tenta di sminuire o cancellare l’esistenza stessa e il contributo delle persone di colore in America. Ma c’è anche un senso di ottimismo e incoraggiamento non solo a sopravvivere, ma a prosperare, superare e vincere l’oppressione nella ricerca della gioia.

La voce, la musica, la vita e l’eredità di Aretha Franklin rappresentano la lotta di quell’esperienza e offrono una rivisitazione di quella liberazione, della salvezza emotiva che parla agli afroamericani, ma anche alla più grande esperienza umana a livello globale. La storia della signora Franklin è quella che risuona profondamente in questo momento nel Black Lives Matter Movement, mentre il mondo sta attraversando una resa dei conti razziale catartica e il punto di svolta di una rivoluzione culturale in cui diverse identità stanno reclamando di diritto le loro identità e la loro visibilità. Le persone sono stanche della supremazia bianca, del patriarcato e dell’ipermascolinità, vogliono trovare la libertà nella propria autenticità in ogni intersezione del loro essere: vogliono essere viste, ascoltate e rispettate.

Aretha Franklin ha creato una road map attraverso la propria esperienza di vita, da bambina prodigio della musica cresciuta con grande privilegio in una famiglia di Detroit che ha compreso l’importanza della protesta sociale, della giustizia razziale e dell’organizzazione della comunità, che era incentrata sulla chiesa: fede, lavoro e autorealizzazione. E anche se la signora Franklin sarà sempre ricordata per avere la voce più bella di tutti i tempi, la scoperta della propria identità non è molto nota a tutti. Aretha Franklin è un modello per come abbia affrontato e superato il dolore, che sarebbe diventato l’ispirazione artistica che ha creato capolavori musicali che hanno salvato molte vite.

La regista di Respect Liesl Tommy ha preso in considerazione tutto questo mentre stava ideando la trasposizione cinematografica della vita di Aretha Franklin. “Io stessa sono un’artista. Mi sono sempre interessata a come le persone siano diventate delle star, qual è stato il loro viaggio? Sapevo che era considerata un genio della musica sin da quando era bambina. Ma aveva fatto tutti quegli album alla Columbia Records che non erano diventati dei successi.

Quello che pensavo R E S P E C T  sarebbe stato più avvincente da raccontare era iniziare la storia in chiesa e finirla in chiesa, con il viaggio che avviene nel mezzo. Sapevo quale dovesse essere l’inizio. La cosa che continuava a venirmi in mente era l’idea di raccontare la storia di una donna che ha la voce più bella del mondo ma che ancora non sapesse bene chi fosse. E questa era la storia che sentivo di voler raccontare, ed è stato quello che ha finito per essere il cuore del film, la sua spina dorsale”. Scelta personalmente da Aretha Franklin per interpretarla in un lungometraggio sulla sua vita, alcuni potrebbero dire che Jennifer Hudson si stia preparando per questo ruolo da quando è stata eliminata da American Idol (al 7° posto) nell’aprile 2004.

“Dopo American Idol, Aretha Franklin stava facendo uno spettacolo a Maryville, nell’Indiana, e volevo aprire il suo concerto. Tutti sapevano che non permetteva ad altri cantanti di aprire i suoi concerti, perché li faceva aprire ad alcuni comici. E invece me l’ha premesso. È stato un sogno, come lo sono i tanti momenti che ho condiviso con lei. Soprattutto ora capisco quanto sia stata un’enorme guida per la struttura e lo spirito della mia carriera”. I produttori Scott Bernstein e Harvey Mason Jr. hanno iniziato a discutere dell’idea di creare il film biografico su Aretha Franklin dopo aver concluso Straight Outta Compton. Mason disse a Bernstein: “Conosco bene la storia, la amo, ma lasciami andare a casa e scoprire di che film si tratta. Che non sia solo un film biografico, deve parlare di qualcosa di più grande della vita di qualcuno”.

Bernstein ricorda: “Quella sera sono tornato a casa, ho sfogliato i miei album e ho iniziato a guardare l’intera discografia di Aretha, dai suoi pezzi jazz e blues e dei primi anni Sessanta fino ai suoi ultimi singoli. Ho pensato a questa storia e ho detto, iniziamo con la sua infanzia, quindi capiamo chi è suo padre, l’effetto della morte di sua madre e dell’essere considerata in così giovane età una stella del Gospel, ed essere diversa e migliore degli altri”, dice Bernstein. Bernstein e Mason chiamarono la signora Franklin. “Abbiamo passato tre ore al telefono a parlare di quale potesse essere la sua storia e quello era solo l’inizio di un percorso di quattro anni.

Ogni due mesi ci sentivamo, e lei in qualche modo valutava la storia perché è la sua eredità”, ricorda Bernstein. “L’ispirazione è semplice. ARETHA. Sai, era la sua voce. Era la sua storia, la sua persona. È straordinaria”, aggiunge Mason:“Ho lavorato con lei, sulla sua musica, negli ultimi 13 anni circa della sua carriera ed aveva una tale personalità. C’era così tanta storia dietro la sua voce. E più avevo modo di conoscerla, più mi dicevo che tutta la gente dovesse conoscere la sua storia. Le persone non conoscono molto se non questa voce incredibile e straordinaria. Ma quando inizi a conoscere la storia, ti rendi conto di quanto possa essere preziosa e ispiratrice, soprattutto in un momento come questo”. “L’impatto di Aretha è stato quasi onnipresente sulla musica e sulla cultura. La sua musica era così rilevante, quasi lungimirante su ciò che stava accadendo nel nostro paese e nella nostra società, ma anche il solo pensare a cosa sarebbe accaduto da lì a breve”, afferma Mason. “Abbiamo lavorato con la signora Franklin per trovare il paradigma giusto. Generalmente con i film biografici che coprono l’intero arco della vita, si perde un po’ il punto. Ed è sempre difficile decidere su quale periodo della vita concentrarsi. Qui sembrava molto naturale che iniziassimo il film con Aretha in chiesa, e perché finisse in modo appropriato, volevamo finire con lei in chiesa”, aggiunge il produttore Jonathan Glickman: “Per questo sapevamo che saremmo finiti con la registrazione dell’album dal vivo di Amazing Grace. Il cuore del film è il rapporto padre/figlia. E questo ci ha dato l’input per raccontare il periodo della sua ascesa e la storia delle sue origini nel diventare la Regina del Soul. La nipote di Franklin, Sabrina Garrett Owens, era molto legata a sua zia Aretha.

E molto orgogliosa di vedere Jennifer Hudson assumere il ruolo che sua zia ha scelto per lei. “Hanno moltissime cose in comune [Aretha e Jennifer]. Entrambe sono cresciute in chiesa. Entrambe R E S P E C T  avevano quel sound gospel nelle loro voci. Jennifer ha un’estensione ampia, come Aretha. Vedo molte somiglianze nel loro stile”.

Owens parla di sua zia: “Aretha ha vissuto una vita straordinaria e ha cantato per quasi 50 anni. Sappiamo tutti che non c’è modo di raccontare la sua storia in due ore, due ore e 15 minuti. Quindi devi puntare a un momento specifico nel tempo e catturare alcuni momenti.

Quello del film è un periodo molto importante perché lei era al suo apice negli anni Sessanta e Settanta. È anche uno dei periodi più drammatici della sua vita, per questo il film può allo stesso tempo divertire e commuovere le persone: è stato davvero un buon periodo quello che hanno selezionato”.

 

 

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