Siamo stati all’après-ski più cool di Cortina: qui lo sci è solo una scusa: «Ho sciato mezz’ora, poi basta»

A Cortina funziona così: finisci di sciare e inizi a recitare. Gli sci vengono appoggiati al muro, gli scarponi restano addosso più del dovuto e parte l’altra gara non ufficiale: l’après-ski. Quello dove contano i dettagli, gli sguardi, l’entrata in scena.

«Qui non vieni a bere. Vieni a farti vedere mentre bevi», ci dice uno con il piumino tecnico perfetto e gli occhiali specchiati anche al chiuso. Non è una battuta: è una dichiarazione di intenti.

Qui la montagna è solo uno sfondo

La neve fuori è perfetta, fotografabile, quasi innocente. Ma dentro succede altro. La musica parte presto, quando è ancora giorno, e sale senza chiedere permesso. I tavoli diventano palchi, i cocktail accessori, le conversazioni durano il tempo di una traccia house.

«Ho sciato mezz’ora, poi basta. Il bello è adesso», confessa qualcuno appoggiato al bancone con disinvoltura studiata. Ed è vero: lo sci è solo il pretesto, il rituale che ti autorizza a stare lì.

Si beve per appartenenza

Champagne ovunque, gin tonic con botaniche che nessuno sa spiegare, bicchieri che girano più delle presentazioni. Non si brinda per festeggiare, si brinda per segnalare presenza. Il dress code sembra casual, ma non lo è mai: tecnico sì, trasandato mai.

«Se non sembri appena sceso dalle piste, non sei credibile», dice una ragazza che non scia da anni ma conosce tutti. È questo il paradosso: qui contano più le apparenze della performance.

Il party comincia alle cinque

La cosa che spiazza è l’orario. Alle cinque del pomeriggio è già notte emotiva. Si balla, si ride, si urla sopra la musica. Parlare davvero non serve. Essere lì sì.

«A Cortina la sera arriva prima», ci spiegano. E non è solo una questione di luce. È una questione di ritmo, di abitudine, di status.

E poi resta solo il ricordo

Alla fine, uscendo nel freddo che ti prende in faccia all’improvviso, arriva una consapevolezza meno instagrammabile. La Cortina degli anni Dieci non esiste più. Quella dei party infiniti, dell’improvvisazione, della leggerezza senza strategia è rimasta nei racconti e nelle foto sgranate.

«Era tutto più spontaneo», dice qualcuno con un mezzo sorriso, «adesso è tutto organizzato». Cortina oggi vive di memoria, di nostalgia ben confezionata, di rituali che si ripetono perché funzionano.

L’après-ski è ancora pieno, la musica è ancora alta, i brindisi non mancano. Ma sotto la superficie resta la sensazione che il vero mito sia già passato.
E che questa Cortina, lucida e impeccabile, stia ballando soprattutto sui propri ricordi.

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Appassionato di tecnologia ed insegnante di matematica. Crede che la vita sia un'equazione binaria. Si occupa di sostenibilità ed immagina un futuro ad emissioni zero.